Posts Tagged ‘comunali 2013’

ELEZIONI ROMANE

Cacchio, come passa il tempo… sembra ieri, come citava una canzone di Bennato… e rieccoci qui, cinque anni dopo, a rieleggere il sindaco della Capitale.  Come andarono le cose l’ultima volta, lo ricordiamo un pò tutti: ricordiamo Veltroni ‘il Supersindaco’ specializzato nel tagliare nastri; ricordiamo i problemi sottovalutati o passati in secondo piano, come la più classica ‘polvere sotto il tappeto’; ricordiamo i lustrini della ‘Festa der cinema’, mentre in periferia cresceva il malcontento e l’astio verso ‘l’altro’; ricordiamo la favoletta di ‘Roma città dell’accoglienza’ quando poi bastava salire su un autobus o andare in un mercato per capire che le cose non stavano esattamente così; ricordiamo la scelta demenziale di ricorrere a un cavallo di ritorno come Rutelli… e infine ricordiamo il trionfo di Alè – Magno, con contorno di saluti romani sotto al Marco Aurelio… Tante grazie.

Sono passati quattro anni e a Roma le cose non sono migliorate; a dirla tutta non sono nemmeno naufragate, Roma dà l’impressione di essere un enorme transatlantico che va avanti per conto suo a prescindere da chi la governa; il problema arriva se il mastodontico natante si arena, perché allora disincagliarlo è un bel dito in c**o… Dopo cinque anni Roma non è ‘incagliata’, ma senz’altro non ha cambiato rotta: i problemi sono sempre gli stessi, a cominciare dal traffico e dalla nettezza urbana: questioni che in questi quattro anni sono state bel lungi dall’essere affrontate di petto, ma che sono state lasciate lì a incancrenire… sulla raccolta differenziata qualcosa si è fatto, ma in cinque  anni i risultati sono sotto la media, per non parlare della questione della discarica di Malagrotta;  se poi pensiamo che guarda caso, proprio le due società che gestiscono trasporto pubblico e spazzatura – ATAC e AMA – sono state al centro di scandali riguardanti assunzioni clientelari, il cerchio si chiude.

Altri quattro anni di Alemanno sarebbero quindi una jattura con pochi precedenti; il problema è però chi mettere al suo posto; il candidato più papabile è ovviamente Marino, sostenuto dal centrosinistra. Ora. Marino è una persona onesta e degna; lascia qualche dubbio il fatto che si intenda più che altro di medicina, per quanto mi riguarda sarebbe stato un ottimo Ministro o Assessore alla Sanità, ma sarà veramente adatto a fare il sindaco? Venisse eletto, mi auguro almeno si circondi delle persone giuste… il problema è che nel caso diventasse sindaco, Ignazio Marino avrebbe le mani legate, ammanettate da un partito che anche a Roma è ridotto ad una serie di bande in lotta tra loro per il territorio. Fosse eletto, Marino avrebbe a che fare con un PD costituito da almeno tre partiti: la base, che l’ha eletto alle primarie, la ‘banda Gentiloni’ (per intenderci il PD che segue la tradizione rutellian-veltroniana) e la ‘banda Sassoli’ (ovvero il PD del versante Bersanian – D’Alemiano); aggiungiamoci Sel e, probabilmente Alfio Marchini che, da uomo sedicente di sinistra, correrà in suo soccorso in un eventuale ballottaggio… Il risultato sarà la solita accozzaglia cui la sinistra ci ha abituato da tempo, con la solita spartizione delle poltrone e risultati nefasti per l’amministrazione cittadina. Iganzio Marino ha la mia stima e il mio rispetto, ma mi dispiace, Roma ha già dato. Basta così, è tempo di provare altro. Alemanno ha avuto la sua occasione e i risultati (non) si sono visti.

Io darò il mio voto al Cinque Stelle Marcello De Vito: il suo programma non è poi così dissimile dagli altri (tutti sono abbastanza dominati da dichiarazioni di principio, ed idee un pò generiche, entrando non troppo nel merito delle questioni), però che devo dire? Mi dà fiducia. Mi dà fiducia per lo stesso motivo per cui mi danno ancora fiducia i Cinque Stelle: sono nuovi, hanno entusiasmo e voglia di fare, non sono legati a logiche vecchie viste fino ad ora; poi per carità, può anche essere che una Roma governata dal MoVimento imploda dopo un anno e messo e si debba riandare ad elezioni, tutto è possibile; la mia impressione è che però per governare bene Roma ci voglia solo un pò di conoscenza e di ‘vissuto’ dei problemi e di buon senso; soprattutto, c’è bisogno di evadere dalle logiche spartitorie, dagli ammanicamenti, dagli ‘aggiustamenti’ con ‘gli amici degli amici degli amici’; c’è bisogno di piantarla di vedere Roma come un trogolo cui si avvicina di volta in volta il branco di chi vince le elezioni… e sinceramente, se penso ad Alemanno od al PD, non sono tanto sereno, a riguardo; Marcello De Vito mi dà più sicurezza (oltre a chiamarsi come me: Marcello, un nome – una garanzia 🙂 ).

Se poi De Vito non ce la farà e si proporrà il ballottaggio che tutti credono, finirò per dare fiducia a Marino, sperando che riesca a svincolarsi dal legame ingombrante con un partito ed un alleanza in cui gli stracci (ed altro) sono sempre lì lì per prendere il volo; ma sarebbe comunque un voto al meno peggio, nella quasi certezza che tutto rimarrà come prima e che ci si debba solo augurare che l’enorme cetaceo capitolino non si areni da qualche parte.