Posts Tagged ‘Alberto Nemo’

BELZEBOSS, “L’ORA DELL’ACQUARIO” (NEW MODEL LABEL)

Un disco inquieto, con pochi filtri, denso di rabbia, dolore a tratti, malanimo contro la superficialità dilagante.

Lo propone Paolo Capetta, piemontese, qui aiutato da un manipolo di compagni di strada, tra cui Daniela Bonifacio all’accompagnamento vocale e Servio Bona alla viola, ma soprattutto Alberto Nemo, che oltre a contribuire con la ‘quota elettronica’, offre il suo contributo produttivo, e si sente, con una ricorrente ‘grana oscura’ che trova una certa ‘comunanza di intenti’ col mood emotivo del disco.

Non che poi i nove brani di “L’Ora dell’Acquario” siano così ‘oscuri’, o ‘dimessi’, vivendo anzi su una certa vitalità, a tratti aggressivi, come del resto ci si può aspettare da un lavoro di emozioni forti.

Certo, c’è molto blues, assieme a rock a cavallo tra toni ‘hard’, psichedelia, riminiscenze new wave. Domina la voce di Belzeboss / Capeta: stentorea, a tratti debordante, nel narrare di piccole / grandi nevrosi quotidiane.

Un disco che per questo forse non può avere mezze misure: piacere molto o per nulla, come tutti i lavori dalla personalità straripante.

IL DINOSAURO E I MANICHINI, “IL DINOSAURO E I MANICHINI” (NEW MODEL LABEL)

Esordio per il nuovo progetto del cantautore (ma formatosi come batterista) Andrea Campostrini, dopo lo scioglimento di un gruppo precedente.

Il ‘dinosauro’ è chi, nei tempi attuali, preferisce guardare alle proprie radici, che magari, come in questo caso, affondano realmente nella ‘terra’, volgendosi altrove, rispetto a un atteggiamento comune tutto incentrato sul mostrarsi, magari nelle vetrine dei ‘social’, appunto come ‘manichini’.

Dodici pezzi dall’impianto per lo più autobiografico, sprazzi di pensieri, pagine di diario, tra riflessioni, sentimenti, sguardi sulla realtà.

Si veleggia tra intimità ed esplosioni di rabbia, pianoforte e ruvidità chitarristiche, ad accompagnare Campostrini un nutrito gruppo di musicisti tra cui Alberto Nemo, che ha collaborato anche in sede di registrazione.

Ci troviamo per certi versi a metà strada tra il cantautorato rock – folk di Rino Gaetano e Ivan Graziani e certe esperienze più recenti (De Niro, Le luci Della Centrale Elettrica).

Un lavoro che fa dell’immediatezza la sua impronta principale, prendendosi forse qualche rischio: personalmente non amo chi alza troppo la voce, a tratti con un atteggiamento un po’ inca**ato e magari buttando lì qualche parolaccia per rimarcare il concetto…

L’impressione comunque è che le potenzialità non manchino, potendo forse essere sviluppate con una direzione sonora più precisa e qualche ‘freno emotivo’ in più.

PLAYLIST 1/ 2019

Periodica selezione di brani tratti ai dischi recensiti sul blog.

 

Fottuti e Felici    Profusione

Rubicon 11302    Baobab Romeo

Gli umori di te    Lo-Fi Poetry

Love is all     Randevu

Tadaouaha     Spiryt

Discanto    Alberto Nemo

Funk Shui    Francesco Mascio

Pricipianti    Umberto T.

Something Good    Toria

Road of Kicks    Charcoal

Crush on you    Keet & More

Tapis Roulant    Roncea

Eridano    Cranchi

Kinnafunk    Electric Circus

Contorni    Larocca

 

 

ALBERTO NEMO, “DANTE VS NEMO” (NEW MODEL LABEL)

La sfida stavolta è di quelle ‘toste’: il confronto addirittura col padre della letteratura italiana, il ‘Sommo Vate’, Dante Alighieri e con la sua ‘Commedia’.

Alberto Nemo, ascendenze tra ‘dark’ ed elettronica, al quarto capitolo della propria biografia sonora compie un deciso passo in avanti costruendo un progetto ambizioso e allo stesso tempo emotivamente intenso.

Sei pezzi, ispirati ad altrettanti passi dell’opus magnum di Dante (quattro dall’Inferno), recitati nelle aperture da Marino Bellini.

Composizioni che riecheggiano atmosfere liturgiche, il canto gregoriano, gli inni sacri; un cantato dolente, sofferente, dai toni lirici, cui contribuiscono le voci di Sephine Llo e Claudia Is On The Sofa (Claudia Ferretti).

La grana sonora è più che mai rarefatta, dilatata, tra flebili tessiture di chitarra, echi di percussioni, sonorità d’ambiente che costruiscono scenari onirici come non poteva essere altrimenti, trattandosi della Divina Commedia.

Un dipinto di un altro ‘Dante’, Gabriel Rossetti, introduce un lavoro che ha già ottenuto i favori della critica (il brano di apertura, ‘Ancora’, ha ottenuto il “Premio Musicultura”), che offre un ascolto non agevole, che getta lo sguardo verso la cosiddetta ‘musica colta’, e che risulterà per i più curiosi un esperienza stimolante.

 

PLAYLIST 1/2018

Prima – e assai corposa – playlist dell’anno: i brani si sono accumulati ed è mancato il tempo.
Si tratta come al solito di estratti dischi recensiti qui sul blog.

Imperfetto   Fase 39

Non di vento ma di parole   Enzo Beccia

Piove troppo forte   Gibilterra

Condizionale   Before Sunset

Bombe   Rai

Ci dicevano   Cara Calma

Le donne   I Traditori

Wise   State Liquor Store

Al posto delle parole   Amandla

Africa Elettronica    German

Losers we are   Spaghetti Wrestlers

Otium   Alberto Nemo

ást V   Fallen

Dreamcatcher   Echo Atom

Party   Vea

Globophobia   Ropsten

Vento del sud   Truemantic

5:59 A.M.   Quadrosonar

Love won’t go anyhere  Ellen River

Mr. Medicine   Materianera

E Balla!    Capabrò

Gocce   Meganoidi

Cose serie    Priscilla Bei

Rolling Away   Snowapple

Fuori dal tempo   Genoma

ALBERTO NEMO, “6 X 0” (DIMORA RECORDS / NEW MODEL LABEL)

Come suggerisce il titolo, sei brani compongono il secondo lavoro del cantante / compositore veneto Alberto Nemo.

Siamo in territori al confine tra musica elettronica, colonne sonore, classica contemporanea: composizioni ‘palindrome’, composte in un verso e registrate all’incontrario, sull’esempio di quanto a suo tempo ideato da Jocelyn Pook per la colonna sonora di “Eyes Wide Shut”.

Un lavoro dal sapore sperimentale, con suggestioni ‘avanguardistiche’, accompagnato dal cantato ‘lirico’ e dolente di Nemo, che si staglia su tappeti ‘ambientali’ che possono evocare fabbriche abbandonate, cattedrali gotiche da archeologia post-industriale.

Un ‘esercizio di ascolto’ che offre un’esperienza diversa dal ‘consueto’; la brevità del lavoro (una ventina di minuti) e delle singole composizioni evitano l’effetto ‘prova di resistenza’ offrendo un’esperienza che, se avvicinata con curiosità, può affascinare.