Posts Tagged ‘Claudia Cestoni’

LA PLAYLIST DELL’ANNO

I venti dischi che più mi hanno colpito tra quelli ascoltati e recensiti sul blog nel corso del 2014.

NEVICA SU QUATTROPUNTOZERO    I DIARI MISERABILI DI GEREMIA HOGAN
SALUTI DA SATURNO  DANCING POLONIA
IL MERCATO NERO     SOCIETA’ DRASTICA
EUA     TANTO VALEVA VIVER COME BRUTI
FRANCOBEAT              RADICI
TOMMASO TANZINI     PIENA
IO E LA TIGRE              IO E LA TIGRE
THE GENTLEMEN’S AGREEMENT    APOCALYPSE TOWN
THREE LAKES & THE FLATLAND      WAR TALES
SHIVA BAKTA         THIRD
MEZZAFEMMINA   UN GIORNO DA LEONE
CECCO E CIPO      LO GNOMO E LO GNU
LETTERA 22           LE NOSTRE DOMENICHE
MARIAN TRAPASSI   BELLAVITA
MIRIAM IN SIBERIA   FAILING
ES             SOTTILE E’ IL CUORE ENTUSIASTA – DAI TREMITI ALLE STELLE
PUNKILLONIS    ECLISSI
WORLD SERVICE PROJECT    FIRE IN A PET SHOP
ANTONIO FIRMANI & THE 4TH ROWS    WE SAY GOODBYE, WE ALWAYS STAY
CLAUDIA CESTONI    LA CASA DI CLAUDIA

LA PLAYLIST DI DICEMBRE

In attesa della classifica annuale, l’ultima playlist dell’anno…
A2                      MonoLogue
Dorothy                 Torakiki
Raise Your Hands        Miriam in Siberia
I giorni che non c’eri  Lettera 22
Verità                  Mulholland Drive
Sono Fragile            Rocio Rico Romero
The Mist                The Child Of A Creek
La Ruota                Cumbo
Io & Te                 Riva
Il mondo che avanza     Eugenio In Via Di Gioia
Madre                   Tommaso Tanzini
Ti prometto che         Claudia Cestoni
Caprilli                Quintetto Architorti

CLAUDIA CESTONI, “LA CASA DI CLAUDIA” (THE SOUND OF VIOLINS)

Il disco d’esordio della cantautrice romana Claudia Cestoni è il classico ‘snodo’: allo stesso tempo, primo capitolo della propria discografia e punto di arrivo di una ‘gavetta’ che l’ha vista finora calcare i palchi della scena capitolina e non solo.

Un disco ‘cantautorale’ abbastanza ‘tipico’, si potrebbe dire, senza che ciò assuma una connotazione negativa: undici brani nei quali la cantante dà voce a dubbi alle proprie riflessioni, che sembrano girare soprattutto attorno al passare del tempo (Il tempo che passa) il confronto col proprio sé del passato (La casa di Claudia), il cambiamento inevitabile dovuto alla vita ed alle esperienze (Alice va in vacanza). Una riflessione sul sé che si estende anche al mettersi in discussione (Monet) e alla presa di coscienza e accettazione dei propri limiti (La Resa), mentre non manca la tematica sentimentale (Profumo d’incenso, Ritratto d’autunno, Ti prometto che).

Spazio anche per un brano interamente strumentale, mentre l’apertura – non a caso intitolata L’incipit – è affidata alla recitazione di Niccolò Agliardi, mentre il disco si fregia della produzione e dei suoni del violinista Andrea di Cesare, già collaboratore di Niccolò Fabi, Daniele Silvestri e Carmen Consoli; il lavoro è saldamente ancorato al binomio chitarra – voce, spesso con accenti rock, arricchiti da suggestioni folk e da parentesi di pop dai tratti eleganti.

Claudia Cestoni interpreta con personalità un disco caratterizzato da umori per lo più riflessivi, arricchiti da un lato da qualche fiammata e dall’altro da momenti di spiccata dolcezza.Un esordio che convince, dando l’idea che la cantautrice romana non abbia ancora scoccato tutte le frecce a sua disposizione.