Posts Tagged ‘Alessandra Giubilato’

PLAYLIST 2.20

Periodica selezione di brani tratti ai dischi recensiti sul blog.

Confusione, Krikka Reggae

Come No, Hype Zulu

Passi, Tarsia

Love Remains, Vasco Barbieri

Day III – The Man I Am, Fallen

Standing in the light , RosGos

Vento di tempesta, Alessandra Giubilato

Equatore, Luca Guidi

Postventenni, Lara

Chissà, The Spell Of Ducks

Tredici , Panaemiliana

Figli , Umberto T.

La mia posa, Libet

Terza Moglie, Ex Moglie

Latte color plastica, The Unikorni

Ginepro, Emanuele Via & Charlie T

Vision of Halet, The Incredulous Eyes

Lo straniero, Lalla Bertolini

ALESSANDRA GIUBILATO, “LA POESIA DI UNA DONNA (ANCHE SOTTO UN VESTITO)” (AUTOPRODOTTO)

Coneglianese, classe ’90, Alessandra Giubilato è passata attraverso la consueta gavetta, prima dell’incontro col pianista milanese Sabino Dell’Aspro, dalla collaborazione col quale sfocia il primo disco, “La Rosa del Deserto”, uscito un paio di anni fa.

L’idea di raccogliere vari brani a tema femminile è alla base di questo secondo lavoro, che si apre con tre ritratti di ‘icone’ – cantate spesso in prima persona – le cui vicende biografiche hanno travalicato il ‘fatto artistico’, nel segno di una libertà e di un’affermazione personale per le quali talvolta c’è stato un prezzo troppo alto da pagare: Alda Merini, Isadora Duncan e Kiki de Montparnasse. Si aggiunge qualche pezzo dai tratti autobiografici e un episodio dedicato alle ‘spose bambine’.

L’atmosfera è raccolta, la voce – nitidia – domina, l’accompagnamento è minimo, in un lavoro che tende a un pop cantautorale (con qualche vago accento folk e inflessione di bossa nova), dai modi composti. Ascolto gradevole, ma che dà a tratti l’idea di essere un po’ ‘trattenuto’, attento a una ‘bella forma’ che tende a tradursi in ‘manierismo’.

Forse ci si potrebbe lasciare un po’ andare, tentate qualche strada in più e arricchire: si lasciano infatti ricordare la conclusiva ‘Vento di Tempesta‘ (forse non a caso scelta come primo singolo) per le suggestioni sudamericane e la già citata ‘Spose bonsai’ si per la maggiore varietà delle tinte sonore.