Posts Tagged ‘Bandabardò’

IL COLLE, “DALLA PARTE DELLO SCEMO” (AUTOPRODOTTO / LIBELLULA DISCHI)

“Ci siamo seduti dalla parte del torto, perché tutti gli altri posti erano occupati”, disse una volta Bertold Brecht; ai tempi di Internet e dei social network, in cui torti e ragioni si mescolano in un calderone spesso indistinto, l’unico posto disponibile è quello riservato allo ‘scemo’, a chi si sottrae al ‘dominio della tecnica’ per continuare affidarsi alla passione, all’autenticità e all’immediatezza dei rapporti umani.

Il Colle parte da qui e dalla provincia fiorentina, dove circa cinque anni fa si forma il nucleo di una band che col tempo è diventata quasi una ‘banda’: sette gli elementi che hanno partecipato alla realizzazione del disco d’esordio.
Non che “Dalla parte dello scemo” sia una lavoro di denuncia dei guasti prodotti dall’imperante presenza dei ‘social’ e di Internet, anzi: qui non se ne parla proprio; l’arma migliore, negli undici brani presenti, è proprio ‘parlare d’altro.

Una galleria di personaggi, narrati o che parlano in prima persona, ripresi di fronte all’incertezza del presente e del domani, forse alla mancanza di punti di riferimento, al ‘tirare le somme’ che inevitabilmente conduce al momento del ‘come sono arrivato qui’?; ‘donne fatali della provincia’, i buoni propositi che rimangono sulla carta, ‘Case del Popolo’ che, senza dirlo esplicitamente’, diventano forse l’alternativa concreta al ‘virtuale’; spazi riservati ai sentimenti e una semiseria provocazione dedicata alla droga…

La band toscana si inserisce per sua stessa ammissione nel prolifico filone di certo rock / folk regionale (vedi alle voci: Bandabardò, Ottavo Padiglione), con l’immancabile ombra di Piero Ciampi ad allungarsi nelle retrovie.
Ironia condita di amarezza e un certo sarcasmo, sottotraccia forse la poetica di “Amici Miei”, la vita troppo breve per essere presa troppo sul serio, una risata ad accompagnare le riflessioni più amare e nel contempo un filo di malinconia a circondare i momenti apparentemente più leggeri.

Un disco i cui suoni si mantengono in territori rock / pop, mescolati a influenze folk e ‘popolari’ (fa capolino anche un fisarmonica), parentesi quasi punk e momenti country western.
Un lavoro che convince, per i colori vividi e lo spiccato dinamismo.

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SIMONE MI ODIA, “SATURNO” (LA FAME DISCHI / GOODFELLAS)

Infanzia, adolescenza, maturità: brandelli di pensieri, immagini provenienti da un passato più o meno lontano, i rapporti interpersonali, sentimentali e famigliari, la difficoltà dell’essere padre; il ‘particolare’ che, prevedibilmente, diventa universale; un ragno che tesse la propria tela vicino la vasca da bagno diventa il simbolo di una vita tranquilla e costruttiva, priva delle emozioni negative che tante volte caratterizzano noi ‘umani’… Alla fine, per cercare tranquillità e sicurezza non è manco necessario partire per Saturno, ma rifugiarsi in una rassicurante consuetudine domestica.

Simone Stopponi ha già una discreta carriera alle spalle, vissuta in band come Pedro Ximenex o Il Pianto di Rachel Cattiva, passata attraverso innumerevoli esibizioni dal vivo, a fianco di Capossela, Bandabardò e Subsonica tra gli altri, condita dalla partecipazione alla colonna sonora di “Venuto al mondo” di Castellitto. Simone Mi Odia è il suo primo progetto solista, e “Saturno” la prima prova sulla lunga distanza (preceduta da un Ep di tre tacce): otto brani (cui si aggiunge la cover di ‘Com’è difficile’ di Tenco) realizzato col contributo di un manipolo di compagni di strada; Simone canta, con un’attitudine disincantata, in cui si mescolano malinconia ed ironia e si occupa di chitarre e glockenspiel, per un lavoro all’insegna di un pop cantautorale che non si nega qualche momento un filo più ‘denso’.

Un disco dalle atmosfere ‘leggere’ se vogliamo, senza che questo voglia significare ‘facili’, anzi: piuttosto, la scelta di evitare di vestire di abiti troppo pesanti le considerazioni, gli spunti e le riflessioni sul sé, sul passare del tempo e sul quotidiano, che costellano il disco.