Posts Tagged ‘bossanova’

SEBASTIAN, TOMMASO LA NOTTE, TRUNCHELL, ETC., NEVILTON, SARAI, CAROLEI: SINGOLI

Sebastian

Non vado al fresco 2020

TRB

“Mi vorrebbero nel coro della chiesa – Alleluja! – io non voglio andare in gatta buia”, afferma Sebastian, in questo brano tratto dal suo esordio del 2009, “Miracolo Militante’.

Acqua sotto i ponti ne è passata parecchia, il nostro ha fatto una più che dignitosa carriera, collaborando anche con figure di primo piano del rap italiano (Gemitalz e Gué Pequeno tra gli altri) e oggi ripubblica il pezzo in collaborazione con Nex Cassel e Aleaka, in occasione dell’inserimento nella colonna sonora del film “Il Giudizio”, in uscita su Amazon Prime (storia di conflitto generazionale padre – figlio, con l’ingombrante ombra di un nonno in galera).

Il pezzo è il tentativo di affermare la prorpia personalità: l’essere ‘militante’ e ‘contro il sistema’, ma allo stesso tempo di non farsi trascinare fino, appunto a finire ‘dentro’: lodevole intento, e anche se con qualche banalità, ampiamente raggiunto.

Tommaso La Notte

Passano i treni

Jazz Engine / Pirames International

Nuovo singolo per il giovane cantautore pugliese.

Un pezzo sul filo del rimpianto, e la nostalgia per una storia finita, dalla finestra si guardano i treni che passano, così come la vita continua a scorrere.

Cantautorato pop su sfondo etereo.

Trunchell, Etc.

Emily Norton

Gaedi

Francesco Truncellito da Matera, classe 2000, si ispira a uno dei più noti membri della famiglia londinese dei Norton, conosciuta per follia ed efferratezze assortite, per proporre la propria personale lettura del ‘male’.

Una profluvio incessante di parole, quasi un flusso di coscienza, si staglia su uno sfondo ‘oscuro’, con reminiscenze gotico – industriali.

Nevilton

Illumina

autoprodotto

Brasiliano di nascita, a Roma dal 2018, Nevilton (con la collaborazione della Minaper – Martina Forlani, che ha tradotto il pezzo), presenta questo gradevole e godibile brando di indie rock, in cui certe tipische sonorità semiacustiche dell’alternative americano (con reminiscenze post-rock, leggi Karate), si sposano ottimamente con le tinte acquerello della musica brasiliana (la bossanova dietro l’angolo).

Un invito a cogliere l’attimo, senza troppi pensieri, da ascoltare e riascoltare.

Sarai

Gif

The Bluestone Records / Believe Digital

A pochi mesi di distanza dal precedente ‘Laissez Faire’, torna Sarai, cantautrice ligure fattasi conoscere sul palco di “X-Factor”; se il precedente era un brano sul filo dell’ironia in cui la cucina francese la faceva da padrona, stavolta le cose si fanno più ‘serie’ e la nostra, nel video che la mostra nel corso di un viaggio in macchina (forse diretta da nessuna parte, solo per chiarirsi le idee) riflette su una relazione chiusa da tempo, ma che improvvisamente è tornata ad essere presente, riaccendendo forse chissà, qualche speranza, visto che in fondo un vissuto comune è impossibile da cancellare.

Un testo ‘importante’ su sonorità black / soul forse un po’ ‘di maniera’

Carolei

Porca Vacca

Gotham Dischi / Artist First

Il nome dell’autore e il titolo del brano mi avevano lasciato immaginare qualcosa di ironico se non demenziale; in realtà il nuovo pezzo del cosentino Francesco Armenise è dedicato agli amori senza speranza… visti dalla parte del ‘destinatario’.

Il titolo diventa quindi un’esclamazione di insofferenza, dettata dall’esasperazione – e in parte, dalla frustrazione – di essere l’oggetto dell’amore di qualcuno senza ricambiarlo; un sentimento che può diventare asfissiante, il cui ricevente non sa poi come comportarsi…

L’originale punto di vista di quello che in genere è visto come lo/ ‘str***o/a’ di turno, esposto usando un pop ‘canonico’ con qualche venatura indie.

Pubblicità

MANUELA CIUNNA, ‘CUI TE LO DISSI’ – SINGOLO (ROUGH MACHINE / MAQUETA RECORDS)

Merita qualche riga a parte questo singolo della cantautrice, siciliana di Augusta, che ne anticipa il nuovo lavoro – “Nzuccarata”, in uscita in autunno – all’insegna della rilettura di vari episodi del canzoniere tradizionale della propria regione.

Il brano in questo caso fa parte del repertorio della cantautrice di Licata Rosa Balistreri, simbolo della musica siciliana del Ventesimo secolo, forse un po’ dimenticata.

Un coinvolgente – e a tratti, quasi travolgente – mix di canzone popolare, jazz e ritmi sudamericani (con qualche prevedibile sentore di Bossanova), questi ultimi da tempo il ‘territorio d’elezione’ di Ciunna, che ha dedicato i suoi due dischi usciti finora proprio alla musica del Sudamerica, brasiliana in particolare.

Ora il ‘ritorno’ a casa, ad officiare un ideale matrimonio tra le proprie origini e le proprie passioni: questo primo assaggio è senz’altro un ottimo viatico.

CESARE MALFATTI, “UNA MIA DISTRAZIONE +2”, (ADESIVADISCOGRAFICA)

Quello di Cesare Malfatti è nome ben conosciuti a chi frequenta abitualmente i sentieri della musica indipendente italiana: uno che ha militato negli Afterhours e che ha contribuito alla nascita dei La Crus, in un’attività proseguita con un fiume di collaborazioni, progetti produzioni, che forse non poteva far altro che sfociare nella carriera solista, giunta al secondo capitolo.

“Una mia distrazione”, come il precedente veniva inizialmente pubblicata con una spiccata attitudine ‘do it yourself’, con un packaging fatto a mano e copie inviate per posta… ma stavolta il riscontro ottenuto ha convinto l’autore a provare la via della distribuzione ufficiale, aggiungendo peraltro due brani al lotto (da qui il ‘+2’).

Ottima idea, quella di tentare la strada di un più ampio pubblico, perché il disco merita: volendo, siamo dalle parti del cantautorato / pop / indie / di classe, marchio di fabbrica dei La Crus; ma qui tutto è sviluppato in maniera diversa, si potrebbe quasi dire sofisticata. Convince la confezione sonora: un elegante mix spesso inclinato verso sonorità jazz, in cui trova comunque spazio il retaggio indie-rock dell’autore e la lezione della migliore tradizione cantautorale italiana, con un pizzico di bossanova.

Un disco che parte dal dialogo costante tra la voce di Malfatti e il piano di Antonio Zambrini, cui si aggiungono la chitarra suonata dallo stesso vantante e la sezione ritmica formata da una batteria delicata (Riccardo Frisari), quanto decisa al momento del bisogno cui si accompagna calore diffuso dal contrabbasso (Matteo Zucconi) in un ensemble completato dagli ariosi interventi degli archi (Vincenzo di Silvestro) e dall’occasionale partecipazione della seconda voce di Stefania Giarlotta.

Cesare Malfatti ha dato consistenza sonora agli otto brani firmati da Luca Lezziero e ai tre scritti da Vincenzo Costantino Cinaski: dominano le tematiche sentimentali, ma non solo: spazio alla paternità, ad episodi più raccolti, o semplici stralci di pensiero; l’interpretazione è all’insegna della discrezione, con una vocalità a spesso sottovoce, sospirata, sussurrata, quasi che l’autore sia voluto andare in controtendenza rispetto alla solita abitudine cantautorale che vele la voce svettare e dominare il resto, in maniera spesso invadente: qui l’elemento vocale si mescola a volte quasi impastandosi, col resto dei suoni, finendo per attrarre ancora di più l’attenzione dell’ascoltatore, a cui serve un filo di concentrazione in più del solito, per seguire il filo del discorso vocale del disco.

In un lavoro composto per lo più di ballate e all’insegna di una tranquillità ovattata, ma non priva di sprazzi di colore, Malfatti mostra tutte le capacità affinate in anni di attività.

Per chi vuole, il disco è ascoltabile qui.