Posts Tagged ‘Alemanno’

ROMA, MARINO E LE (IM)POSSIBILI ALTERNATIVE

L’impressione è che difficilmente Roma potrà uscire in tempi brevi dalla situazione dove è finita, o dove è stata fatta finire.
C’è una degenerazione complessiva che ha portato noi cittadini romani dove siamo; negli ultimi vent’anni, chi ha governato Roma se n’è fregato della città e dei suoi abitanti: abbiamo seplicemente assistito ad un susseguirsi di sistemi di potere in cui sono stati occupati posti, distribuite poltrone, incarichi, assunzioni a parenti ed amici, soprattutto nei settori della nettezza urbana e del trasporto pubblico, che non potevano che portare ad un deterioramento dei servizi; nel frattempo, alcuni problemi ‘storici’, come quello dei Rom e dell’integrazione degli immigrati, sono stati lasciati incancrenire, creando ad arte ‘situazioni di emergenza’ per lucrare meglio grazie alle deroghe alle regole.

 

ROMA SPORCA, CITTADINI SPORCHI

Ognuno ha le sue colpe: da Veltroni che continuava a raccontare la favoletta di ‘Roma, città dell’accoglienza’, mentre nelle periferie cresceva l’insofferenza verso gli immigrati, e che invece di risolvere i problemi pensava alle ‘feste del cinema’, ad Alemanno, che sostanzialmente ha lasciato Roma come l’aveva trovata, senza aver risolto un solo problema.
La mancata soluzione dei problemi ha portato ad un generale incattivirsi della popolazione: i romani si lamentano del traffico e della città sporca, ma poi prendono l’automobile pure per andare al cesso e se trovano il cassonetto sotto casa pieno, pur di non farsi venti metri per raggiungere il successivo, buttano la spazzatura dove capita; è stato lanciato il servizio gratuito di raccolta dei rifiuti ingombranti a domicilio, ma televisori, frigori, poltrone, credenze e materassi continuano ad essere lasciati per strada, dove capita. Qualche settimana fa mi è capitato di parlare del problema con altri cittadini: la risposta è stata che “quelli sono gli svuotacantine che lasciano i mobili dove capita”; ecco: la colpa è sempre di qualcun altro…
Posti brutti rendono brutto pure chi li abita, che a sua volta contribuisce al degrado. L’impressione è che a fare schifo non sia solo Roma, ma spesso pure chi la abita; ha ragione da vendere Gassman a dire che i cittadini si devono muovere: la rivoluzione dovrebbe nasce dal basso, ma qui si continua a pretendere che a muoversi debba sempre essere qualcun altro.
Poco distante da casa mia c’è un giardinetto frequentato il giorno da mamme, bambini e anziani; di sera arrivano gruppetti di adolescenti o neo-maggiorenni che bevono e fumano lasciando in giro cicche e talvolta qualche coccio.
Considerazione numero uno: nel quartiere mancano luoghi di aggregazione ‘ad hoc’ per la gioventù.
Considerazione numero due: quei giovani non hanno ricevuto dai genitori un’educazione civica degna di questo nome.

 

MARINO, OBBIETTIVAMENTE

Marino obbiettivamente è una persona onesta.
Marino obbiettivamente non era preparato a governare una città come Roma.
Marino obbiettivamente ha dovuto governare non solo contro l’opposizione, ma anche contro gran parte del suo partito.
Marino obbiettivamente non poteva fare nulla più di ciò che ha fatto finora, visto lo stato in cui ha trovato Roma, gli ostacoli quotidiani messigli davanti anche dal suo partito, e il verminaio scoperchiato dalle inchieste.
Marino obbiettivamente ha chiuso – finalmente!!! – alle automobili private i Fori Imperiali, ha chiuso la megadiscarica di Malagrotta e mi risulta che da quando c’è lui, la cementificazione selvaggia della città si sia arrestata. Inoltre, sta cercando di arginare il fenomeno dell’abusivismo commerciale, dei venditori di souvenir e dei camion bar che affollano i monumenti. Qualche risultato si comincia a vedere, ma resta del lavoro da fare.
Marino obbiettivamente dovrebbe avere la possibilità, come chi l’ha preceduto, di governare Roma per almeno un intero mandato, per poi essere giudicato e riconfermato o mandato via dagli elettori.
Marino obbiettivamente non indagato, è stato attaccato da Renzi il quale invece negli ultimi mesi ha difeso a spada tratta tutta una serie di indagati.
Marino obbiettivamente potrebbe fare due – tre cose per farsi maggiormente ben volere dalla cittadinanza: si potrebbe cominciare col risistemare le strade – groviera, continuando con un po’ di pulizia in più e proseguendo con qualche intervento sul trasporto pubblico (cosa che sembra intenzionato a fare); per governare Roma, non è necessario un programma in dieci punti: la situazione è tale, che basterebbe prenderne tre, ma rispettarli tutti.
Marino obbiettivamente l’ho votato, e se fosse costretto ad andarsene mi dispiacerebbe.

 

VIA MARINO!!! OK. POI?

Si chiedono le dimissioni di Marino: d’accordo, e poi? Insomma, le alternative quali sono?

A destra:

Giorgia Meloni – Giorgia Meloni sta ad Alemanno come Salvini sta a Bossi, vuole presentarsi come una ‘destra nuova e presentabile’, ma alla fine la storia è la stessa, quella di una destra che a Roma ha sempre rosicato perché nonostante sia stata storicamente molto forte, non è mai – o quasi – riuscita a vincere… a sentire loro, quando fossero andati al governo della città, chissà che sarebbe successo; c’è andato Alemanno, e… non è successo niente: l’unico evento degno di nota in cinque anni fu la nevicata che bloccò la città, facendoci ridere dietro da mezza Italia (naturalmente, si assistè al solito scaricabarile, nessuno disposto ad assumersi un minimo di responsabilità); per il resto, niente a Roma è cambiato di una virgola; poi c’è il capitolo ‘penale’, sul quale non mi dilungo perché le inchieste sono in corso, ma quello che è successo a Roma negli ultimi anni ormai è risaputo.
Ora, col massimo rispetto per Giorgia Meloni, mi chiedo perché dovrei pensare che con lei le cose a Roma cambierebbero radicalmente: se Giorgia Meloni diventasse sindaco, ho l’impressione che assisteremmo semplicemente ad un cambio di sistema di potere, magari infarcito di quelli che si sono salvati dalle inchieste e che occuperebbero i posti lasciati liberi da quelli finiti in galera.
Alfio Marchini – Alfio Marchini si pone a metà strada tra il buonismo di Veltroni e una versione all’amatriciana del ‘ghe pensi mi’ berlusconiano, con l’aggiunta del fatto che sembra sia belloccio e riscuota successo presso il pubblico femminile; per il resto, Marchini resta l’erede di una dinastia di palazzinari, quindi c’è da aspettarsi che con lui sindaco, riprendano alla grande le colate di cemento… chissà, magari trasforma il Circo Massimo in un parcheggio e mette una palazzina al posto del Colosseo.
Versante PD: Boh!!!

Il PD non ha al momento un candidato alla possibile successione di Marino; in questo caso il nome non è nemmeno un problema, perché l’obbiettivo di Renzi è semplicemente quello di metterci uno dei suoi, per estendere la sua sfera di potere anche su Roma: chiunque verrà candidato dal PD, sarà un semplice pupazzo che farà le veci di Renzi.
Movimento Cinque Stelle

Sono stato e resto un elettore del MoVimento, ma non è che mi senta tenuto a seguirlo in tutto: continuo a pensare che Marino debba restare fino a fine mandato; detto questo, da elettore del MoVimento penso che M5S sia l’unica realtà che a Roma non rappresenta un sistema di potere fatto di interessi particolari, di combriccole, di gruppetti, etc… é il principale pregio del MoVimento e il principale limite: perché purtroppo a Roma negli ultimi vent’anni (e non solo) si è creata una situazione in cui se non hai un sistema di potere, qualche tipo di conventicola non solo economica, ma (come si è visto) anche più o meno criminale, alle spalle, difficilmente vinci.
Ci sarebbe da sperare in un sussulto d’orgoglio dei romani, ma come ho scritto prima, purtroppo noi romani siamo parte del problema; una possibile vittoria del MoVimento Cinque Stelle significherebbe che noi romani almeno avremmo fatto un piccolo esame di coscienza e che oltre a lamentarci di come vanno le cose, avremmo capito che per migliorare la città, si parte dal basso.

 

L’OPZIONE PIU’ LOGICA: IL COMMISSARIAMENTO

Se si vuole essere un minimo intellettualmente onesti, bisogna ammettere che la soluzione più logica è il commissariamento: chiamare ad esempio uno come Gratteri e dargli carta bianca.
Commissariamento che attenzione, non dovrebbe essere certo una buffonata di tre o quattro mesi: Roma va commissariata per tre o quattro anni, in modo da spezzare il circolo vizioso dell’alternanza tra sistemi di potere volti solo alla tutela di interessi circoscritti e non al bene della città e dei cittadini.
Diciamo che se arrivasse un Commissario, dovrebbe rimanere almeno fino alla primavera 2018, quando è prevista la prossima elezione del sindaco.
Il problema è che i partiti di destra e sinistra vedrebbero il commissariamento solo come un periodo in cui fare campagna elettorale, pochi mesi durante i quali litigarsi l’osso per conquistare gli ultimi brandelli di ‘ciccia’ rimasti da spolpare in città.

 

POSTILLA: MARINO, LA DESTRA E LE FOGNE

Vado per un attimo alle dichiarazioni di un mesetto fa: Marino ha ragione, la destra romana si dovrebbe vergognare del modo ipocrita e strumentale in cui sta affrontando la situazione; non si fermano davanti a niente: con la situazione che sta vivendo Roma, non trovano nulla di meglio che alzare il livello dello scontro, anche con quotidiane campagne di stampa che individuano in Marino il colpevole di tutti i mali di Roma, campagne di stampa che quotidianamente giocano sulla paura dei cittadini per il diverso, accrescendo l’ostilità innanzitutto contro i rom, poi contro gli immigrati, clandestini e non, e in misura minore (ma comunque con una certa ricorrenza) contro gli omosessuali, ‘rei’ di aver ottenuto da Marino il registro delle unioni civili.
La destra si è lamentata per il gergo da anni ’70 delle ‘fogne’, ma alla fine anche il linguaggio della destra a Roma continua ad essere lo stesso di quarant’anni fa: l’odio contro qualsiasi forma di ‘diversità’ (etnica, religiosa, di identità sessuale) di ‘deviazione’ rispetto ad una ‘norma’, ad una presunta ‘normalità’ che spesso assume i contorni ossessivi da patologia psichiatrica.
Dopo aver ‘sistemato’ zingari, africani e froci, magari cominceranno con i portatori di handicap poi con quelli con le orecchie a sventola, che portano gli occhiali, o che sono troppo magri o troppo grassi rispetto al loro concetto di ‘normalità’…
La destra a Roma vuole andare alle elezioni per ricominciare ad occupare poltrone, per realizzare nuovamente la propria ossessione personale di sogno di ‘conquista’ della città, mettendo nei posti chiave i picchiatori di quarant’anni fa che ne frattempo si sono rifatti una ‘verginità’…
La stessa ‘verginità’ che pretendono di avere oggi, chiedendo le dimissioni di Marino e facendo gli gnorri rispetto alle loro pesanti (anche se non esclusive) responsabilità rispetto alla situazione in cui è stata ridotta Roma.
Quindi alla luce di tutto ciò, mi sento di dire che parlando di ‘fogne’, Marino è stato pure troppo politicamente corretto.

 

FINALE

Il punto è che al di là delle ‘parti’, destra e sinistra dovrebbero riconoscere che nella situazione attuale eventuali elezioni non risolverebbero nulla: che PD da una parte e partiti di centro-destra dall’altra sono ancora troppo legati al mastodontico complesso di malaffare che ha dominato Roma negli ultimi per poter realisticamente aspirare al Governo della città.
Se fossero intellettualmente onesti darebbero il via libera ad un commissariamento di un paio d’anni, facendo nel contempo reale pulizia al loro interno (il PD con Barca ci ha provato, ma la sua relazione ha sollevato una caterva di contestazioni e temo che non porterà a nulla), ma purtroppo l’onestà intellettuale è al momento del tutto assente dalle iene della politica romana, che hanno già intravisto la possibilità di spolparsi il poco che resta appiccicato al cadavere.

E’ RICOMINCIATA LA GUERRA A MARINO

Quello che è successo a Roma la notte dell’ultimo dell’anno – la defezione in massa dei vigili urbani per ‘malattia’, cui per amor di precisione bisogna aggiungere quella degli autisti di una delle linee della metropolitana – ci dice una cosa sola: la guerra contro il sindaco Marino è ricominciata. Si chiude ‘in bellezza’ il 2014, annunciando nel contempo un 2015 di ‘guerra totale’.

L’obbiettivo mi pare fosse abbastanza chiaro: qui le ‘rivendicazioni di categoria’ – vere o presunte – c’entrano poco o nulla: c’entrava invece – e molto – il voler gettare la città nel caos; si voleva, abbastanza ovviamente, offrire la testa di Marino su un piatto d’argento alla destra romana e ai ‘mammasantissima’ del PD capitolino, dare loro l’occasione per un nuovo attacco concentrico contro il ‘sindaco alieno’; per fortuna, tutto è andato bene, il che dovrebbe far pensare i romani riguardo la reale utilità dell’attuale corpo di polizia municipale…

I lettori abituali di questo blog ricorderanno forse quello che scrissi a suo tempo, in occasione di tutta la gazzarra sollevata per il ‘caso Tor Sapienza’: Ignazio Marino a Roma sta sulle scatole a molti: ovviamente alla destra, che alla fine fa il suo mestiere, per quando nel solito modo rozzo e discretamente becero, più da ‘curva da stadio’ che non da Palazzo Senatorio, tipico dei destrorsi romani; ma anche anche alle ‘alte sfere del PD’: Marino la dirigenza del PD non l’ha mai voluto, perché estraneo alla politica maneggiona su cui il centrosinistra a Roma ha campato negli ultimi vent’anni; Marino è stato scelto dalla base, che proprio non ne poteva più, reagendo con un moto d’orgoglio contro i candidati epigoni dei Rutelli e dei Veltroni.

Ci erano quasi riusciti, a farlo fuori, dopo lo scandalo – mai totalmente chiarito – delle multe non pagate (ma dovute o meno?) e dopo il caos scoppiato a Tor Sapienza (anche in quel caso, restano non pochi sospetti di un qualcosa montato ad arte)… poi però è scoppiato il bubbone di Mafia Capitale, sono venute alla luce le connivenze tra una bella fetta della politica romana – di ogni versante – e il sistema gestito da Carminati, Buzzi e soci… e guarda caso, chi ne è uscito meglio? Proprio il ‘sindaco alieno’, la cui elezione, oltre alla destra ed ai ‘capoccia’ del PD capitolino, ha rotto le uova nel paniere proprio al ‘Cecato’ e alla sua cricca: non aggiungo altro, fatevi qualche domanda.

E’ trascorsa qualche settimana di tregua: si è aspettato che passasse qualche tempo senza notizie clamorose di nuovi indagati od arrestati, e poi si è ripartiti alla carica: stavolta si è ricorso alle armi pesanti, uno dei tre grandi ‘corpi’ che a Roma vengono usati quando si vuole mettere alle strette chi governa la città: i vigili, i conducenti dei mezzi pubblici (in parte coinvolti anche la notte dell’ultimo dell’anno), i tassisti; è stato lanciato un chiaro messaggio al sindaco: questo è solo l’inizio, aspettati un 2015 di fuoco, perché non ci fermeremo fino a quando non ti avremo tolto di mezzo.
Scommettiamo che nei prossimi mesi sarà una raffica di agitazioni di vigili, scioperi dei mezzi pubblici, manifestazioni dei tassisti, accompagnate dal berciare almeno ‘autentico’ degli esponenti della destra romana e dalle più ‘composte’ – ma quanto ipocrite!!! – richieste del PD di ‘cambiare passo’, mentre a farne le spese saranno i soli comuni cittadini?

Si cercherà di far passare Marino come un incapace, come il nemico pubblico numero uno… l’augurio è che i romani intelligenti e ‘pensanti’ siano coscienti del fatto che attualmente il problema di Roma non è certo Marino, e che il marcio sta altrove, nei luoghi in cui destra e sinistra intessevano amabilmente relazioni con Carminati, Buzzi e soci… auguriamoci tutti che Marino resti dov’è adesso, perché l’alternativa non potrebbe essere altra, se non quella di un referente di Carminati e soci…

P.S. A proposito, non mi risulta che alcuno dei coinvolti nel caso ‘Mafia Capitale’ sia stato ancora espulso dai partiti di appartenenza, il che la dice lunga su quale sia lo stato della politica a Roma.

P.P.S. Qualcuno si chiederà perché io difenda a spada tratta Marino: sottolineo che non sono né suo amico, né suo parente, ma visto che l’ho votato, vorrei vederlo all’opera per cinque anni per vedere che combina; mi chiedo secondo quale principio Alemanno abbia potuto non-governare Roma per cinque anni e invece Marino debba andarsene dopo manco due anni. In secondo luogo provo un’istintiva simpatia per tutti quelli che vengono lasciati soli, scaricati e che si trovano contro anche quelli da cui teoricamente dovrebbero essere appoggiati; rendetevi conto: Marino sta governando una città come Roma avendo una bella fetta del PD che gli rema contro, solo perché al Campidoglio c’è lui e non Gentiloni o Sassoli…

CHE SUCCEDE A ROMA?

Io non so quale sia l’impressione che si siano formati i non romani su quanto successo a Roma negli ultimi giorni (mi riferisco a quanto avvenuto a Tor Sapienza) ad uso e consumo di chi non abita qui, e come spunto di riflessione per i cittadini romani, esprimo solo una considerazione: non fatevi fregare, è tutta fuffa. A Tor Sapienza è successo poco o nulla, e quanto è successo, se non proprio montato ad arte, è stato strumentalizzato contro il sindaco Marino.

Tor Sapienza è una periferia come ce ne sono tante altre, a Roma e nel resto d’Italia, specie nelle grandi città; un quartiere nato ‘bene’, anche, al contrario di altri mostri urbanistici, che però è stato progressivamente abbandonato dai servizi pubblici: mezzi di trasporo, pulizia, illuminazione… così, Tor Sapienza è diventato un ‘brutto posto’… e i posti brutti rendono brutta pure la gente che ci abita; tutto qui: gli abitanti di Tor Sapienza sono gli abitanti di una zona degradata, con servizi pubblici inefficienti, in cui la criminalità – dalla prostituzione alla spaccio di droga – ormai fa come gli pare e piace.

Quanto successo nei giorni scorsi potrebbe essere considerato la tipica ‘goccia che fa traboccare il vaso’: in sé un centro di accoglienza per immigrati non costituisce un problema; se però il centro si aggiunge ai campi rom, allo spaccio e alla prostituzione, diventa un problema; e questo è un modo di vedere le cose. Si potrebbe però ragionare diversamente: chiediamoci il perché di una tale cagnara per una struttura di accoglienza che non ha nulla di criminale; e chiediamoci perché ad esempio non si è sollevato casino per la prostituzione o lo spaccio… forse perché prendersela con dei minorenni lontani migliaia di chilometri da casa è più facile che prendere di mira chi spaccia, temendo delle ritorsioni.

C’è qualcosa che non va: io ho il forte sospetto che, oltre all’esasperazione dei cittadini, sotto ci sia altro; ho il forte sospetto che le proteste dei giorni scorsi siano state aizzate da qualcuno – sia chiaro: di questo non ho prove, sono solo sensazioni – cogliendo l’occasione dell’aria particolare che si respira a Roma dal punto di vista politico. L’impressione è che il sindaco Marino sia destinato a cadere in tempi brevi; sono mesi che sembra si cerchi il ‘casus belli’ per liberarsi di un sindaco che ormai la sua stessa parte politica ritiene troppo ingombrante perché fa troppo di testa sua; e guarda caso, negli ultimi giorni è uscita fuori prima la strana vicenda dei permessi di sosta per la sua Panda al centro che non si sa che fine abbiano fatto; e poi esplode la questione di Tor Sapienza: la tempistica è talmente perfetta che non può non destare sospetti…

Qualcuno si chiederà perché ormai l’intero panorama politico romano vuole liberarsi di Marino… o meglio, perché la destra se ne voglia liberare è chiarissimo, un po’ meno chiare – forse – sono le motivazioni del suo stesso partito. Ora: su Ignazio Marino ne sono state dette tante, a torto od a ragione; naturalmente, Marino non è stato il miglior sindaco di Roma, ma manco il peggiore: è un anno e mezzo che sta dove sta, non è nemmeno a metà mandato ed un giudizio, se si vuole essere un minimo intellettualmente onesti, è del tutto prematuro. Il punto è che Marino non fa parte di nessuna delle conventicole della sinistra romana: è stato eletto alle primarie proprio perché gli elettori di sinistra ne avevano piene le palle dei giochetti di potere dei politici capitolini, perché la prospettiva di avere come sindaco Sassoli, arrivano fresco fresco dal Parlamento Europeo o  – peggio mi sento – Gentiloni (quello che adesso ha aggiunto alla sua collezione di poltrone quella di Ministro degli Esteri) sembrava ai più deleteria.

Marino, coi debiti distinguo, sembrava una sorta di ‘grillino infiltrato’ in seno alla sinistra romana… uno che dice le cose che pensa, uno non legato alle liturgie, uno non ammanicato coi palazzinari e via dicendo… il PD se lo è ritrovato, ed è stato costretto a tenerselo, ma dal momento in cui Marino è salito al Campidoglio, il suo stesso partito ha cominciato a remargli contro per toglierselo dai piedi. Quello che dà fastidio soprattutto al PD, è che Marino fa di testa sua senza chiedere nulla a nessuno: magari sbaglia, ma vivaddio non si fa imporre la linea da chicchessia… per questo, sono mesi che il PD sta brigando per levarselo dalle palle, e quello che è successo a Roma in questi giorni sta dando al PD romano l’occasione che aspettava: in parole povere:  al PD degli abitanti di Tor Sapienza non gliene frega un ca**o, gli frega usare qunato successo a Tor Sapienza per defenestrare Marino, per metterci magari al posto Zingaretti (il fratello di Montalbano), attuale Presidente della Regione Lazio, e dare il via al classico giro di poltrone; guarda caso, infatti, Zingaretti in questi mesi è stato zitto e buono, col classico atteggiamento ‘paravento’ di chi aspetta l’occasione giusta per farsi avanti: mai una parola sul sindaco di Roma, contro o a favore: Zingaretti è quello che fa lo gnorri proprio perché la sa lunga… non dice una parola, perché non vuole bruciarsi; non prende posizione, perché aspetta che qualcuno vada da lui col cappello in mano a chiedergli di fare il salvatore della patria. Va sottolineato peraltro che c’è una scuola di pensiero secondo cui Zingaretti potrebbe essere una sorta di anti-Renzi all’interno del PD, e la visibilità che gli darebbe la poltrona di sindaco di Roma gli tornerebbe molto utile.

Ignazio Marino probabilmente non riesce manco a fare tutto ciò che vorrebbe, perché ha contro non solo l’opposizione, ma anche il suo partito… in questa situazione secondo me si è venuta a creare una sorta di ‘santa alleanza’ contro il sindaco, che va da CasaPound al PD, tutti accomunati dal desiderio di liberarsi di Marino e rimettere in gioco le poltrone della capitale… e siccome a me le situazioni in cui tutti si coalizzano contro una persona sola mi danno il voltastomaco, allora io dico che proprio per questo Marino deve restare dove sta: la sola prospettiva di tornare ad elezioni e vedere salire al Campidoglio il fratello di Montalbano che parla con la zeppola o l’imprenditore Marchini o Giorgia Meloni a me dà la nausea. Ancora più nauseante, se possibile, è il fatto che per far fuori Marino stiano venendo strumentalizzate le legittime rivendicazioni di cittadini che hanno problemi incancreniti, la responsabilità dei quali è divisa più o meno equamente da chi ha preceduto l’attuale sindaco: i signori Rutelli, Veltroni ed Alemanno; però si scarica tutto su chi sta al Campidoglio da un anno e mezzo, solo perché sta sui co***oni ai ‘capi’ del PD romano…

L’impressione è comunque veramente brutta, e non mi meraviglierei se in Primavera si riandasse a votare per il Sindaco; tanto, dato che si voterà pure per il Parlamento, una scheda in più che vuoi che sia…

ALFANO SBATTE LA PORTA. ANZI NO, ANZI FORSE…

Difficile commentare ‘a caldo’ una situazione ancora in divenire, e che probabilmente nelle prossime settimane e nei prossimi mesi è destinata a farsi ancora più ingarbugliata: al momento, c’è da prendere nota del fatto che Alfano e i suoi sembrano ‘fare sul serio’… ovviamente, cercando comunque di salvare capra e cavoli: la non entrata in Forza Italia e la formazione di gruppi autonomi al Parlamento al momento non è infatti in funzione anti- o alternativa a Berlusconi: risponde piuttosto all’esigenza di avere le ‘mani libere’, nel proseguire l’esperienza di Governo… la colpa di quanto successo non viene attribuita a Berlusconi, quanto a chi lo circonda. Il discorso di fondo, anche abbastanza ipocrita (ma l’onestà intellettuale raramente è attributo della politica) è il seguente:  pur continuando a considerare Berlusconi un punto di riferimento, preferiamo proseguire ad appoggiare il Governo: si tiene il piede in due staffe, insomma. Coerenza avrebbe voluto che nel sostenere il Governo assieme a chi vuole la decadenza di Berlusconi segnasse la definitiva presa di distanze dal Cavaliere; all’opposto, continuare ad essere suoi alleati avrebbe previsto l’abbandono del Governo… si è scelta la più ambigua delle formule, perché in fondo non si vuole inimicarsi il ‘Capo’, almeno non ancora. Il primo banco di prova sarà proprio il voto sulla decadenza, a quel punto si vedranno le reali distanze tra il gruppo – Alfano ed i fedelissimi di Berlusconi.

Lo scenario politico sembra segnare l’anno zero per i moderati / conservatori italiani, dispersi ai quattro venti: in Parlamento, dove li troviamo distribuiti tra Fratelli d’Italia, i due gruppi ex PDL, le frange centriste nate dal disgregarsi di Scelta Civica con l’aggiunta dell’UDC, con un ulteriore, sparuto ma rumoroso gruppo in seno al PD, che recentemente è tornato a parlare di scissione; aggiungiamo poi, fuori dal Parlamento le iniziative dei vari Storace, Alemanno e Fini, tutte più o meno volte a ricostituire un partito unico di connotazione esplicitamente destrorsa (chiamatela nuova AN, o come vi pare). Appare chiaro come difficilmente una tale varietà di formazioni potrebbe presentarsi alle elezioni: le ampie alleanze possono forse portare alla vittoria, ma si è dimostrato come rendano impossibile il Governo: un riaccorpamento nei prossimi mesi è da ritenere particolarmente certo. Nell’equazione va fatto in qualche modo rientrare comunque Berlusconi, unico al momento a poter contare su un congruo bacino elettorale; le primarie non sono cosa da centro-destra, visto che i suoi elettori preferiscono avere un leader attorno a cui raccogliersi, piuttosto che sceglierselo da soli; al momento comunque da quelle parti non vedo figure in grado di superare per appeal elettorale Berlusconi.

A questo punto però, il pallino del gioco passa al PD, anzi, a Renzi: la sua conquista della segreteria del Partito appare praticamente certa, ma sappiamo tutti che Renzi vede questa solo come una tappa verso l’ascesa al Governo: ora, se pensiamo che il centrodestra è messo male, e che Renzi a detta di tutti è in grado di intercettare una fetta non indifferente dell’elettorato del MoVimento Cinque Stelle, c’è da pensare che lui abbia tutto l’interesse per far cadere il Governo quanto prima e ad andare ad elezioni nelle quali sarebbe stra-favorito… L’impressione è che quindi si possa andare a votare verso aprile – maggio, di modo che Renzi possa presentarsi come nuovo Premier in occasione dell’avvio della Presidenza italiana UE in giugno… tutto questo, a meno che il Governo Letta nei prossimi non ottenga risultati talmente stupefacenti da far ritenere un autogol la sua sfiducia: ma al momento l’ipotesi appare quanto meno fantasiosa…

I ROMANI SI SONO ROTTI IL C***O DI ESSERE PRESI PER IL C**O

Immagino che nel pomeriggio, in attesa dei risultati definitivi, vagonate di opinionisti (sempre gli stessi) si eserciteranno in ponderose analisi sulla bassa affluenza alle elezioni… che tra l’altro ha stupito pure me: insomma, la ‘scelta secca’ secondo me avrebbe dovuto favorire un maggior afflusso… invece, niente… ci ritroviamo col rischio di un Sindaco di Roma eletto da metà della metà degli aventi diritto: in pratica il 25 per cento della popolazione che sceglie per tutti. La morte della democrazia. Ora, invece di stare  a seguire per ore i perché e i percome, leggetevi il titolo, il motivo sta tutto lì. Sono vent’anni che a Roma cambia poco o nulla: e prima Rutelli, che col Giubileo doveva succedere chissà che; e poi Veltroni, il ‘supersindaco’ con la Festa der Cinema e le periferie degradata e poi Alè, Magno!! coi suoi cinque anni di vuoto cosmico… e beh, a un certo punto i romani si sono pure rotti il ca**o… Io ho votato un pò per dovere, un pò per principio (le motivazioni le trovate un paio di post addietro), ma la convinzione che Marino possa realmente cambiare le cose è scarsina…  e col senno di poi non mi meraviglio. Al netto delle dissertazioni che sentiremo nel pomeriggio, la realtà  è semplice: i romani si sono rotti i co***oni.

IL MIO VOTO A IGNAZIO MARINO

“Marino è contro la vita e la famiglia”. E’ lo slogan che in questi giorni campeggia su manifesti attaccati sui muri di mezza Roma, di fronte al quale ci si può indignare oppure assumere il classico atteggiamento cinico del ‘vabbè, è politica, tutto ci può stare’. Si può sorvolare insomma… però… però, quanta volgarità: a questo punto si sarebbe potuti tranquillamente arrivare ad un ‘Marino è uno str***o’ e nessuno si sarebbe potuto lamentare. Siamo arrivati all’insulto gratuito, alla povertà di idee che porta  a slogan non più solo semplicistici, ma bassi, piuttosto volgari… senza contare la questione di fondo, ovvero: ma si può fare una campagna elettorale dicendo solo male dell’avversario, affermando che ‘non bisogna lasciare Roma in mano alla sinistra’? Ma che ca**o di ragionamento è? Va bene, è così da vent’anni, l’importante è denigrare l’avversario – e intendiamoci, anche la sinistra ci ha messo tanto del suo – ma arrivare a dire che ‘tizio è contro la vita e la famiglia’: ma che c***o mi significa? Ma che argomento è? Ovvio, qualcuno potrebbe rispondere, un argomento da ‘destra’… eppure, eppure non è che Marino abbia fatto dei manifesti dicendo “Alemanno è fascista”, per dire…  Già prima che a Roma apparissero ‘sti manifesti, comunque, ero intenzionato a votare Marino, ma con l’idea del ‘diamo il voto al meno peggio’: del resto,  sono le regole del gioco: al primo turno si vota ‘quello che ci piace’ (nel mio caso, De Vito), al secondo turno, bisogna scegliere… non andare a votare non mi passa manco per l’anticamera del cervello, stante che fino a che avremo la possibilità di esprimerci è meglio approfittare… e allora, votiamo Marino, pur con tutte le perplessità del caso, a partire da una conoscenza alquanto dubbia dei problemi di Roma (dove ha vissuto ben poco), dal non avere alcuna esperienza amministrativa, dall’essere sostenuto da una maggioranza che già ora si preannuncia sarà litigiosa  e intenzionata a lottare per il potere… speriamo almeno che si circondi delle persone giuste  e non si faccia imporre scelte ‘col bilancino’ solo per accontentare tutti. L’alternativa del resto è il nulla: intendiamoci, Alemanno non ha fatto poi così male… il problema è che Alemanno non ha fatto manco così bene; insomma: Alemanno a Roma non ha fatto proprio: ha posto come motivazione il bilancio dissestato e ha lasciato che tutto rimanesse com’era: il problema dei rifiuti sta ancora lì (la differenziata al centro di Roma non può bastare, Roma non è solo il centro); il trasporto pubblico fa schifo al c***o, le strade  e i marciapiedi sono dissestati, quando fanno due gocce Roma continua ad allagarsi… tutto è rimasto com’era, e taccio degli scandali, delle assunzioni dubbie, di quelle ‘facili’ presso le società   dei trasporti e della nettezza urbana (guarda caso proprio i due servizi che a Roma funzionano peggio)… la tanto sbandierata questione sicurezza resta, anzi: la cosa più grave è che sembra che a Roma ci siano fin troppe persone in possesso di un’arma da fuoco,  e pronte a utilizzarla… Se poi tutto degenera, scade nell’abbrutimento e come argomento si usa “Marino è contro la vita e contro la famiglia”, beh in fondo al netto di dubbi e perplessità, mandare via Alemanno diventa anche una questione di principio.

NON HO GUARDATO LA PARTITA…

… e me ne sono andato al Vittoriano, a vedere una mostra sui Cubisti… di voglia di stare a guardare il derby ce n’era poca, un po’ perché avevo la netta sensazione che sarebbe andata male (la Roma raramente coglie certe occasioni, essendo ‘geneticamente’ una squadra che nelle occasioni importanti tende a calarsi le braghe, le rare finali di coppe europee e le tante di Coppa Italia perse stanno lì a dimostrarlo), un pò perché macerarmi nell’attesa fino alle 18.00 mi pareva puro masochismo, un po’ perché una squadra incapace di vincere in casa col Pescara e capace di perdere col Chievo a mio parere non è degna di alcuna fiducia… un pò perché sinceramente lo spettacolo offerto dai romani nell’ultima settimana è stato misero e avvilente… Io capisco che il calcio ispiri passioni ed emozioni molto più forti rispetto alla politica, ma insomma questa settimana a Roma si è parlato solo di quello… l’elezione del Sindaco? Boh, chi se ne frega… Poi però succede – come ieri – che per permettere a 80.000 co***oni di raggiungere con tutta comodità l’Olimpico, si arriva praticamente alla soppressione dei tre quarti del trasporto pubblico romano, con attese alle fermate che hanno superato l’ora… ma c’è il derby e chi se ne frega se qualche romano la domenica pomeriggio per necessità, o puro piacere, deve usare i mezzi pubblici. Questa è Roma, questi sono i romani; mi viene quasi da dire che se li meritano, che ce li meritiamo, altri cinque anni di Alemanno… e vedrete che purtroppo andrà a finire così; checché ne dicano i sondaggi, io in giro non vedo tutto ‘sto malumore contro Alemanno.

Comunque, tornando alla partita; ho capito che si stava mettendo male ad una fermata dell’auto: ho sentito uno squillo di tromba isolato (squilli isolati: va bene alla Lazio, urla roboanti: va bene alla Roma), ho visto un ragazzo con la maglietta giallorossa uscire da un bar, accendersi nervosamente una sigaretta, scuro in volto; tra le persone inca**ate per l’attesa, che maledicevano a turno Rutelli, Veltroni, Alemanno e ‘er Papa polacco’ (si, pure lui…), intercetto un frammento di dialogo, un ragazzo afferma: “stanno 0 – 0″; una signora interviene: ‘no, ha segnato la Lazio”; sull’autobus, preso dopo una mezz’ora buona di attesa (ma ribadisco, c’era chi stava aspettando da oltre un’ora), una signora afferma: “la Roma ha pure perso”; scendo dall’autobus e mi avvio verso casa, incrocio una coppia di ragazzi, uno con la maglietta della Roma, neri (non di pelle, di umore); esplode un petardo e da una direzione indefinita arriva un commento: “sò sti ba***di de laziali”…

E così, è andata male, per l’ennesima volta… il degno finale dell’ennesima stagione escrementizia; a disarmarmi, più di ogni altra cosa, è l’assoluto rispetto per un copione già scritto, la completa assenza di originalità, di un minimo brivido derivante dall’improvvisazione… Un stagione aperta dall’incomprensibile scelta di Zeman, un campionato trascinatosi avanti all’insegna delle consuete isterie boemiche, ogni obbiettivo sfumato in primavera, l’esonero ampiamente previsto, il ricorso ad una soluzione di emergenza, l’apparente ripresa, il ‘tocco di classe’ di campioni ‘presunti’ che sul più bello hanno pensato bene di credersi sto***zo e di buttare via una qualificazione per l’Europa League che era lì, a un soffio… e poi l’ovvio, perfino banale epilogo, con una Coppa Italia che era scritto dovesse essere vinta dalla Lazio, che in queste occasioni l’ha sempre spuntata e che comunque l’ammissione in Europa quest’anno l’ha meritata più della Roma.

L’impressione è che seguire la Roma sia ormai diventata solo una colossale perdita di tempo, uno spreco di energie mentali ed emotive al seguito di una squadra destinata sempre  e comunque a perdere,  a non cogliere mai le occasioni che le si presentato, a restare incastrata nei secoli dei secoli in una mediocrità esasperante, pari solo alla protervia di certi tifosi, che ogni anno si dicono sicuri ‘che questa è la volta buona’… La prospettiva di pensare alla Roma, di continuare  a seguirne le sorti, è nauseante; alla fine nella vita c’è tanto di meglio e di più gratificante da fare che non seguire le sorti di una squadra le cui vittorie sono assolutamente casuali.