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THREE LAKES & THE FLATLAND EAGLES, “WAR TALES” (UPUPA PRODUZIONI)

Un concept dedicato alla guerra, che divine spunto per parlare d’altro: è il progetto di ThreeLakes, alias Luca Righi, accompagnato in questo esordio discografico da un manipolo di amici che si presentano come The Flatland Eagles, guidati dal produttore – e sostenitore della prima ora del progetto – Andrea Sologni (Gazebo Penguins), trai quali troviamo anche Paolo Polacchini (Three In One Gentleman Suite) e da un nutrito gruppo di ospiti: Emanuele Reverberi (Giardini di Mirò) Capra (Gazebo Penguins), Francesca Amati (Comaneci), Luciano Ermondi (Tempelhof).

L’ampio numero di partecipanti è un buon punto di partenza per parlare di un disco che spesso e volentieri, per atmosfere e attitudine, ricorda quelli di certi ‘collettivi’ nordamericani che negli ultimi anni vanno per la maggiore (chi ha detto Arcade Fire): certo, con esiti meno magniloquenti e pirotecnici, in un disco dai toni abbastanza dimessi, anzi più forse è meglio dire, sommessi, pur non mancando di parentesi più movimentate.

Chitarra e voce disegnano melodie dalle tinte crepuscolari, quasi funebri, la cadenza lenta,  all’insegna di un essenziale cantautorato folk pronto, in alcuni frangenti a vestirsi di paramenti orchestrali con l’ingresso degli altri strumenti (tra cui armoniche, archi e fiati) che si accompagnano ad un cantato (in inglese, che unito ad altre voci si fa talvolta corale) dalla emozionalità dolente.

La guerra è il filo conduttore, coi suoi tanti aspetti: il dolore, la perdita, la separazione, l’umiliazione, la paura mescolata alla speranza del ritorno; ThreeLakes svolge il tema ampliandolo, fino a parlare d’altro: di separazioni e riconciliazioni coi genitori, di affetti, la redenzione per le proprie colpe, in un campionario di suggestioni in cui, lungo i dieci brani presenti, trova spazio anche un omaggio ad Hank Williams.

E così “War Tales” finisce per essere un disco denso di suoni e di emozioni; uno di quei lavori ricchi ma capaci, pur nella loro essenzialità, di rivelare qualche aspetto precedentemente sfuggito all’ascolto.