Posts Tagged ‘Campidoglio’

METTEMO LE SBARRE AR CAMPIDOJO

Dice er procuratore soddisfatto:
“Vedrete che je leveremo er vizzio
Per adesso er primo passo è fatto e questo non è artro che l’inizio”

Oddio me sembra de diventà matto
Pure Roma mo’ sta ner precipizio Nun se tratta de quarche mentecatto
Qui tutti, o quasi, hanno d’annà a giudizio

E aumenteranno da matina a sera
Sarà proprio così: “Ndo’ cojo cojo”

Io propongo de fa’ in questa maniera:
se l’inchiesta va liscia come l’ojo
invece de portà tutti in galera
convie’ mette le sbarre ar Campidojio

(Gigi Proietti)

CHE SUCCEDE A ROMA?

Io non so quale sia l’impressione che si siano formati i non romani su quanto successo a Roma negli ultimi giorni (mi riferisco a quanto avvenuto a Tor Sapienza) ad uso e consumo di chi non abita qui, e come spunto di riflessione per i cittadini romani, esprimo solo una considerazione: non fatevi fregare, è tutta fuffa. A Tor Sapienza è successo poco o nulla, e quanto è successo, se non proprio montato ad arte, è stato strumentalizzato contro il sindaco Marino.

Tor Sapienza è una periferia come ce ne sono tante altre, a Roma e nel resto d’Italia, specie nelle grandi città; un quartiere nato ‘bene’, anche, al contrario di altri mostri urbanistici, che però è stato progressivamente abbandonato dai servizi pubblici: mezzi di trasporo, pulizia, illuminazione… così, Tor Sapienza è diventato un ‘brutto posto’… e i posti brutti rendono brutta pure la gente che ci abita; tutto qui: gli abitanti di Tor Sapienza sono gli abitanti di una zona degradata, con servizi pubblici inefficienti, in cui la criminalità – dalla prostituzione alla spaccio di droga – ormai fa come gli pare e piace.

Quanto successo nei giorni scorsi potrebbe essere considerato la tipica ‘goccia che fa traboccare il vaso’: in sé un centro di accoglienza per immigrati non costituisce un problema; se però il centro si aggiunge ai campi rom, allo spaccio e alla prostituzione, diventa un problema; e questo è un modo di vedere le cose. Si potrebbe però ragionare diversamente: chiediamoci il perché di una tale cagnara per una struttura di accoglienza che non ha nulla di criminale; e chiediamoci perché ad esempio non si è sollevato casino per la prostituzione o lo spaccio… forse perché prendersela con dei minorenni lontani migliaia di chilometri da casa è più facile che prendere di mira chi spaccia, temendo delle ritorsioni.

C’è qualcosa che non va: io ho il forte sospetto che, oltre all’esasperazione dei cittadini, sotto ci sia altro; ho il forte sospetto che le proteste dei giorni scorsi siano state aizzate da qualcuno – sia chiaro: di questo non ho prove, sono solo sensazioni – cogliendo l’occasione dell’aria particolare che si respira a Roma dal punto di vista politico. L’impressione è che il sindaco Marino sia destinato a cadere in tempi brevi; sono mesi che sembra si cerchi il ‘casus belli’ per liberarsi di un sindaco che ormai la sua stessa parte politica ritiene troppo ingombrante perché fa troppo di testa sua; e guarda caso, negli ultimi giorni è uscita fuori prima la strana vicenda dei permessi di sosta per la sua Panda al centro che non si sa che fine abbiano fatto; e poi esplode la questione di Tor Sapienza: la tempistica è talmente perfetta che non può non destare sospetti…

Qualcuno si chiederà perché ormai l’intero panorama politico romano vuole liberarsi di Marino… o meglio, perché la destra se ne voglia liberare è chiarissimo, un po’ meno chiare – forse – sono le motivazioni del suo stesso partito. Ora: su Ignazio Marino ne sono state dette tante, a torto od a ragione; naturalmente, Marino non è stato il miglior sindaco di Roma, ma manco il peggiore: è un anno e mezzo che sta dove sta, non è nemmeno a metà mandato ed un giudizio, se si vuole essere un minimo intellettualmente onesti, è del tutto prematuro. Il punto è che Marino non fa parte di nessuna delle conventicole della sinistra romana: è stato eletto alle primarie proprio perché gli elettori di sinistra ne avevano piene le palle dei giochetti di potere dei politici capitolini, perché la prospettiva di avere come sindaco Sassoli, arrivano fresco fresco dal Parlamento Europeo o  – peggio mi sento – Gentiloni (quello che adesso ha aggiunto alla sua collezione di poltrone quella di Ministro degli Esteri) sembrava ai più deleteria.

Marino, coi debiti distinguo, sembrava una sorta di ‘grillino infiltrato’ in seno alla sinistra romana… uno che dice le cose che pensa, uno non legato alle liturgie, uno non ammanicato coi palazzinari e via dicendo… il PD se lo è ritrovato, ed è stato costretto a tenerselo, ma dal momento in cui Marino è salito al Campidoglio, il suo stesso partito ha cominciato a remargli contro per toglierselo dai piedi. Quello che dà fastidio soprattutto al PD, è che Marino fa di testa sua senza chiedere nulla a nessuno: magari sbaglia, ma vivaddio non si fa imporre la linea da chicchessia… per questo, sono mesi che il PD sta brigando per levarselo dalle palle, e quello che è successo a Roma in questi giorni sta dando al PD romano l’occasione che aspettava: in parole povere:  al PD degli abitanti di Tor Sapienza non gliene frega un ca**o, gli frega usare qunato successo a Tor Sapienza per defenestrare Marino, per metterci magari al posto Zingaretti (il fratello di Montalbano), attuale Presidente della Regione Lazio, e dare il via al classico giro di poltrone; guarda caso, infatti, Zingaretti in questi mesi è stato zitto e buono, col classico atteggiamento ‘paravento’ di chi aspetta l’occasione giusta per farsi avanti: mai una parola sul sindaco di Roma, contro o a favore: Zingaretti è quello che fa lo gnorri proprio perché la sa lunga… non dice una parola, perché non vuole bruciarsi; non prende posizione, perché aspetta che qualcuno vada da lui col cappello in mano a chiedergli di fare il salvatore della patria. Va sottolineato peraltro che c’è una scuola di pensiero secondo cui Zingaretti potrebbe essere una sorta di anti-Renzi all’interno del PD, e la visibilità che gli darebbe la poltrona di sindaco di Roma gli tornerebbe molto utile.

Ignazio Marino probabilmente non riesce manco a fare tutto ciò che vorrebbe, perché ha contro non solo l’opposizione, ma anche il suo partito… in questa situazione secondo me si è venuta a creare una sorta di ‘santa alleanza’ contro il sindaco, che va da CasaPound al PD, tutti accomunati dal desiderio di liberarsi di Marino e rimettere in gioco le poltrone della capitale… e siccome a me le situazioni in cui tutti si coalizzano contro una persona sola mi danno il voltastomaco, allora io dico che proprio per questo Marino deve restare dove sta: la sola prospettiva di tornare ad elezioni e vedere salire al Campidoglio il fratello di Montalbano che parla con la zeppola o l’imprenditore Marchini o Giorgia Meloni a me dà la nausea. Ancora più nauseante, se possibile, è il fatto che per far fuori Marino stiano venendo strumentalizzate le legittime rivendicazioni di cittadini che hanno problemi incancreniti, la responsabilità dei quali è divisa più o meno equamente da chi ha preceduto l’attuale sindaco: i signori Rutelli, Veltroni ed Alemanno; però si scarica tutto su chi sta al Campidoglio da un anno e mezzo, solo perché sta sui co***oni ai ‘capi’ del PD romano…

L’impressione è comunque veramente brutta, e non mi meraviglierei se in Primavera si riandasse a votare per il Sindaco; tanto, dato che si voterà pure per il Parlamento, una scheda in più che vuoi che sia…

IGNAZIO MARINO

Sarà il candidato del PD al Campidoglio in occasione delle prossime elezioni: Marino ha stravinto le primarie, ottenendo oltre il 50 per cento dei voti.
Alle urne si è presentato un centinaio di migliaia di persone, un dato che considerando il numero di abitanti di Roma e il radicamento del PD nella Capitale appare un po’ bassino. Lasciando perdere le accuse di brogli e la denuncia di anomale code di rom alle urne, viene da fare qualche considerazione: la prima è che i romani, almeno quelli che hanno votato, hanno effettuato una scelta ben precisa e apparentemente molto razionale e ponderata: dalle primarie escono sconfitti Sassoli, il giornalista prestato alla politica che dopo qualche anno al Parlamento Europeo ha ‘scoperto’ un’improvvisa ‘vocazione’ al Governo di Roma e il ‘politico di carriera’ Gentiloni (in quota Renzi). I romani insomma sembrano aver cestinato il ‘dilettante allo sbaraglio e’ il ‘vecchio che pretende di presentarsi come nuovo’ , scegliendo piuttosto la strada del volto (relativamente) nuovo e l’impressione trasmessa da Marino di un maggiore interesse per la città rispetto alla propria carriera
politica.
Io non ho votato,  ribadisco che tifavo per Patrizia Prestipino, l’unica candidata che vantasse una reale esperienza sul territorio, conservo le mie ampie riserve sulle capacità di Marino, che resta un ‘tecnico prestato alla politica’: devo dire però che ‘a pelle’, mi sembra molto meglio lui rispetto a Sassoli e Gentiloni; non resta che augurarmi che si circondi di persone competenti che colmino delle ‘lacune’ inevitabili, vista la completa mancanza di esperienza amministrativa del candidato sindaco.
In ottica elettorale, la scelta di Marino mi pare azzeccata perché se vogliamo è un candidato contro il quale il MoVimento Cinque Stelle non può sollevare troppe obiezioni: Gentiloni sarebbe stato massacrato, Sassoli non credo avrebbe fatto una gran figura; Marino invece appare poco attaccabile, certo c’è il discorso dell’inesperienza, ma ribadisco: il candidato sindaco del PD trasmette un’idea di fiducia, ha l’immagine di un uomo di sinistra che pensa e dice cose di sinistra e perciò capace di conquistare l’ampio bacino elettorale di chi a Roma vota da quella parte, ma non per il PD: insomma, detto più semplicemente: Marino potrà ottenere tranquillamente i voti di tutti coloro che, abituali elettori di sinistra, alle ultime elezioni generali hanno votato MoVimento Cinque Stelle, seguendo un po’ l’esempio di Zingaretti alla Regione.
Presto per fare calcoli, ma l’impressione è che a questo punto sia molto probabile un ballottaggio tra Marino e Alemanno, col candidato 5 Stelle Marcello di Vito che si attesterà a un 10 – 15 per cento.
Per quanto mi riguarda, molto probabilmente voterò MoVimento Cinque Stelle al primo turno, ovviamente votando Marino in caso di un eventuale ballottaggio con Alemanno.