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LITIO, “CON LA SEMPLICITA'” (LIBELLULA DISCHI / AUDIOGLOBE)

Dieci anni di carriera o giù di lì: i primi passi mossi nella sala prove di un oratorio nella provincia cuneese, vari cambi di formazione l’esordio discografico targato 2011, la gavetta dal vivo suonando, in supporto a Zen Circus e Perturbazione tra gli altri: questa in breve la biografia musicale dei Litio (qui il link su Soundcloud) ,al secondo lavoro sulla lunga distanza.

Nove brani sospesi tra un catalogo variegato di influenze: le ascendenze blues e il pop degli anni ’60, profumi giamaicani e ruvidità punk, chitarre ruvide e ‘fischianti’ con un profilo volutamente basso, dissonanze a profusione nel segno di una certa ‘trasandatezza’ sonora che non lascia alcuno spazio all’autocompiacimento mettendo l’immediatezza davanti a tutto.

Il quintetto cuneese dà forma sonora ai testi firmati dal cantante e chitarrista Stefano Seghesio, all’insegna di un’osservazione della realtà volta al disincanto, spesso un filo ironico, talvolta con un filo di rabbia o malinconia in più: la sensazione ricorrente è quella dell’indecisione e della precarietà, di un tempo che fugge e che se talvolta è utilizzato per occupazioni dalle scarse prospettive, in altri frangenti finisce per dover essere riempito, magari, in mancanza d’altro, con improbabili iscrizioni all’università… parabole esistenziali che potrebbero essere incluse trai ’16 anni’ spensierati e sognanti dell’apertura e i ritratti di disillusione e, in fondo, solitudine di ‘Sergio’, quasi in finale del lavoro.

Un disco che scorre via agile, grazie alla sua breve durata, a tratti con accenti naif e che in qualche frangente rivela l’aspirazione della band a percorrere qualche strada diversa, come nella lunga coda strumentale di ‘Non capisco’, non a caso il brano più lungo del lavoro, dove il gruppo si concede un’escursione dai due-tre minuti di durata d’ordinanza.

“Con la semplicità” si lascia apprezzare proprio per la sua mancanza di ‘complicazioni’: immediato e diretto.