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PIERC, TOMMASO LA NOTTE, ‘900, MATTIA CORTIVO LEONARDI, EDODACAPO, SIS: SINGOLI

PierC
FriendsWithBenefits
Gotham Dischi / Artist First

PierC, in arte Piercesare Fagioli, milanese di nascita e piemontese di adozione, ha avviato il suo percorso musicale fin da ragazzino, cominciando ad ottenere fin da molto giovane i primi risultati (quattordicenne, ad esempio, partecipò a “Ti lascio una canzone” su RaiUno), trasferendosi recentemente a Milano per motivi di studio.
Il capoluogo milanese diventa così il teatro di un nuovo capitolo della sua vicenda musicale, aperto da questo singolo, inno a un modo ‘leggero’, ma non senza qualche ‘dubbio esistenziale’, di vivere la vita, il tutto raccontato utilizzando un pop – dance con rimandi agli ’80.

Tommaso La Notte
La fine del capitalismo
Auand Records / Pirames International

A breve distanza dal precedente ‘Shampoo alla Camomilla’, torna il cantautore pugliese con questo pezzo che descrive, ancora una volta, le conseguenze di una ‘rottura’.
Lei da una parte, a cercare solitudine e riflessioni tra le mura domestiche, dall’altra lui, che invece si perde in mille elucubrazioni, cercando magari dii ingannare l’analoga solitudine con notti passate al bar.
Intorno un mondo distante, fatto di suore che partecipano ai ‘talent’ e porno su Internet.
Beat elettronici con vaghi accenni ‘indie’ scandiscono il tutto.

‘900

Dolore

PM Productions

Un pezzo dedicato a chi soffre in silenzio, attanagliato da un ‘male di vivere’, sia esso provocato da un vuoto interiore, o da un evento traumatico, scendendo in un buco dal quale è difficile uscire se non si chiede aiuto, essendo allo stesso tempo incapaci di esprimere quella richiesta.
Paolo Motta, in arte ‘900, infanzia e giovinezza trascorse tra Italia e Australia, la musica vissuta e studiata e un’esperienza già corposa accumulata, torna a non troppo tempo di distanza dal precedente singolo ‘Viaggiare’ con questo nuovo pezzo che dà voce a chi non l’ha o chi semplicemente non riesce a esprimerla, con un cantautorato contemporaneo che può a tratti ricordare il Tiziano Ferro più maturo.

Mattia Cortivo Leonardi
Prelude in C Major, Op. 3
Digital Distribution Bundle

Mattia Cortivo Leonardi è un giovane pianista e compositore padovano che, pur essendo quasi un esordiente (come si può intuire, questa è solo la sua terza composizione pubblicata), sta mostrando la capacità e l’attitudine necessarie a uscire dagli ambiti ristretti del pubblico ‘di genere’ per raggiungere un uditorio più vasto, anche grazie agli auspici della TRB Records e della sua sottoetichetta Digital Distribution Bundle, dedicata agli artisti emergenti, che ha voluto dare spazio anche ad un compositore classico.
Una dedica al genere femminile, partendo dal quadro di Gustam Klimt ‘Le tre età della donna’, nella forma di un ‘Preludio’, tipologia di brano solitamente concisa – e anche qui siamo poco oltre i 4 minuti – e che grazie alla sua brevità si presta molto anche all’ascolto di chi non è avvezzo al genere.
Personalmente ascolto molta musica classica, ma non possiedo certi strumenti per giudicare la qualità del pezzo: a me ha ricordato alla lontana certe brevi composizioni di Bach, ma più di questo non posso dire.

Edodacapo
Divento Matto
Deposito Zero Studios / The Orchard

Il cantautore tarantino Edoardo Trombettieri – alias Edodacapo, torna con questo singolo che invita ad affrontare con leggerezza le avversità della vita, partendo dal canonico fallimento sentimentale.
Sonorità con accenni lounge e chill out per un brano che però non appare mai decollare.

Sis
Hunter
The DustRealm Music

Un uomo e un lupo, coinvolti in una caccia in cui i ruoli finiscono per invertirsi, metafora del conflitto tra razionalità e istinti.
Singolo che anticipa l’uscita di “The Killer in the Looking Glass”, disco d’esordio del duo formato da Mirka Valente e Francesco De Biasi.
Una vocalità femminile con una certa personalità si accompagna a sonorità all’insegna di un’efficace ‘drum ‘n’ bass’, accompagnato dalle tessiture di synth e dalla personalità del pianoforte, che nello snodarsi del pezzo (oltre sei minuti la durata) assume connotati onirici.

THE RADIATA 5TET, “AURELIA AURITA” (DEN RECORDS)

E’ sempre un pò complicato recensire questo tipo di dischi: si è sempre  combattuti tra la consapevolezza di non avere troppi mezzi a disposizione per poterli ‘inquadrare’ efficacemente, e la volontà comunque di dedicargli qualche riga, perché proprio in quanto prodotti ‘di nicchia’, di ‘arduo ascolto’, etc… difficilmente lavori del genere trovano spazi che non siano quelli canonici dedicati ad un pubblico iperspecializzato.

Come il nome suggerisce, il progetto nasce dalla collaborazione di cinque musicisti: il nucleo originario costituito dal tenor sassofonista Stefano Ferrian e dalla violoncellista argentina Cecilia Quinteros; a loro si sono uniti Claudio Milano e Luca Passavini (che da queste parti abbiamo già incontrato col suo progetto Nichelodeon, che ha fruttato loro tra l’altro il Premio Demetrio Stratos) rispettivamente a voce e contrabbasso e il trombettista Vito Emanuele Galante.

Siamo, come forse si sarà capito, nei vasti territori dell’avanguardia, a cavallo tra jazz e musica classica contemporanea. Le dieci composizioni che formano il disco si snodano come un flusso più o meno unitario: difficile parlare di ‘brani’ e di ‘strutture’ in senso stretto: l’improvvisazione appare rivestire un ruolo chiave in questo scorrere sconnesso e frammentario, tra periodi di relativa quiete e improvvise esplosioni sonore, dove un ensemble musicale dagli umori più che mai ondivaghi si accompagna talvolta a una vocalità anch’essa con accenti strumentali, sulla cui interpretazione quasi ‘declamata’ dei testi appare aleggiare il ‘solito’ Schoenberg.

Voce e strumenti dialogano, a volte quasi mimando un sussurrare sottovoce, in altre parentesi dibattendo vivacemente o addirittura ‘litigando’, dando vita a un insieme sonoro inquietante, dai contorni affascinanti e talvolta – perché no – anche disturbanti (senza che questo rappresenti per forza un difetto).

Più di questo, sinceramente riesce difficile dire: si può concludere affermando che si tratta di un disco certo indirizzato ai cultori della materia e più ampiamente a coloro che difficilmente si spaventano di fronte a dischi dall’ascolto arduo e a coloro che si lasciano volentieri guidare dalla curiosità dell’inaspettato e dell’inconsueto.

LOSINGTODAY