Posts Tagged ‘Bach’

ISAAC, ALIS, LUCA CIARLA, MANUELA CIUNNA: SINGOLI

Isaac

Attraverso lo specchio

iMusician Digital AG

Sotto lo pseudonimo di Isaac il romano Marco Prestanicola ha già avuto modo di pubblicare un EP e un pugno di singoli, forte di una formazione accademica da un lato (studi di regia audio e tecnologia del suono) e dall’altro di una serie di riferimenti che vanno da Jeff Buckley a Bon Iver, passa di per Thom Yorke.

Sulla stessa falsariga si muove questo nuovo singolo, riflessione sul ‘se’ e sul rapporto col mondo, espressa con poche ed ellittiche parole, avvolte da un’elettronica a cavallo tra indie e ambient, in un clima di suggestiva sospensione.

Alis

Tutto ha un prezzo

iMusician Digital AG

Ha un prezzo la paura, che spesso ci blocca in catene che possono diventare un guscio rassicurante e privarci di ciò che magari ci renderebbe felici; il coraggio ha a sua volta un prezzo che magari non si accetta di pagare per non rischiare di soffrire.

È un’esortazione a vincere la propria paura di vivere, il nuovo singolo di Alis (Valentina Pitrolo), cantautrice romana che per voce e grinta merita senz’altro una ribalta.

Forse il pezzo ha una confezione un po’ troppo ‘ricca’, magari meritava suoni più essenziale, ma il messaggio comunque arriva.

Luca Ciarla

Cantata Walk

Violipiano Records

The Orchard Sony

Il nuovo singolo del violinista Luca Ciarla è una sorta di variazione sul tema del corale “Jesus bleibet meine Freude”, dalla ‘Cantata BWV 147’ di Johann Sebastian Bach; partendo dal pezzo – riconoscibilissimo grazie alla indubbia celebrità – Ciarla sviluppa un pezzo che assume un deciso accento bucolico, grazie al video, girato nel borgo di Castelnuovo di Farfa (nel nord del Lazio), nella locale chiesa sconsacrata di San Donato e nei dintorni, tra prati, boschi dai colori autunnali, costruendo quella ‘passeggiata’ a cui il titolo fa riferimento.

Manuela Ciunna feat. Fabrizio Bosso

Vicè

Maqueta Records

Singolo che accompagna l’uscita del nuovo lavoro della cantautrice siciliana, anticipato qualche tempo fa da ‘Cui te lo dissi’.

Una lieve ballata che mescola il dialetto siciliano alle sonorità brasiliane, molto care all’artista, e al jazz; ensemble musicale che, in cui agli archi si aggiunge la tromba di Fabrizio Bosso.

Elegante e composto, forse per anche troppo.

PIERC, TOMMASO LA NOTTE, ‘900, MATTIA CORTIVO LEONARDI, EDODACAPO, SIS: SINGOLI

PierC
FriendsWithBenefits
Gotham Dischi / Artist First

PierC, in arte Piercesare Fagioli, milanese di nascita e piemontese di adozione, ha avviato il suo percorso musicale fin da ragazzino, cominciando ad ottenere fin da molto giovane i primi risultati (quattordicenne, ad esempio, partecipò a “Ti lascio una canzone” su RaiUno), trasferendosi recentemente a Milano per motivi di studio.
Il capoluogo milanese diventa così il teatro di un nuovo capitolo della sua vicenda musicale, aperto da questo singolo, inno a un modo ‘leggero’, ma non senza qualche ‘dubbio esistenziale’, di vivere la vita, il tutto raccontato utilizzando un pop – dance con rimandi agli ’80.

Tommaso La Notte
La fine del capitalismo
Auand Records / Pirames International

A breve distanza dal precedente ‘Shampoo alla Camomilla’, torna il cantautore pugliese con questo pezzo che descrive, ancora una volta, le conseguenze di una ‘rottura’.
Lei da una parte, a cercare solitudine e riflessioni tra le mura domestiche, dall’altra lui, che invece si perde in mille elucubrazioni, cercando magari dii ingannare l’analoga solitudine con notti passate al bar.
Intorno un mondo distante, fatto di suore che partecipano ai ‘talent’ e porno su Internet.
Beat elettronici con vaghi accenni ‘indie’ scandiscono il tutto.

‘900

Dolore

PM Productions

Un pezzo dedicato a chi soffre in silenzio, attanagliato da un ‘male di vivere’, sia esso provocato da un vuoto interiore, o da un evento traumatico, scendendo in un buco dal quale è difficile uscire se non si chiede aiuto, essendo allo stesso tempo incapaci di esprimere quella richiesta.
Paolo Motta, in arte ‘900, infanzia e giovinezza trascorse tra Italia e Australia, la musica vissuta e studiata e un’esperienza già corposa accumulata, torna a non troppo tempo di distanza dal precedente singolo ‘Viaggiare’ con questo nuovo pezzo che dà voce a chi non l’ha o chi semplicemente non riesce a esprimerla, con un cantautorato contemporaneo che può a tratti ricordare il Tiziano Ferro più maturo.

Mattia Cortivo Leonardi
Prelude in C Major, Op. 3
Digital Distribution Bundle

Mattia Cortivo Leonardi è un giovane pianista e compositore padovano che, pur essendo quasi un esordiente (come si può intuire, questa è solo la sua terza composizione pubblicata), sta mostrando la capacità e l’attitudine necessarie a uscire dagli ambiti ristretti del pubblico ‘di genere’ per raggiungere un uditorio più vasto, anche grazie agli auspici della TRB Records e della sua sottoetichetta Digital Distribution Bundle, dedicata agli artisti emergenti, che ha voluto dare spazio anche ad un compositore classico.
Una dedica al genere femminile, partendo dal quadro di Gustam Klimt ‘Le tre età della donna’, nella forma di un ‘Preludio’, tipologia di brano solitamente concisa – e anche qui siamo poco oltre i 4 minuti – e che grazie alla sua brevità si presta molto anche all’ascolto di chi non è avvezzo al genere.
Personalmente ascolto molta musica classica, ma non possiedo certi strumenti per giudicare la qualità del pezzo: a me ha ricordato alla lontana certe brevi composizioni di Bach, ma più di questo non posso dire.

Edodacapo
Divento Matto
Deposito Zero Studios / The Orchard

Il cantautore tarantino Edoardo Trombettieri – alias Edodacapo, torna con questo singolo che invita ad affrontare con leggerezza le avversità della vita, partendo dal canonico fallimento sentimentale.
Sonorità con accenni lounge e chill out per un brano che però non appare mai decollare.

Sis
Hunter
The DustRealm Music

Un uomo e un lupo, coinvolti in una caccia in cui i ruoli finiscono per invertirsi, metafora del conflitto tra razionalità e istinti.
Singolo che anticipa l’uscita di “The Killer in the Looking Glass”, disco d’esordio del duo formato da Mirka Valente e Francesco De Biasi.
Una vocalità femminile con una certa personalità si accompagna a sonorità all’insegna di un’efficace ‘drum ‘n’ bass’, accompagnato dalle tessiture di synth e dalla personalità del pianoforte, che nello snodarsi del pezzo (oltre sei minuti la durata) assume connotati onirici.

JOHANN SEBASTIAN PUNK, “MORE LOVELY AND MORE TEMPERATE” (S.R.I. PRODUCTIONS, IRMA RECORDS, AUDIOGLOBE)

Di Johann Sebastian Punk si sa poco: l’unica cosa certa è che gravita in quel di Bologna, accompagnato nelle esibizioni dal vivo da tre individui dai nomi altrettanto fantasiosi : Johnny Scotch, Albrecht Kaufmann, Pino Potenziometri; tutto il resto potrebbe essere vero o semplicemente inventato, per creare una di quelle ‘mitologie da negozio di dischi’ che talvolta si possono incrociare nelle strade meno battute della musica italiana: dalla nascita in quel di Stratford Upon Avon (che lo accomunerebbe a Shakespeare) all’infanzia e la giovinezza trascorse sull’isola di Mann…  ma alla fine  non è manco detto sia inglese, nonostante in inglese canti, e per quello che ne potremmo sapere, potrebbe addirittura chiamarsi sul serio Johann Sebastian Punk (e chi può dirlo?).

In realtà poi non bisogna manco sforzarsi a cercare più di tanto per scoprire che il nostro risponde al nome di Massimiliano Raffa, e con Bach e Shakespeare c’entra poco, essendo siciliano… comunque, alla fine, tutto questo importa poco, forse è meglio parlare di musica.

Musica, quella di Raffa / Punk o come lo si voglia chiamare, che gli ha conquistato i favori di Enrico Ruggeri, che l’ha scelto per accompagnarlo nel concerto del trentennale di carriera al MEI e di Beatrice Antolini, eroina della scena ‘indipendente’ italiana, che ha contribuito a produrgli il disco. Lavoro di quelli poco identificabili, poco classificabili, che mescola pop con un lieve retrogusto di bossanova, cantautorato folk vagamente obliquo, intermezzi quasi prog, episodi dal sapore orchestrale, sprazzi sperimentali tra psichedelia e rumorismo elettronico.

Di ‘punk’, oltre a un brano intitolato ‘Yess, I miss the Ramones’ (il più movimentato del disco) c’è sopratutto un attitudine, poco votata al compromesso; di Johann Sebastian (Bach) ci sono continue ‘spore’, sparse qua e là, tra tastiere dal sapore clavicembalistico e un lieve costante affacciarsi su territori classici;

c’è molto di anni ’60 e ’70, con brani che rievocano certi esperimenti beatlesiani, più che il gusto per il ‘riempimento sonoro’ dei Beach Boys, c’è la stagione felice del folk inglese di quegli anni; ma c’è anche l’indie-pop scanzonato degli ultimi anni e qualche escursioni in territori elettronici.

Tastiere ed effetti vari costruiscono effetti sempre cangianti, prendendo spesso le redini del gioco: non mancano le chitarre, più spesso acustiche, talvolta adeguatamente elettrificate; fanno capolino dei fiati, con delicatezza o smodata vivacità; domina il cantato del protagonista, all’insegna di un’interpretazione spesso e volentieri teatrale, talvolta forse alla ricerca fin troppo insistita di un effetto ‘teatrale’.

Alla fine però prevale la positiva impressione di un disco – e di un autore – inaspettato: di quelli da cui non si sa bene cosa aspettarsi nello scorrere delle undici tracce (dieci, escludendo il breve intro) disco, che anzi, riesce a rivelare sorprese e particolari precedentemente sfuggiti; un ascolto stimolante e in fondo divertente, un bel gioco che una volta tanto non dura poco.