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FUORI TEMPO MASSIMO

La mia sensazione è che ormai siamo fuori tempo massimo: ciò che si poteva – che si doveva fare – doveva essere fatto non settimane, non mesi, ma anni, forse decenni fa… La nostra tanto decantata ‘civiltà occidentale’ se n’è fregata di quello che succedeva altrove, cullandosi nella presunzione della propria superiorità, radicata nella cosiddetta ‘democrazia’ che a ben vedere oggi, A.D. 2015, ha portato solo alla creazione di vari potentati sovranazionali (FMI, Banca Mondiale, Multinazionali Assortite), che prendono decisioni per tutti e che di ‘democratico’, hanno ben poco.

Succederà? Succederà, non se, ma quando… probabilmente, nel giro di due, tre, massimo cinque anni, avremo un attentato in grande stile qui da noi: per ‘grande stile’, non intendo una dozzina di morti come quelli di Charlie Hebdo, intendo qualche decina, se non centinaia di migliaia di morti: missili, probabilmente, oppure qualche arma batteriologica: se, come ritengo ormai quasi certo, l’Isis, conquisterà la Libia, allora ci sarà da preoccuparsi sul serio, spero che qualcuno si stia cominciando a chiedere che fine abbiano fatto gli arsenali di Gheddafi.

La Libia, credo, va considerata persa: l’Isis è forte, determinato, ed ha una grande capacità di fascinazione nei confronti di un mondo islamico che alla fine, se si fa così facilmente irretire dall’ideologia della conquista e dell’annichilimento del nemico, è caratterizzato dalla stessa debolezza dell’Occidente: in fondo, c’è ben poca differenza trai fedeli islamici che ingrossano volentieri le fila dell’Isis e i cittadini tedeschi che negli anni ’30 andavano volentieri appresso ad Hitler sposando in toto il suo progetto di annullamento degli ebrei.

Ormai è tardi: prima che l’Onu, la Nato, chiunque altro, decida qualcosa, l’Isis farà in tempo a prendersi tutta la Libia, temo… e allora, saranno solo ed esclusivamente ca**i nostri: non penserete mica che la Francia, la Germania o chi per loro si scomodernno a darci una mano? Non l’hanno fatto fino ad adesso, lasciando esclusivamente a noi di sobbarcarci la questione dell’immigrazione, figuriamoci se lo farebbero in condizioni peggiori. Naturalmente quando le cose si faranno veramente serie, ‘chi di dovere’ se la darà a gambe: Berlusconi per dirne una ha varie case ai Caraibi; dubito che gente come Renzi, Alfano, Salvini, Boschi, Madia, Grillo o Vendola se ne resterà qui a rischiare la pelle… scapperanno tutti, lasciando ai comuni cittadini di sbrigarsela da soli.

L’avvenire è fosco: abbiamo pensato che la ‘libertà’ risiedesse in smartphone, PC, connessioni veloci, porno su Internet a qualsiasi ora del giorno e della notte, tv satellitari, automobili, chiacchiere pallorane, etc… Abbiamo perso di vista tutto il resto, abbiamo lasciato che si creassero istituzioni sovranazionali a decidere il destino di interi popoli mentre a noi continuava ad essere raccontato che mettendo una scheda in un’urna potessimo decidere qualcosa.

Forse quando davvero cominceremo a vedere in Sicilia sventolare le bandiere nere, cominceremo a renderci conto di quanto tempo abbiamo buttato: in fondo, se dopo le ripetute minacce e dichiarazioni di guerra, si continua a parlare di Nazareno, legge elettorale e riforme fasulle, mentre Gentiloni, Alfano e compagnia rilasciano dichiarazioni e Renzi twitta, l’Isis ce lo meritiamo.

NON HO GUARDATO LA PARTITA…

… e me ne sono andato al Vittoriano, a vedere una mostra sui Cubisti… di voglia di stare a guardare il derby ce n’era poca, un po’ perché avevo la netta sensazione che sarebbe andata male (la Roma raramente coglie certe occasioni, essendo ‘geneticamente’ una squadra che nelle occasioni importanti tende a calarsi le braghe, le rare finali di coppe europee e le tante di Coppa Italia perse stanno lì a dimostrarlo), un pò perché macerarmi nell’attesa fino alle 18.00 mi pareva puro masochismo, un po’ perché una squadra incapace di vincere in casa col Pescara e capace di perdere col Chievo a mio parere non è degna di alcuna fiducia… un pò perché sinceramente lo spettacolo offerto dai romani nell’ultima settimana è stato misero e avvilente… Io capisco che il calcio ispiri passioni ed emozioni molto più forti rispetto alla politica, ma insomma questa settimana a Roma si è parlato solo di quello… l’elezione del Sindaco? Boh, chi se ne frega… Poi però succede – come ieri – che per permettere a 80.000 co***oni di raggiungere con tutta comodità l’Olimpico, si arriva praticamente alla soppressione dei tre quarti del trasporto pubblico romano, con attese alle fermate che hanno superato l’ora… ma c’è il derby e chi se ne frega se qualche romano la domenica pomeriggio per necessità, o puro piacere, deve usare i mezzi pubblici. Questa è Roma, questi sono i romani; mi viene quasi da dire che se li meritano, che ce li meritiamo, altri cinque anni di Alemanno… e vedrete che purtroppo andrà a finire così; checché ne dicano i sondaggi, io in giro non vedo tutto ‘sto malumore contro Alemanno.

Comunque, tornando alla partita; ho capito che si stava mettendo male ad una fermata dell’auto: ho sentito uno squillo di tromba isolato (squilli isolati: va bene alla Lazio, urla roboanti: va bene alla Roma), ho visto un ragazzo con la maglietta giallorossa uscire da un bar, accendersi nervosamente una sigaretta, scuro in volto; tra le persone inca**ate per l’attesa, che maledicevano a turno Rutelli, Veltroni, Alemanno e ‘er Papa polacco’ (si, pure lui…), intercetto un frammento di dialogo, un ragazzo afferma: “stanno 0 – 0″; una signora interviene: ‘no, ha segnato la Lazio”; sull’autobus, preso dopo una mezz’ora buona di attesa (ma ribadisco, c’era chi stava aspettando da oltre un’ora), una signora afferma: “la Roma ha pure perso”; scendo dall’autobus e mi avvio verso casa, incrocio una coppia di ragazzi, uno con la maglietta della Roma, neri (non di pelle, di umore); esplode un petardo e da una direzione indefinita arriva un commento: “sò sti ba***di de laziali”…

E così, è andata male, per l’ennesima volta… il degno finale dell’ennesima stagione escrementizia; a disarmarmi, più di ogni altra cosa, è l’assoluto rispetto per un copione già scritto, la completa assenza di originalità, di un minimo brivido derivante dall’improvvisazione… Un stagione aperta dall’incomprensibile scelta di Zeman, un campionato trascinatosi avanti all’insegna delle consuete isterie boemiche, ogni obbiettivo sfumato in primavera, l’esonero ampiamente previsto, il ricorso ad una soluzione di emergenza, l’apparente ripresa, il ‘tocco di classe’ di campioni ‘presunti’ che sul più bello hanno pensato bene di credersi sto***zo e di buttare via una qualificazione per l’Europa League che era lì, a un soffio… e poi l’ovvio, perfino banale epilogo, con una Coppa Italia che era scritto dovesse essere vinta dalla Lazio, che in queste occasioni l’ha sempre spuntata e che comunque l’ammissione in Europa quest’anno l’ha meritata più della Roma.

L’impressione è che seguire la Roma sia ormai diventata solo una colossale perdita di tempo, uno spreco di energie mentali ed emotive al seguito di una squadra destinata sempre  e comunque a perdere,  a non cogliere mai le occasioni che le si presentato, a restare incastrata nei secoli dei secoli in una mediocrità esasperante, pari solo alla protervia di certi tifosi, che ogni anno si dicono sicuri ‘che questa è la volta buona’… La prospettiva di pensare alla Roma, di continuare  a seguirne le sorti, è nauseante; alla fine nella vita c’è tanto di meglio e di più gratificante da fare che non seguire le sorti di una squadra le cui vittorie sono assolutamente casuali.

ROMA – BOLOGNA 2-3

Campionato 2012 – 13, Terza giornata.

Il Tabellino:

STEKELENBURG 6: Incolpevole sui gol, per il resto puntuale anche se con qualche incertezza.

PIRIS 4: Tutto sommato efficace fino a quando non si addormenta nel minuto che porta al pareggio bolognese, del quale condivide la responsabilità con Burdisso;  che la parte della difesa dalla quale provengono i maggiori pericoli sia la loro, ormai non è più un caso (già successo con Catania e Inter). Zeman lo sostituisce per disperazione con

MARQUINHOS 6: Esordio di carattere in una situazione non facile.

BURDISSO 3,5: Fatti due conti, sui sei gol presi finora dalla Roma c’è sempre di mezzo lui; la partita di ieri non ha fatto eccezione: responsabile in condominio con Piris per i gol che hanno portato al pareggio del Bologna, si esibisce in un intervento scomposto che mette fuori causa Stekelenburg in occasione della rete del definitivo 2 – 3. Inguardabile.

CASTAN 6: La difesa funziona obbiettivamente meglio dalla parte sua e di Balzaretti, anche se poi nell’ultima mezz’ora finisce in confusione pure lui.

BALZARETTI 6,5: Il migliore del suo reparto, e uno dei pochi che si salvano dallo sfacelo. Recupera a tempo record dall’infortunio, non è al 100% e si vede, ma supplisce al tutto col solito atteggiamento volitivo: tra gli ultimi ad arrendersi, cerca fino alla fine il dialogo con Totti sulla tre quarti avversaria.

PJANIC 5: Dopo un primo tempo apprezzabile, si spegne sulla distanza, lasciando spazi ai giocatori del Bologna e dando loro modo di prendere progressivamente il pallino del gioco. Viene sostituito da

MARQUINHO 5: Entra senza incidere.

TACHSTIDICS 5,5: Non male nella prima parte della partita, cede insieme ai compagni di reparto nel secondo tempo.

FLORENZI 6: La sufficienza la raggiunge solo grazie al gol segnato; per il resto vale lo stesso discorso dei compagni di reparto: nel secondo tempo no non tiene più il campo, permettendo al Bologna di prendere il controllo delle operazioni.

TOTTI 6,5: Forse il migliore della Roma; da Capitano sul ‘viale del tramonto’ si è ritrovato per l’ennesima volta nel ruolo di trascinatore, complici un invidiabile stato di forma, ma anche le mancanze del resto della squadra. Ci prova fin da subito, con un tiro che prende il palo e apre la porta al vantaggio di Florenzi; trai giallorossi è quello che ha più occasioni da gol, pur non riuscendo mai a segnare.

LAMELA 6,5: Finalmente una partita degna. Si sblocca e segna una bella rete (anche se viziata dalla difesa bolognese ferma, in attesa di un intervento dell’arbitro per un giocatore rossoblu a terra), per il resto dell’incontro, soprattutto nel primo tempo, si muove tanto, cercando il dialogo coi compagni. Peccato che la sua miglior prestazione da molti mesi a questa parte coincida con un risultato così negativo. Zeman lo sostituisce con

NICO LOPEZ 5: Non entra mai in partita

DESTRO 5,5: Tanto movimento, qualche occasione, un gol giustamente annullato, ma l’impressione è che sia sempre un pò troppo defilato dal gioco; l’intesa con Piris è ancora molto lontana da quella tra Totti e Balzaretti, e il risultato è un Destro  in ombra e ancora alla ricerca del primo gol.

ZEMAN 5: Il problema è chiaro: la Roma funziona solo finché attacca e mette sotto pressione l’avversario; nelle idee calcistiche ‘der Boemo’, il concetto di ‘gestione della partita’ è completamente assente. Così, quando dopo un primo tempo strabiliante la squadra crolla fisicamente, complice forse un filo di autocompiacimento di troppo, di eccessiva sicurezza di aver già portato a casa il risultato, il Bologna prende spazio (anche grazie a un paio di sostituzioni azzeccate tra primo e secondo tempo), ci mette impegno e volontà e grazie a Gilardino e Diamanti (non proprio dei ‘signor nessuno’) si prende i tre punti. Bella fregatura, anche perché il problema non ha altra soluzione che non quella di curare la forza fisica e mentale della squadra;  con Zeman bisogna scordarsi di vedere la Roma gestire la palla con poca fatica e di partite come quella di ieri ne vedremo a pacchi…

ROMA – CATANIA 2-2

CAMPIONATO 2012 / 13, Prima Giornata

Gli ultimi avvenimenti, caso Conte in testa, avevano accentuato il senso di ripulsa per il ‘pallone’ che già di mio provo in ogni estate ‘olimpica’, tuttavia ieri sera sono finito sul consueto divano a casa di amici, perché alla fine le partite ti offrono comunque occasioni ‘conviviali’ che vanno colte…

L’esordio della seconda Roma di Zeman offre nè più né meno di ciò che c’era da aspettarsi: una squadra ancora in parte in fase di rodaggio, alla quale non si poteva chiedere certo di partire ‘a 1000’ contro un avversario che, come il Catania, punta a raccogliere più punti possibile nella prima fase del campionato. Una difesa che convince, pur essendo per certi versi ‘da rivedere’, un centrocampo anonimo e per certi versi impalpabile che finisce per limitare le potenzialità dell’attacco. Due reti segnate, entrambe di fattura ai limiti del superlativo, altrettante subite: la prima abbastanza casuale (anche a prescindere dalla dubbia regolarità), perché frutto di un rimpallo fortuito; la seconda invece subita in pieno per un sbilanciamento difensivo. Ulteriore rischio di subire il terzo gol, controbilanciato da un palo della squadra giallorossa. Risultato tutto sommato giusto, ma una vittoria della Roma non sarebbe stata scandalosa.

IL TABELLINO

STEKELENBURG: 6 Inoperoso per tutta la partita, incolpevole sui gol. Prima uscita e ne prende due: si materializzano gli incubi dell’anno scorso, gli auguriamo un campionato meno terrorizzante.

PIRIS: 6 Una delle novità del rivoluzionato pacchetto arretrato romanista, gioca una discreta partita fino al secondo gol, dopo il quale si perde un pò, favorendo l’occasione per il tris catanese.

BURDISSO: 5,5 Prima partita ufficiale dopo mesi di infortunio: la volontà c’è, le gambe forse un pò meno e credo che vi sia anche un pò di comprensibile timore; condivide con Piris la responsabilità del secondo vantaggio del Catania.

CASTAN: 6 Altro buon esordio; personalità e puntualità. Il rimpallo casuale che offre a Marchese  (in fuorigioco assieme ad altri tre giocatori del Catania) per l’1-0 è una pura casualità.

BALZARETTI: 6,5 La metà sinistra della difesa romanista è quella che funziona meglio: il merito è dell’ex giocatore del Palermo assieme a Castan. Balzaretti però mostra già di avere una marcia in più, soprattutto nell’approccio alla partita e nell’attitudine: autoritario, deciso, sicuro. Alla Roma probabilmente è stato voluto anche per vestire il ruolo di leader in un reparto da rifondare, e risponde positivamente già dall’inizio.

BRADLEY: 6 Il migliore del suo reparto, ma solo perché – altro esordiente – ci mette una grinta tutta particolare, voglioso di mettersi in mostra; grinta peraltro controproducente perché la troppa foga gli fa guadagnare ben presto un’ammonizione. Prova qualche penetrazione, si esercita anche al tiro con scarsa precisione.

DE ROSSI: 5,5 Capitan Futuro non è ancora all’altezza delle attese, ben lontano da ciò che ci si aspetta da lui; propizia, è vero, il pareggio roboante di Osvaldo, ma questo rimane il solo lampo in una prestazione sostanzialmente incolore. Non è da escludere che l’ennesima vicenda legata ad una sua possibile partenza abbia lasciato un pò di stress psico-fisico.

PJANIC: 5,5 Come sopra: impalpabile, come lo studente in grado di prendere 8 che però non si applica e si accontenta di una sufficienza stiracchiata… Comincia il campionato allo stesso modo in cui aveva finito il precedente, senz’altro da lui ci si aspetta di più. Lo sostituisce

FLORENZI: 6 Una ventina di minuti, senza incidere.

LAMELA: 5,5 Si vede poco e dovrà capire che con Zeman non potrà aspettarsi di avere la palla trai piedi e se la dovrà andare a cercare; fa vedere qualcosa di buono, ma il ‘fenomeno’ annunciato lo scorso anno, visto solo in qualche occasione nel campionato passato, appare ancora al di là da venire. Lo sostituisce

MARQUINHO: 5 Un conto sono le attenuanti che possono derivare dal fatto di giocare fuori ruolo; altra storia è entrare e in 10 minuti collezionare falli a ripetizione fino a una meritata ammonizione. Il peggiore.

OSVALDO: 7 Assieme a Balzaretti e – in parte – Totti, è il migliore in campo della Roma: cerca un gol tanto stratosferico quanto improbabile, becca un palo allucinante, segna finalmente, una rete spettacolare che lo ripaga, in parte, per una simile annulatagli lo scorso anno. E’ uno dei pochi a rispondere ‘presente’ fin dall’inizio.

TOTTI: 6,5 Non è un voto ‘tanto per’, di quelli che si danno al Capitano solo perché è Totti. Comincia l’ennesima stagione giallorossa con una partita più che discreta, considerando il suo ritorno a sinistra, uno dei ‘pallini’ di Zeman. L’ennesimo intervento ‘assassino’ di un avversario lo mette fuori causa. Lo sostituisce

NICO LOPEZ 7: Entra, gioca dieci minuti e trova il tempo di mandare in visibilio il pubblico giallorosso. Se son rose fioriranno, ma l’espressione di Bojan in panchina era tutto un programma  e pure Lamela dovrebbe cominciare ad avere qualche preoccupazione.

ZEMAN: 5,5 La sua nuova Roma parte imballata, gioca un primo tempo opaco e si trova in svantaggio, forse giustamente, sebbene con un gol palesemente irregolare. Molto meglio l’avvio arrembante del secondo tempo, coronato dal pareggio, ma proprio sul più bello la squadra si ‘pianta’ e prende il secondo gol. Le sostituzioni di Pjanic e Lamela appaiono messe lì senza troppe motivazioni quasi l’allenatore avesse ragionato che ‘tanto a ‘sto punto uno vale l’altro, proviamo questi’. Gli va molto meglio con Nico Lopez. La squadra è ancora in fase di rodaggio, attendiamo di vedere il proseguio. Il pubblico, nonostante l’evidenza (Zeman non ha mai vinto niente per non parlare dei derby) è con lui, quasi fosse arrivato Guardiola. In una serata afosa di agosto, l’Olimpico conta 50.000 spettatori, manco fosse una finale di Coppa; speriamo che i risultati rispondano alle attese, e che il pubblico non si svegli di botto la prossima primavera.

UN CAMPIONATO MEDIOCRE

E’ un campionato strano, quello in corso, il cui unico filo conduttore sembra essere quello della mediocrità; fatti due conti, la Spagna porta due semifinaliste in Champion’s e tre in Europa League, la Germania una semifinalista in Champion’s, dopo aver portato due squadre nei quarti di Europa League; anche l’Inghilterra (una semifinalista in Champion’s) e il Portogallo (una in Europa League), fanno meglio di noi. Eppure parliamo del Milan come una squadra di fenomeni, cosa che tutto sommato non è, o meglio: di fenomeno ce n’è uno, si chiama Ibrahimovic e senza di lui il Milan chissà dove stava. Se penso che la Roma con tutti i problemi (di impostazione tattica, di giovane età della squadra, di riassetto societario, di infortuni) che ha avuto,  e con risultati più che mai altalenanti, si è ritrovata a  lottare per il terzo posto fino a ieri (e non è detto che non rientri nelle prossime partite), mi dico che si, il campionato italiano è evidentemente mediocre. La partita di ieri non l’ho vita, o meglio: ho visto il primo tempo, e più che altro ascoltato l’inizio del secondo, fino al 4 – 0, andandomi ad occupare d’altro. La Roma ha mostrato una volta una fragilità psicologica disarmante: se si va sotto, specie fuori casa (diverso quando succede sul proprio campo, forse davanti ai propri tifosi scatta qualcosa in più), non si recupera. Ieri però a impressionare negativamente è stato l’atteggiamento fin dai primi minuti: indolente, quasi disinteressato, ben diverso da ciò che ci si potrebbe aspettare da una squadra che vincendo la partita si manterrebbe in piena corsa per il primo posto… Chissà cosa gli gira in testa… Poi vabbè, ti guardi t’intorno (ci si riconsola con l’ajetto, come si dice a Roma) e vedi che ognuno ha le sue: la Roma soffre di sindrome bipolare, l’Inter tira a campare (il ‘fenomeno’ Stramaccioni ha rimediato sei gol in due partite); non parliamo del Napoli, che aveva tutte le carte in regola per lottare per lo scudetto e adesso si trova lì, quasi allo stesso punto della ‘barcollante’ Roma; l’Udinese può essere soddisfatta così, allo stesso modo della Lazio, i cui tifosi incomprensibilmente non sono mai contenti; del Milan ho già parlato, la Juve continua a fare sfracelli: certo Conte è stato bravo, ma non si può non pensare che la concorrenza è poi modesta, e si limita al solo Milan… anzi, al solo Ibrahimovic. Nel frattempo c’è un altro scandalo scommesse in vista, che potrebbe mandare a carte quarantotto tutto quanto, scombinando mezza classifica e rendendo sostanzialmente inutile quanto successo fino ad adesso…

MILAN – ROMA 2 – 1

Campionato, ventinovesima giornata

STEKELENBURG: 7,5 Fino a cinque minuti dalla fine gioca una partita ‘normale’, senza venire preso a pallonate dagli attaccanti avversari, avendo modo di mostrare tutte le sue capacità e salvando il risultato in almeno tre occasioni. Capitola sull’unico grave svarione difensivo.

TADDEI: 6 Il suo principale limite continua a essere la tenuta atletica, ma purtroppo questo è un problema di ‘anagrafe’: fino a quando regge se la cava egregiamente, cala sulla lunga distanza.

HEINZE: 7 Vabbè, ormai nel suo caso il commento è sempre lo stesso: grande partita di sostanza, grinta  e carattere.

KJAER: 5,5 L’insufficienza è forse ingenerosa, perché in fondo gioca la sua miglior partita del 2012 e offre una delle migliori prestazioni in maglia giallorossa; peccato che a cinque minuti dalla fine si lasci scappare Ibrahimovic e faccia la proverbiale ‘frittata’.

ROSI: 6,5 Un’ampia sufficienza, ancora una volta di ‘incoraggiamento’: rispetto alle ultime uscite sembra più deciso, meglio in difesa che in fase offensiva, ma di grossi errori non ne commette.

MARQUINHO: 6,5 Lus Enrique torna a dargli un posto da titolare, e il giocatore lo ripaga con una prestazione più che discreta.

DE ROSSI: 5,5 Per i primi venti minuti si vede poco; cresce sulla distanza, ma poi fa il pasticcio del rigore, e non si riprende più.

GAGO: 6,5 Partita ‘onesta’, senza grandi lampi. Lo sostituisce

LAMELA: Senza voto; troppo tardi per incidere.

OSVALDO: 6,5 Segna il gol dell’illusoria speranza, ci riprova ma senza successo.

TOTTI: 5,5 Partita opaca, senza lampi e rovinata dall’errore in apertura di secondo tempo. Lo sostituisce

BOJAN: 5,5 Quando ha il pallone trai piedi tende a strafare, cercando soluzioni improbabili (non sei Messi) e sciupando palloni altrimenti interessanti.

BORINI: 6 Stavolta si vede poco, ma non gli si può chiedere di portare la croce e cantare; acciaccato viene sostituito da

PJANIC: 7 Entra subito in partita, dando il suo solito grande contributo.

LUIS ENRIQUE: 5 Ormai la Roma sta accumulando un’ampia casistica di sconfitte: stavolta è stato il turno della buona prestazione, buttata alle ortiche da tre errori dei singoli (vedi alle voci Kjaer, De Rossi e Totti), da cui scaturiscono il rigore e il gol di Ibrahimovic e il mancato gol di Totti. Lascia perplessi la scelta di partire con Marquinho anziché Pjanic; la Roma gioca una partita di grande attenzione in difesa (almeno fino al gol del 2 – 1), e in avanti continua ad essere poco pericolosa. Dispiace il voto basso, ma vedere una squadra che, a prescindere da come giochi, perde, è frustrante.

PALERMO – ROMA 0 – 1

Campionato, ventisettesima giornata

Le pagelle

Lobont: 6,5 Non è un fenomeno, prova ne sia che raramente trattiene il pallone, preferendo respingerlo, in qualche occasione con interventi da brivido; si mostra comunque reattivo, con un paio di interventi che salvano il risultato.

José Angel 7: La sorpresa positiva della serata, in quella che è probabilmente la sua migliore uscita nella stagione giallorossa: efficace e preciso in copertura, dinamico e propositivo davanti.

Heinze: 6,5 Solita partita ‘di sostanza’.

Kjeaer: 6,5 La notizia numero uno è che non viene espulso; la notizia numero due è che non commette nemmeno grandi errori: già questo può bastare, in una partita giocata tutto sommato in modo tranquillo.

Rosi: 6 Appare il punto debole del reparto: continua a mettere in mostra – a tratti – indiscutibili doti tecniche; i problemi arrivano quando viene messo sotto pressione, rivelando ancora qualche limite ‘psicologico’ di troppo.

Greco: 6 Dà il suo contributo alla causa, senza sostanziali errori, e senza particolari acuti. Al suo posto entra
Marquinho: 6,5 Si inserisce subito in manovra, sfiorando il gol.

De Rossi: 7 Nel primo tempo è ‘l’uomo ovunque’ della squadra, giostrando tra centrocampo e difesa con uguale convinzione; cala sulla distanza, e si vede.

Gago: 6,5 Con lui in campo, è un’altra Roma: gran lavoro, ed è l’unico giallorosso che prova (con scarsa fortuna e un pizzico di presunzione), la conclusione da fuori.
Luis Enrique lo sostituisce con
Simplicio: Senza voto, entra senza incidere.

Lamela: 6,5 Sprazzi di classe, come il pallone servito a Borini per il gol e un’occasione personale che avrebbe meritato un miglior esito, alternati a momenti meno apparisenti, ma comunque al servizio della squadra, e a qualche ‘assenza ingiustificata’dalla manovra. Viene sostituito da
Bojan: Senza voto, prova qualcosa, ma senza risultati apprezzabili.

Borini: 7,5 Ancora una volta si presenta puntuale all’appuntamento col gol; nel secondo tempo rischia il raddoppio e quando necessario scende a dare il suo contributo in difesa.

Totti: 6 Partita più di quantità e movimento che di giocate da ricordare.
Luis Enrique: 6,5 Squalifiche e infortuni lo costringono a scelte obbligate, con gli inserimenti di Kjaer, Rosi e Greco, con esiti alterni. Più che quelle dei singoli, vale però la prestazione complessiva, con una Roma che serra i ranghi riducendo le distanze dai reparti ed evitando di lasciare agli avversari le ‘praterie’ viste ultimamente. Sull’altro piatto della bilancia, c’è la difficoltà a trovare la via del gol, con un attacco che appare ormai Borini – dipendente.