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ALBERTO DI MAJO: GRILLO FOR PRESIDENT

La si potrebbe definire la classica ‘agile lettura estiva’, e in effetti la definizione è più meno calzante; non altrettanto corretto sarebbe però derubricare questo libro come uno dei tanti ‘instant book’ dedicati al fenomeno – Grillo, in cui magari l’autore più che altro si parla addosso, interessato – più che a far capire – a mostrare al lettore quante ne sa e magari a convincerlo di stare svelandogli chissà quali imperscrutabili retroscena.
Alberto Di Majo, responsabile del servizio politico del quotidiano romano “Il Tempo” (la tendenza ‘destrorsa’ del giornale non inganni, rispetto all’onestà intellettuale dell’autore), confeziona piuttosto un ‘libro inchiesta’ (uscito per Editori Riuniti) offrendo una panoramica a volo d’uccello sul MoVimento Cinque Stelle, i suoi principi, le sue idee, i suoi critici e i suoi sostenitori, gli aspetti positivi e quelli meno.
Di Majo lascia per sé il ruolo di una sorta di ‘raccordo’, tra le tante ‘voci’ che popolano il libro: quella dello stesso Grillo, certo, coi tanti materiali ripresi dal suo celeberrimo blog, quelle di economisti o sociologi, ma soprattutto quelle dei militanti, in particolare di ‘quelli che ce l’hanno fatta’, entrando grazie ai voti dati al MoVimento   nei Consigli Comunali, Provinciali o Regionali. Alla fine ne esce quasi il copione di un documentario, con la voce fuori campo dell’autore a fare da trait-d’union agli interventi dei diretti interessati.
La decrescita e la guerra alle ‘grandi opere’, la visione dell’Europa e il ruolo attivo della cittadinanza, i rapporti col web, la televisione e gli altri mezzi di informazione, il ruolo di Grillo rispetto a quello dei militanti.
Un libro che offre una attendibile ritratto del MoVimento a coloro che non ne hanno compreso bene i contorni e che non mancherà di soddisfare chi è pro e chi è contro, soprattutto con un capitolo finale, intitolato non a caso ‘Grilli amari’, in cui si dà voce soprattutto ai delusi da Grillo, a coloro che – in particolare a Roma – hanno mollato il MoVimento continuando a portare avanti i propri ideali altrove. Nello stesso capitolo, si dà ampio conto delle ‘epurazioni’ che periodicamente si sono succedute nel corso degli anni, così come dei legami, ambigui e mai chiariti fino in fondo, di Grillo col guru della rete Casaleggio.
Una lettura più che utile in vista di un autunno in cui comincerà a tutti gli effetti una campagna elettorale destinata a durare sei mesi e in cui c’è anche Grillo e il suo MoVimento sembrano destinati a giocare un ruolo tutt’altro che marginale.