Posts Tagged ‘…A Toys Orchestra’

IL CANE, “BOOMERANG” (MATTEITE / AUDIOGLOBE)

Matteo Dainese alias Il Cane, giunge con “Boomerang” al terzo capitolo della sua biografia discografica. La formula appare ormai più o meno definitivamente codificata: un pop abbondantemente condito di elettronica – che rispetto al precedente episodio in questo caso prende decisamente il sopravvento su certe ruvidità indie – ad accompagnare testi solo apparentemente ‘leggeri’.

Il Cane continua a guardare il mondo circostante con aria disincantata e a tratti un filo cinica, prendendo appunti e riasseblandoli in testi che mescolano considerazioni varie ed eventuali su comportamenti, caratteri umani, rapporti interpersonali e affettivi. L’interpretazione è sempre leggera, come se ci fosse costantemente un sorriso (magari un filo sardonico) sulla faccia.

Gli undici brani  del disco (più una ‘ghost track’  posta in chiusura, al termine di una lunga pausa silenziosa) come detto, veleggiano su un gradevole mix di pop elettronico, magari con qualche vaga ‘obliquità’; predominano colori luminosi, pur se in tonalità pastello, a dipingere atmosfere sempre un pò soffuse, quasi indolenti, anche se non mancano episodi più riflessivi e ombreggiati.

Come nel precedente disco, Dainese non è solo, ma si fa accompagnare da un numero (stavolta assai consistente), di ospiti, trai quali per brevità si possono citare Ilaria De Angelis (…A Toys Orchestra), Egle Sommacal (Massimo Volume) e Marco ‘Testa di fuoco’ (Giorgio Canali e Rossofuoco).

Un disco che si lascia piacevolmente ascoltare, forse anche grazie alla maggiore brevità e compattezza rispetto al precedente lavoro.

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BOXER THE COEUR, “NOVEMBER UNIFORM” (TROVAROBATO)

Boxeur The Coeur, ovvero: il nuovo progetto di Paolo Iocca, che va ad aggiungersi a un curriculum che nel corso degli anni ha incluso, tra gli altri, Franklin Delano e Blake/e/e/e per arrivare all’attuale ‘militanza’ negli …A Toys Orchestra.

Ad aiutarlo in questa avventura, un nutrito gruppo di ospiti, tra iquali spiccano Iosonouncane e Shannon Field, che di November Uniform è anche co-produttore. Il risultato è un affascinante insieme di elettricità, acustica ed elettronica, che non si preoccupa di svariare in lungo e in largo attraverso un’ampia varietà di suggestioni: il filo conduttore potrebbe essere quello di una certa inclinazione alla psichedelia, tendenza ad atmosfere rarefatte (talvolta algide), evidente fin dall’incipit nel quale si intravede un retrogusto à la Flaming Lips; sull’alto piatto della bilancia, il frequente ricorso all’elettronica propone esiti vicini ai ’90 (Essay on holography, leggi alla voce: Primal Scream,), ma che in qualche frangente sembrano ricondurre a suggestioni risalenti ai teutonici seventies. Sprazzi orchestrali (coinvolgente, pur se un tantino ammiccante A minimal anthem), momenti che vertono verso un synth-pop più ‘easy’, il frequente uso del piano a conferire maggiore intensità emotiva ai brani.

Un disco che si lascia ascoltare, agile nella sua brevità (trentacinque minuti circa la durata), efficace nel tenere sulla corda l’ascoltatore nei suoi frequenti cambi d’umore.

LOSINGTODAY