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PLAYLIST 4.2021

Consueto riassuntino di singoli ed estratti dai dischi recensiti qui sul blog.
Preciso che non si tratta di una classifica, almeno non in senso stretto, anche se comunque i brani sono sistemati in una sorta di ‘crescendo’: il meglio alla fine…

Claudio Rigo, ‘La vita perfetta’ (Remix)
GiAga, ‘Italiano’
Dany De Santis – Emanuele Laimo, ‘Pazzo di Te’
Brugnano, ‘Draghi’
Giaco, ‘Kiki’
Estoy Pocho, ‘Otra Noche’
Kefàli, ‘Ex’
Parrelle, ‘Dolomiti’
Dylan, ‘Non me ne vanto’
Patrick De Luca, ‘In questa notte buia’
Fabio Cosimo, ‘Droghe’
Bento, ‘Forget Your Life’
No Name (feat. Salvatore Saba), ‘Fireworks’
Ruggero Ricci, ‘Bombe atomiche’
Atomi, ‘Tutte quelle cose’
Portobello, ‘Il Senso della Vita’
Pietrosauro feat. Clementino, ‘Favorita’
Gianluca Amore, ‘Senza ragione’
Luvespone – Moby Rick, ‘Odisseo’
Francesco Sisch, ‘La stessa canzone’
Noemi D’Agostino, ‘Sottovoce’
Sarai, ‘Laissez-faire’
Alis, ‘Paura di Me’
Arianna Gianfelici, ‘Tutto il nostro folle amore’
Fabrizio Festa, ‘È così che fa l’amore’
Fabe, ‘Alibi’
Blutarsky, ‘Game7’
Tamé ‘Prequel’
Costa, ‘Talischer’
Fallen, ‘Unveiling Teardrops’
Chris Yan, ‘Verstand (intelletto)’
Alberto Pizzo, Robs Pugliese, ‘Sparks’
Max Aloisi Trio, ‘Lonely Wolf’
Laino & Broken Seeds, ‘Spells & Magic’
Spaghetti Wrestlers, ‘Cobe’
Ros, ‘L’Ultima Volta’
Tuasorellaminore, ‘Fahrenheit’
Manuela Ciunna, ‘Cui te lo dissi’
Alex Savelli – Ivano Zanotti, ‘Spears’

COSTA, “LASCIANDO TUTTO IN DISORDINE” (FIORIRARI)

L’esordio da solista di Stefano Costantini arriva dopo un percorso già fitto di collaborazioni, tra cui quella, più importante, con gli Stag, con due dischi all’attivo.

Il cantautore e polistrumentista romano decide per questo ‘grande passo’, di trasferirsi a Milano, collaborando con Giuliano Vozella per un lavoro quasi scritto a quattro mani.

“Lasciando tutto in disordine” è quindi un po’ la sintesi di questa esperienza, il ‘prendere e partire’ che diventa una necessità ineludibile, senza curarsi troppo di ciò che ci si lascia alle spalle.

Otto tracce, inclusi i tre strumentali in cui Costa dà risalto al suo lato da strumentista e in particolare da trombettista, con un ‘escursione’ nel flicorno, in una produzione che mescola elettronica e suono analogico, per un lavoro la cui matrice squisitamente cantautorale riesce a non metterne in ombra la parte sonora, all’insegna di una discreta varietà di soluzioni.