Posts Tagged ‘Aphrodisia’

FUMETTAZIONI 1.22

Brevi (più o meno) recensioni di letture disegnate, a cavallo tra il vecchio e il nuovo anno.

CAPTAIN AMERICA – THE BLOODSTONE HUNT
Avventura in stile Indiana Jones, con Cap alla ricerca dei frammenti di un antico manufatto, a cui è interessata anche una banda di supercriminali.
Firmano Mark Gruenwald e Kieron Dwyer, ma la saga, a tratti anche divertente, si spegne in un finale confuso e affrettato.
Voto: 5

IRON MAN – STARK WARS
Sequenza di storie più nota da noi come la ‘Guerra delle Armature’, con Tony Stark impegnato a impedire che le sue invenzioni vengano usate da altri individui in armatura per scopi poco nobili.
Una galleria di nemici conosciuti, fino al ‘mostro finale’ nuovo di zecca e a dirla tutta, abbastanza ridicolo.
La scrittura di David Michelinie e i disegni, in condominio tra Bob Layton e Mark Bright, non salvano la storia dal passare del tempo.
Voto: 5,5

DRUUNA: MANDRAGORA, APHRODISIA, Il PIANETA DIMENTICATO, CLONE.
Ultimi quattro capitoli usciti delle vicende dell’eroina ideata da Paolo Eleuteri Serpieri.
Druuna si muove – come al solito, poco o per nulla vestita – in paesaggi che vanno dal Paradiso Terrestre a Gironi da Inferno dantesco, tra robot, mutanti e quant’altro, cedendo puntualmente agli istinti del suo corpo rigoglioso e giunonico.
Fusione tra sci-fi ed erotismo (anche oltrepassando il confine col porno), caratterizzato da una ricerca narrativa che sembra un po’ annodarsi su sé stessa nel tentativo di bilanciare l’abbondanza dei disegni che, ai limiti della perfezione, rendono gradevoli e privano di ogni possibile volgarità anche le scene più scabrose.
Letture destinate, ovviamente, solo a un pubblico maggiorenne.
Voto: 7,5

DOCTOR STRANGE 183, SUB-MARINER 22, THE INCREDIBLE HULK 126
Premessa: la prima testata dedicata al Dottor Strange, che proseguiva nella numerazione la storica ‘Strange Tales’, dove il personaggio aveva esordito, anche se ‘in condominio con altri’, chiudeva nel 1969, proprio col numero 183.
Un peccato, perché proprio in quell’albo veniva avviata una saga promettente, col ‘Dottore’ alle prese col tentativo di invasione da parte di una schiatta di esseri extradimensionali dai tratti lovecraftiani.
La soluzione fu proseguire e concludere la saga in due altre testate, usando Strange come ‘guest star’, ospite di Namor prima e di Hulk poi.
Il secondo capitolo risultava a dire il vero convincente, mantenendo a grandi linee le atmosfere horror da catastrofe incombente della prima parte; non così l’ultima, basata sul cliché anche già abbastanza consunto di Hulk che fa per gran parte dell’episodio a pugni con l’anomimo energumeno di turno, avendo poi il ruolo di ‘deus ex machina’ che con la sua forza bruta, e come al solito in parte involontariamente, risolve la situazione.
Un’occasione persa.
Voto: 6

THE RAVEN BANNER
Variazione sul tema dell’eroe alla ricerca del ‘tesoro’ da lui stesso perduto e del conseguente riscatto.
Ambientazione asgardiana, con qualche comprimario conosciuto ai frequentatori abituali di Thor (o della mitologia norrena), con un finale non del tutto ‘canonico’, che non salva una narrazione – di Alan Zelenetz – nel complesso abbastanza piatta.
Lla parte del leone la fanno invece i disegni di Charles Wess.
Voto: 6,5

IRON MAN 258 – 266
Sequenza di storie meglio conosciuta come la ‘Seconda Guerra delle Armature”, in cui Tony Stark è alle prese con una sorta di hackeraggio del proprio sistema nervoso, venendo ridotto a una sorta di burattino.
Scrive John Byrne, all’epoca Re Mida del fumetto supereroistico, disegna un John Romita Jr. ancora in crescita.
Saga discretamente congeniata, che funziona per i 3/4, prima di consumarsi nella solita ‘scazzottata’.
Voto: 6,5

STRANGE TALES 157 – 168
Ciclo finale per la storica testata, che dal numero successivo, pur proseguendo la numerazione, sarebbe stata dedicata al solo ‘Dottore’.
Le storie di quest’ultimo lo vedono avere a che fare con l’entità cosmica del Tribunale Vivente e poi con una sua sorta di analogo, tutto dedicato alla ‘Tecnica’ – con i testi di Jim Lawrence e i disegni di Dan Akins, in linea con la ‘magia’ del personaggio e assumendo oggi un piacevole sapore vintage.
A offrire però il vero spunto d’interesse sono le storie di Nick Fury, che firmate in toto da Jim Steranko, fanno parte di quella sequenza memorabile non tanto per la scrittura (qui il ‘Superagente Segreto’ Marvel è alle prese con un’invasione aliena prima e con un supercriminale orientale poi) quanto per le soluzioni grafiche, che ancora oggi costituiscono un punto di riferimento.
Voto: 8

IRON MAN 258.1 – .4
Curioso e singolare esperimento in cui David Michelinie e Bob Layton, storico team creativo di Iron Man, davano la loro lettura della ‘Seconda Guerra delle Armature’, curata successivamente da John Byrne e John Romita Jr.
Esperimento riuscito a metà: questa versione, e non poteva essere altrimenti, ha in comune con l’originale solo alcune premesse, ed offre un impianto comunque intrigante, culminando con l’improbabile alleanza con un nemico storico; tuttavia lo svolgimento risulta mal distribuito, sfociando in un finale decisamente frettoloso.
Voto: 6

ASTRO CITY: THE DARK AGE 1 – 4
Un ciclo articolato in quattro miniserie: la storia di due fratelli tra gli anni ’70 e gli ’80, al centro una storia di vendetta, sullo sfondo dei grandi eventi che coinvolgono i super eroi mascherati.
Non il migliore dei cicli di Astro City: stavolta le vicende della ‘gente comune’ in un mondo di supereroi si scontrano con un obiettivo troppo ambizioso, seguendo una vicenda famigliare che da comune diventa anch’essa straordinaria, ma tutto viene fin troppo dilatato e alla fine 16 albi sembrano anche troppi, appesantiti dalla necessità di trovare in continuazione nuovi spunti, cosa in cui Busiek è maestro, ma che qui si perde un po’ Busiek racconta molto meglio la sua Astro City nelle storie brevi o nelle miniserie più contenute.
I disegni di Brett Anderson restano comunque una garanzia
Voto: 6,5

THE TWILIGHT CHILDREN
Una cittadina marina in un luogo non meglio precisato, fenomeni inquietanti, gente che scompare e riappare, una misteriosa ragazza…
Gilbert Hernandez (noto soprattutto per la serie di lungo corso “Love and Rockets”, creata assieme ai fratelli Jaime e Mario) e Darwyn Cooke, maestro scomparso troppo presto, danno vita a una favola sospesa, in cui l’elemento soprannaturale è quasi un pretesto per gettare uno sguardo ironico sulle dinamiche in una piccola comunità.
A tratti delizioso.
Voto: 7,5