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KICK-ASS 2

Dopo gli eventi del primo episodio, a New York è esplosa la ‘moda’ dei giustizieri mascherati, con frotte di bizzarri personaggi che, con armi improbabili, ‘pattugliano’ la città per difenderla dai criminali, con vari esiti. In questo scenario ritroviamo anche Mindy e David, protagonisti del precedente episodio: quest’ultimo,  intenzionato a proseguire la sua carriera dopo essere stato, nei panni di Kick-Ass, il primo ‘supereroe’ del mondo reale, cerca l’aiuto della prima, molto più abile di lui, avendo vissuto buona parte dell’infanzia nel ruolo della ‘vigilante’ mascherata, a fianco del padre.

Tuttavia la ex-Hit Girl è divisa tra il desiderio di continuare a fare ciò che le riesce meglio, ossia prendere a calci in culo i delinquenti e la promessa fatta al padre in punto di morte di tornare a vivere la vita normale di una teen – ager della sua età. A sparigliare ulteriormente le carte sarà Chris – alias Red Mist, che dopo gli eventi del primo film ha giurato a sé stesso di distruggere Kick-Ass e tutto il suo mondo: a tal fine assemblerà un gruppo di criminali in costume, con l’intenzione di demolire il suo avversario e mettere a ferro e a fuoco la città, assumendo la nuova identità del Mother-Fucker…

Il secondo film della saga di Kick-Ass, tratta dalla fortunatissima serie firmata da Mark Millar e John Romita Jr., mantiene tutto quanto promesso a chi aspettava la prosecuzione delle avventure di Dave e Mindy: efficacissimo il mix di comicità, a tratti volta al paradosso, e di elementi drammatici, tali da lasciare quasi basito lo spettatore, che si ritrova improvvisamente di fronte a determinate situazioni in quella che appare una cornice volta all’ironia e alla gag; è questo il maggior punto di forza di un film che si fa seguire dall’inizio alla fine, privo di sbavature, cali di tensione e di ritmo, che disegna davanti allo spettatore un mondo assolutamente realistico, nel quale si ride dietro a chi si infila in un’improbabile calzamaglia per combattere il crimine, ma in cui tutto assume contorni decisamente ‘neri’ quando il sangue comincia a scorrere, copioso (e comunque la violenza proposta nel film resta ‘controllata’ rispetto a quanto proposto da fumetto): un film di ‘supereroi’ decisamente ‘non per tutti’, nonostante le apparenze.

Ancora più che nel capitolo precedente, a reggere gran parte delle sorti del film è la giovane Chloe – Grace Moretz, davanti alla quale sembra ormai essersi definitivamente dischiuso un luminoso avvenire; a fianco a lei di distingue Christopher Mintz-Plasse, nel ruolo di un cattivo da antologia, la cui inettitudine di fondo va di pari passo con la perfidia e la capacità (paradossale, ma solo in apparenza) di riuscire nei suoi intenti. E Kick-Ass? Certo, c’è anche lui, interpretato ancora una volta da Aaron Taylor-Johnson, ma la sua interpretazione, per quanto efficace, finisce per essere schiacciata dalle superiori capacità dei suoi colleghi.

A completare il cast, una serie di volti più o meno noti, a cominciare da John Leguizamo e Donald Faison (il Turk di Scrubbs), guidata da un Jim Carrey quasi irriconoscibile (con e senza maschera), nei panni dell’animatore di un supergruppo di aspiranti supereroi che avrà un ruolo determinante nell’economia dell storia.

Kick-Ass 2 finisce per essere un film riuscitissimo, ancora più efficace del capitolo precedente, grazie al percorso che porterà i personaggi, non più dei ragazzini, di fronte alle scelte imposte, nel modo più drammatico, dalla ‘vita adulta’: un peccato che sia uscito nelle sale col ruolo di un ‘tappabuchi ferragostano’, quando avrebbe meritato ben più risalto.