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GEA, FAAX, FRONTERA, ZEST, SATURAZIONE, FRANCESCO SISCH: SINGOLI

Gea

Resta

Gotham Dischi / Artist First

“Resta, come se fossimo a una festa”, canta Gea (Gaia Daria Miolla); ma la ‘festa’ – ovvero: l’amore – è già quasi finito e forse non basterà un altro cocktail a ravvivare la fiamma.

La giovane cantautrice e polistrumentista (cominciò da piccola, con la batteria) barese, con già una solida gavetta alle spalle (con la partecipazione a “The Voice of Italy” nel 2018), presenta un pezzo dai contorni r’n’b, all’insegna di una certa leggerezza sonora , che pur nella sua ‘consuetudine’, risulta gradevole.

Faax

Giornate Storte

Moving Beyond

Quotidiane malinconie con una punta di male di vivere nella nuova proposta del romano Fabio Cannavale, alias Faax; un canonico flusso di parole con tappeto elettronico più o meno accattivante.

Poco distinguibile tra le tante proposte analoghe in circolazione.

Frontera

Sailor Moon

Gotham Dischi / Artist First

Andrea Frontera da Como (ma con origini salernitane) presenta un brano in cui si parte dall’infanzia (“Guardavi Sailor Moon, ma volevi Lamù) per affrontare il vissuto di 23 anni di vita: obbiettivo forse un tantino ambizioso per un artista più o meno agli esordi, che sfocia in un brano abbastanza anonimo, all’insegna di moduli più o meno trap con tappeti elettronici elementari e un cantato / parlato che avrebbe bisogno di maggior rodaggio.

Zest

R & B Italiano

Believe SAS

Il ritorno di Riccardo Frunzio, alias Zest, è dedicato alle scorie lasciate da una relazione fin troppo totalizzante, al punto di trasformarsi in una gabbia.

Il tema è svolto, come suggerisce il titolo, con una parvenza di r’n’b che però finisce per essere messa in secondo piano dall’impostazione mezzo parlata – mezzo cantata – un po’ filtrata un po’ no – della voce (con un’esecuzione a mezza bocca a tratti poco distinguibile) e col consueto contorno ‘sintetico’.

Saturazione

Torre di Controllo

Gotham Dischi / Artist First

Innocuo pop – rock (zona ‘Vibrazioni’) e affini, per questo quartetto milanese.

Tema, manco a dirlo, la fine di una relazione e il modo di riprendersi, concetto poi ampliabile a tutte le situazioni difficili della vita.

Chitarre elettriche per dare potenza, tastiere in aggiunta per ammorbidire un po’.

Certo, il piedino lo si batte e quindi il pezzo alla fine può dirsi riuscito, ma tutto sembra troppo ‘impostato’, attento a evitare sbavature o di essere troppo aggressivo.

Freno a mano tirato.

Francesco Sisch feat. ‘900

Stasera guida tu

PM Productions

Orecchiabile pop – rock con vena cantautorale per questa collaborazione tra Francesco Sich (Francesco Del Giudice) e Paolo Motta, in arte ‘900, esponenti emergenti della scena romana.

Sentimenti protagonisti per un brano che si lascia ascoltare.

PLAYLIST 6.2021

Periodica selezione di brani e singoli ripresi dalla recensioni del blog.
Come al solito, preciso che non si tratta di una classifica vera e propria, anche se i brani sono comunque ‘ordinati’ in modo crescente di gradimento…

Yanomamyy, ‘Assassina’

Ninfea, ‘A Testa Alta (Part II)’

Nochia, ‘Sabato Nero’

Bento, ‘Follow’

Carolei, ‘Porca Vacca’

Weid, ‘Abisso’

Agape, ‘Medusa’

Mirco Olivastri, ‘Incenso e Rosa’

Arianna Chiara, ‘Se non ricordo’

Tommaso La Notte, ‘Passano i treni’

AltamareA, ‘Discorsi e domande’

Onceweresixty, ‘Summer’

Bloop, ‘Anni di piombo’

Nicolò Piccinni & Gli Internauti, ‘Un dono puro’

Il Geometra, ‘Per quel che resta’

‘900 ‘Dolore’

Zerella, ‘Se Dio vuole’

Manuela Ciunna, ‘Vicè’

Luca Ciarla, ‘Cantata Walk’

Alis, ‘Tutto ha un prezzo’

Sarai, ‘Gif’

Isaac, ‘Attraverso lo specchio’

Sebastian, ‘Non vado al fresco’

DNGR, ‘Cinque Minuti’

Trunchell, Etc., ‘Emily Norton’

Circolo Lehmann, ‘Adriatica’

Nevilton, ‘Illumina’

Sis, ‘Hunter’

Mattia Cortivo Leonardi, ‘Prelude in C Major, Op.3’

Roberto Zanetti 4ET, ‘Rosa Parks’

PLAY 5.2021

Periodica selezione di brani e singoli ripresi dalla recensioni del blog.
Come al solito, preciso che non si tratta di una classifica vera e propria, anche se i brani sono comunque ‘ordinati’ in modo crescente di gradimento…

Sasha Donatelli, ‘Sentirti addosso’

I Desideri, ‘Senorita’

Solisumarte, ‘È colpa mia’

Claudio Rigo, ‘Momenti’

Demanio, ‘Vaticano’

Solisumarte, ‘Era scritto’

‘900, ‘Viaggiare’

Edodacapo, ‘In città’

TES, ‘Berlino’

Lagoona, ‘Vertigine’

Michele Anelli, ‘Sono chi sono’

Ennio Salomone, ‘Io non ti ho detto niente’

AliC’è, ‘Nella testa’

Fanizzi, ‘Elementare’

DeaR ‘Was My Life a Kohoutek?’

Fernando Fidanza (su testo di Marina Marchesiello), ‘#9’

Resonanz Kreis, ‘Closed Eyes’

P.S.: il tag dei TES per qualche motivo non viene inserito.

SASHA DONATELLI, ‘900, LAGOONA: SINGOLI

Sasha Donatelli

Sentirti Addosso

Un singolo di latin pop danzereccio e discretamente canonico, che inanella il solito campionario di idee e tipici luoghi comuni da tormentone estivo, accompagnato da un video in cui il nostro – ex aspirante calciatore, poi passato alla moda, alla televisione e ora al canto – mostra i pettorali, attorniato da belle ragazze in costume.

A esprimere certi concetti in modo anche solo lievemente diverso o ad aggiungere qualcosa, nemmeno si prova…

‘900

Viaggiare

PM Productions

‘900, al secolo il capitolino Paolo Motta, qui al terzo singolo, all’attivo anche un EP.

Un cantatutorato pop che unisce leggerezza a un bel po’ di ‘mestiere’ (frutto di una solida formazione accademica, oltre che di una propensione naturale alla musica, mostrata fin da bambino).

Il tema del viaggio il nostro lo conosce bene, visti gli anni a cavallo tra infanzia e adolescenza trascorsi in Australia al seguito della famiglia.

L’esito è gradevole, per quanto il titolo e non solo finiscano fatalmente per rimandare al quasi omonimo pezzo della ‘premiata ditta’ Battisti – Mogol.

Il brano, pubblicato nei giorni scorsi su Youtube, al momento non sembra più presente.

Lagoona

Vertigine

Biscottificio Records

Nuovo singolo per questo quartetto umbro – marchigiano (origini tra Perugia e Fabriano), dedito ad un indie – rock se vogliamo abbastanza ‘leggero’: in questo caso, ‘pop’ non è poi una brutta parola…

Affiancato da un video che mescola ambienti domestici e spazi aperti, il pezzo è un messaggio arrabbiato, ma non troppo, al mondo, con qualche riferimento sentimentale, ma tutto il brano ruota in effetti attorno al verso “Ora io voglio solo urlare tutte le frasi che ho tenuto per un anno dentro me”: riferimento – non esplicito, ma probabile – a quanto abbiamo vissuto, e allora forse il pezzo diventa una sorta di inno, in questo periodo di ‘(s)tentata ripartenza’ a guardarsi dentro e intorno e cercare realmente di essere ciò che si vorrebbe.