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PLAYLIST 6.2021

Periodica selezione di brani e singoli ripresi dalla recensioni del blog.
Come al solito, preciso che non si tratta di una classifica vera e propria, anche se i brani sono comunque ‘ordinati’ in modo crescente di gradimento…

Yanomamyy, ‘Assassina’

Ninfea, ‘A Testa Alta (Part II)’

Nochia, ‘Sabato Nero’

Bento, ‘Follow’

Carolei, ‘Porca Vacca’

Weid, ‘Abisso’

Agape, ‘Medusa’

Mirco Olivastri, ‘Incenso e Rosa’

Arianna Chiara, ‘Se non ricordo’

Tommaso La Notte, ‘Passano i treni’

AltamareA, ‘Discorsi e domande’

Onceweresixty, ‘Summer’

Bloop, ‘Anni di piombo’

Nicolò Piccinni & Gli Internauti, ‘Un dono puro’

Il Geometra, ‘Per quel che resta’

‘900 ‘Dolore’

Zerella, ‘Se Dio vuole’

Manuela Ciunna, ‘Vicè’

Luca Ciarla, ‘Cantata Walk’

Alis, ‘Tutto ha un prezzo’

Sarai, ‘Gif’

Isaac, ‘Attraverso lo specchio’

Sebastian, ‘Non vado al fresco’

DNGR, ‘Cinque Minuti’

Trunchell, Etc., ‘Emily Norton’

Circolo Lehmann, ‘Adriatica’

Nevilton, ‘Illumina’

Sis, ‘Hunter’

Mattia Cortivo Leonardi, ‘Prelude in C Major, Op.3’

Roberto Zanetti 4ET, ‘Rosa Parks’

ALTAMAREA, “LONTANI DALLA PERFEZIONE” (AUTOPRODOTTO / LIBELLULA DISCHI)

Esordio sulla lunga distanza per il giovane quartetto friulano che, formatosi nel 2020, ha bruciato le tappe.

‘Lontani dalla perfezione’ è titolo più che mai significativo, sotto più di un aspetto: dal punto di vista della band, è una dichiarazione che nasconde tutti i dubbi delle incertezze legati alla giovane età, che peraltro emergono anche nel corso degli otto brani presenti.

I rapporti – anche sentimentali – con gli altri, con la società e anche un po’ con sè stessi sono gli ‘universali’ attorno a cui gira un lavoro ‘emotivo’, in cui tutto finisce spesso per essere in un certo senso amplificato e poco ‘mediato’, all’insegna di un’urgenza comunicativa tipica di band, giovani sia perché agli inizi, sia per la giovane età.

‘Lontani dalla perfezione’ però lo sono anche dal punto di vista di chi ascolta: non tanto per la perizia dietro agli strumenti o al microfono, che non manca, quanto per l’affastellarsi di idee che forse non hanno una direzione troppo precisa.

Si avverte insomma l’impressione di molti esordi: pezzi ‘cotti e mangiati’, una serie di brani che assomigliano un po’ ‘esercizi di stile’ (tra ‘distorsioni’, parentesi funk, ballate intrise di malinconia, episodi vagamente più virati all’hard rock) e una scrittura comprensibilmente ancora ‘acerba’.

L’impressione è che gli AltamareA abbiano sicuramente delle possibilità, ma che forse si siano buttati a capofitto in sala d’incisione, quando con un minimo di ‘riflessione’ in più avrebbero potuto meglio focalizzare il proprio stile.