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PLAYLIST 3.2021

Consueta selezione di singoli e brani estratti dai dischi recensiti sul blog.

Dodi, ‘Vieni con me’

Diesis, ‘Paglia nel fuoco’

Relativo, ‘Promessa’

Massimiliano Acri, ‘Bugie Eterne’

Simone Quartuccio, ‘Non sarò mai solo’

Bede, ‘Vista mare’

Kimele, ‘Solo te’

Romano, ‘Coniugi Arnolfini’

Mercvrio, ‘Ormoni’

Bert, ‘Fra tanti’

Adelaide, ‘Nonna Li”

Marika Socionovo, ‘Canzone del Mare’

Piero Grandetto, ‘Lisbona’

Cristian Grassilli, ‘Esserci’

S.O.F.I.A., ‘Di Niente’

Federico Fabi, ‘Baciami Baciami’

Fernando Alba, ‘L’Odore dell’Amore’

B. K., ‘Freddo’

Fernando Tovo, ‘Soldiers’

L’Avvocato, ‘Dinamite’

Westfalia, ‘Goblin’

Chris Yan, ‘Eppure, ricordo anche dei fiori sul tuo volto’

Alex Ganassini, ‘Funk in the orbit’

Alek Hidell, ‘Dinghy’

ALEX GANASSINI, “RECYCLED SOUNDS” (AUTOPRODOTTO / LIBELLULA MUSIC)

Un patchwork ottenuto attraverso ‘materiali di recupero’, copia-e-incolla, samples, ma senza accantonare del tutto gli strumenti ‘suonati’, per un disco la cui impostazione quasi totalmente strumentale (ad eccezione di un paio di episodi, tra i quali la cover di ‘DJ’ di Bowie) vuole in un certo senso ‘recuperare’ anche il significato della musica come ‘canale emotivo’ e accompagnamento della vita, rifuggendo da quella sorta di ‘tirannia della parola’, oggi dominante.

Il milanese Alex Ganassini, alle spalle un’esperienza dedita per lo più al rock, ‘sinfonico’ o ‘alternativo’, sempre con progetti solisti, lascia in buona parte certi territori per un lavoro dove il rock è solo uno dei punti di riferimento, per un lavoro dalle molteplici sfumature, reso possibile dal ricorso massiccio alla tecnologia, nel nome di una ‘sostenibilità’ qui appunto simboleggiata dal ‘recupero’ di suoni provenienti da altrove.

I dieci brani che compongono il disco fanno viaggiare l’ascoltatore da ambientazioni siderali e quasi ‘oniriche’ (‘Funk in the orbit’) a luoghi più decisamente – e drammaticamente – vicini (‘Libia’), da atmosfere da festa in spiaggia (‘The Beach’) e ritrovi cittadini (‘Café Milano’) a scenari ‘decadenti’ (‘Gotterdammerung’) fino a una ‘March of the Heroes’, incoraggiamento a non lasciarsi demoralizzare dai tempi difficili.

Venature psichedeliche, sprazzi da dancefloor, digressioni lounge, accenni ‘cosmici’ senza dimenticare il ‘caro, vecchio’ rock, per un disco che può incuriosire.