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BUZZY LAO, “UNIVERSO / RIFLESSO” (INRI / BUNYA RECORDS / LIBELLULA MUSIC)

Secondo lavoro per Buzzy Lao, alias Alberto Salerno: calabrese di origine, torinese di adozione, formatosi musicalmente a Londra, tornato poi in Italia per focalizzare il proprio stile, all’insegna di un blues che scava fino alle radici tribali, ma che non tralascia di guardare all’oggi.

La chitarra come strumento d’elezione e di studio, anche col ricorso a effetti assortiti, ma senza disdegnare il ricorso, ad esempio, ai synth.

“Universo/Riflesso” è l’antitesi / sintesi usata per riassumere l’incontro conflitto tra dimensione interiore mondo esterno: otto i pezzi, frutto di una lavorazione che ha portato ancora una volta il cantautore e musicista (qui affiancato da un piccolo gruppo di collaboratori, a occuparsi di percussioni e sezione ritmica, synth e programmazione) a ‘cambiare aria’, trasferendosi a Palermo per quella che doveva essere solo una parentesi e si e poi trasformata in un soggiorno molto più lungo del previsto.

Un lavoro che alterna il personale, tra incertezze, smarrimenti, necessità di cambiamento e l’immancabile brano dedicato a una separazione sentimentale e lo sguardo buttato verso l’esterno, alla speranza di chi arriva qui dall’altra parte del mare, e che arriva fino a riflettere sulla condizione femminile al di là del Mediterraneo.

La copertina è in fondo la sintesi più efficace, con la figura dell”autore, solitario sulla ‘Scala dei Turchi’, volto verso l’Africa.

LA PLAYLIST DI OTTOBRE

Benvenuti nel mondo che non c’è     Metaphora

Come si fa?    Gomma

Esserci    Riforma

Chiedi Chiedi    Buzzy Lao

Le promesse    Losburla

Nuovamente essente    Monica Pinto

Craco    Pin Cushion Queen

Captivity Walts    The Giant Undertow

Universale    Mercuri

Plaza Victoire    Bea Zanin

BUZZY LAO, “HULA” (INRI)

Disco d’esordio per questo cantautore torinese che si fa conoscere solo con lo pseudonimo di Buzzy Lao, varie esperienze alle spalle tra cui una lunga parentesi londinese, la consueta gavetta dal vivo, di supporto, tra gli altri, a Dente, Daniele Celona e Omar Pedrini, un singolo e un primo Ep all’attivo.

Ora, il primo tentativo sulla lunga distanza, coadiuvato da Fabio Rizzo (già al lavoro con Nicolò Carnesi e Pan del Diavolo); tredici brani (tra cui un breve strumentale) poco più di cinquanta minuti la durata, per un lavoro che affianca ad una tipica impronta cantautorale, suggestioni sonore che, partendo da una forte componente blues, ampliano l’orizzonte verso il soul, il folk, fino a lambire territori reggae e rock.

Un disco che assume i connotati, se non di una sorta di seduta di analisi, quelli di un tirare le somme, di un fare il punto della situazione su quanto compiuto e percorso fino ad ora, come a fotografare una fase della propria vita prima che questa si chiuda e una porta si apra sul prossimo futuro.

Riflessioni esistenziali, magari dominate da un clima di incertezza, tipico di chi si trova a metà di un guado, a cercare dentro di sé la forza per affrontare nuove sfide ‘di vita’, si uniscono alle classiche traversie sentimentali, tra amori ‘in corso’ e storie già concluse, con tutto il carico che portano con sé.

Buzzy Lao interpreta con varie coloriture emotive, alternando intensità e leggerezza e trovando nella sua chitarra Weissenborn una sorta di ‘seconda voce’, di contraltare sonoro dominante.

Un lavoro per certi versi un filo dispersivo che però mostra un cantante già abbastanza consapevole delle proprie potenzialità.