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UN’ITALIA SENZA ‘BERLUSCONI’…

…a questo punto, credo che non la vedremo mai; almeno, la mia generazione, penso… l’impressione di queste ultime settimane estive è quella di un enorme baraccone montato su da PDL e PD, ognuno per squisite ragioni elettorali, per far vedere insomma che sono impegnati in qualcosa, mentre è ovvio stanno lì a fare più o meno nulla: il Governo del resto finora ha più che altro ‘rimandato’… Torniamo  a Berlusconi: io dico che la ‘sfanga’; alle brutte, resta a fare il ‘padre nobile’ dal di fuori, continuando a ‘telecomandare’ il partito; se gli va bene, partiranno a bomba con l’amnistia, per far vedere che ‘hanno tanto cuore la sorte dei carcerati’… un provvedimento che sarebbe scritto e approvato solo per favorire uno che in carcere non ci andrà mai (siamo in Italia). Insomma, volenti o nolenti, Berlusconi Silvio ce lo dovremo tenere finché campa; e comunque nel peggiore dei casi c’è già pronta la figlia, la quale alle soglie dei 50 ha davanti a sé una trentina d’anni di carriera politica; lei dice di no, ma diciamocela tutta: nessuna come lei è in grado di prendere voti; se, e dico se, dalle parti della rinnovata Forza Italia vorranno veramente andare avanti evitando l’implosione, Marina Berlusconi è l’unica opzione praticabile… altrimenti, chi vivrà vedrà, ma un centrodestra che organizza le primarie non ci credo: da quelle parti sono troppo fissati col ‘leader’, col ‘predestinato’: Marina Berlusconi metterà d’accordo tutti, e quelli della mia generazione saranno destinati a vedere un ‘Berlusconi’ dominare la scena politica italiana fino a quando avranno settant’anni… La prospettiva non è edificante, ma questo è; purtroppo, se in Italia ci fosse un’opposizione degna di tale nome, soprattutto se in Italia lo schieramento ‘non berlusconiano’ quando è andato al governo avesse approvato certe leggi per impedire a Berlusconi di ricandidarsi e venire rieletto, ora non saremmo così. Ora è troppo tardi, e nemmeno una sentenza penale sarà capace di farlo recedere; del resto, anche stavolta è riuscito nel suo intento: non si parla d’altri che di lui, è lui al centro della scena, è lui a fare disfare… Ne parlavo l’altro giorno con mio padre, che lo vota, perché crede alla ‘teoria del complotto’ (e intendiamoci, non è che mio padre sia uno di quelli che vanno alle manifestazioni… una persona di cultura medio – alta, che rappresenta la negazione dell’interpretazione macchiettistica dell’elettore berlusconiano come indottrinato dalla tv): se c’è stata ‘guerra’ con la Magistratura, Berlusconi l’ha vinta: ha vinto perché non è andato in galera, né ci andrà mai, ha vinto perché anche quando condannato continua ad essere lui il mattatore della politica italiana, ha vinto perché nonostante tutto continuano ad esserci milioni di persone disposte  a votarlo… E la colpa non è certo sua, né di chi l’ha votato: la colpa, purtroppo, è degli ‘altri’, quelli che non sono mai riuscito a ‘batterlo’ definitivamente, spesso per incapacità, ma in fondo anche per convenienza: togliete al PD il ‘Berlusconi’, l’uomo nero brutto e cattivo, il supercriminale da fumetto contro cui combattere, e cosa resta? Alla fine, fa comodo anche a loro: dopotutto, nemmeno Batman ha mai avuto la forza per eliminare il Joker una volta per tutte: senza l’uno, non esiste l’altro…

CARCERI: DUE O TRE IDEE PER RISOLVERE LA SITUAZIONE

Ciclicamente in Italia si parla della situazione da terzo mondo delle carceri; lo si fa per lo più per due motivi: perché i radicali lanciano referendum e Pannella fa lo sciopero della fame e perché dall’UE arrivano in continuazione condanne sulla questione: ciclicamente si afferma che il problema va risolto (del tema si è occupato a più riprese anche Napolitano, prima di gettare la spugna di fronte all’inettitudine dei partiti), ma poi si propongono misure ‘di facciata’ che il problema non lo risolvono… il fatto è che il tema è poco sentito dai cittadini: la ‘vulgata’ secondo cui ‘in carcere si sta bene, c’hanno pure la tv’ è ancora diffusissima, radicata e dura a morire… e i partiti appresso… In questi giorni si parla pomposamente dell’ennesimo decreto battezzato come ‘svuotacarceri’: poi vai a vedere i dati e ti accorgi che qui non viene svuotato un bel niente, perché si parla più o meno di 4.000 detenuti quando in Italia bisognerebbe diminuire la popolazione carceraria di almeno 20.000 unità. I radicali continuano a proporre l’amnistia, tuttavia ho l’impressione che se prima non mutano i presupposti, l’amnistia serva a poco… i radicali certo hanno ragione da vendere quando dicono che attualmente esiste già un’amnistia ‘mascherata’: quella di chi, grazie alle proprie risorse economiche può permettersi avvocati che rinviano i processi alle calende greche, avvalendosi poi della prescrizione: è insomma il solito discorso della galera dove vanno solo i poveracci. Il problema però secondo me è un altro: poniamo il caso che abbiate lasciato il rubinetto del lavandino aperto e che l’acqua stia debordando. Cosa fate? La logica vuole che prima si chiuda il rubinetto e poi si faccia defluire l’acqua; si può fare ovviamente il contrario, se si riesce  a togliere più acqua di quanta ne esca dal rubinetto, ma ci si mette di più e nel frattempo di acqua se ne sprecano a litri. L’amnistia, l’indulto, vanno benissimo, ma se non si risolvono prima i problemi alla base del sovraffollamento, c’è il rischio che in pochi mesi si torni al punto di partenza, come peraltro è già successo, visto che la percentuale di ‘recidività’ degli ‘indultati’ o ‘amnistiati’ è elevatissima: chi esce, privo magari di una qualsiasi prospettiva, torna presto a delinquere e dunque è destinato a rientrare presto in carcere.

Per conto mio, ci sono due grandi aree di intervento dove agire: la prima, è la revisione delle leggi riguardanti la droga e l’immigrazione clandestina. Sono i due provvedimenti che, a detta di tutti, hanno provocato la crescita fuori controllo del numero dei carcerati; ora, io non conosco benissimo i due provvedimenti, ma ho l’impressione che siano eccessivamente punitivi: il drogato è un malato, e in galera ci dovrebbe andare solo se nuoce al prossimo; se vieni pescato in possesso di droga dovresti andare in comunità (a meno che tu non ne abbia un quantità abnorme, il che significa che spacci e allora dritto in galere); se però sotto l’effetto della droga scippi e rapini o ti metti al volante e investi una persona, allora commetti un reato e vai in galera. Per quanto concerne l’immigrazione clandestina, ancora peggio: perché qui siamo di fronte a dei poveracci che sono solo entrati illegalmente in Italia, magari sono bravissime persone che poi però vengono buttate in galera e ‘dentro’ diventano dei delinquenti; la soluzione? Riformare il sistema dei centri di accoglienza, creando una rete a sé stante che risponda alle esigenze dei clandestini (evitando ovviamente che tali strutture si trasformino in galere a loro volta).

La seconda area di azione è quella della carcerazione preventiva: i dati ci dicono che un’enorme porzione dei carcerati è in galera in attesa di giudizio; una situazione che, è del tutto evidente, è fuori da ogni legalità… Io capisco i famosi tre parametri che conducono alla custodia cautelare (pericolo di fuga, reiterazione del reato, inquinamento delle prove), ma cui siamo proprio ‘oltre’: la stragrande maggioranza dei detenuti in attesa di giudizio potrebbe benissimo trascorrere il periodo di attesa del processo ai domiciliari, evitando di affollare le carceri; in galera ci si deve andare se il reato di cui si è accusati è particolarmente grave (che ne so, mafia, terrorismo, evasione fiscale milionaria), altrimenti la carcerazione preventiva (che a volte si può protrarre per mesi o anni) diventa una sorta di ‘pena scontata ex ante’: e se poi chi ha scontato la carcerazione preventiva viene assolto? Chi glieli ridà i giorni persi? 

Insomma, si proceda su questi due ‘filoni’, si approvino modifiche a queste leggi per creare delle basi solide che evitino il ripetersi del problema alla radice; dopodiché si ‘resetti’ tutto con l’amnistia o l’indulto, ripartendo così da zero; e, approfittando del minore ingolfamento dei penitenziari, si proceda magari a un piano di ristrutturazioni e aperture di nuove strutture: una megalopoli come Roma ha solo due carceri, uno dei quali – Regina Coeli – si trova nel pieno centro cittadino avvia a diventare una sorta di ‘monumento nazionale’: per conto mio andrebbe chiuso e destinato ad altra funzione… 

Non sono un giurista, né un appassionato di diritto, ma queste non mi sembrano soluzioni che richiedano un grande profilo tecnico – giuridico: mi sembra piuttosto che si sia nell’ambito del semplice buon senso… una cosa che sembra essere mancata agli ultimi Ministri della Giustizia e ai partiti che li hanno collocati in quella funzione.