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VIVA LA LIBERTA’

REGIA: Roberto Andò

Con: Toni Servillo, Valeria Bruni Tedeschi, Valerio Mastandrea, Michela Cescon, Gianrico Tedeschi

Tratto dal romanzo “Il trono vuoto” di Roberto Andò, ed. Bompiani.

Non è per niente un bel momento, quello che sta vivendo Enrico Olivieri, leader del principale partito italiano d’opposizione: si avvicinano le elezioni, il partito lo contesta, gli elettori pure, i sondaggi lo danno come sicuro perdente. Il crollo è dietro l’angolo: il nostro protagonista non ce la fa più e, semplicemente… fugge: se ne scappa a Parigi cercando ospitalità da una ex fiamma di gioventù, ora sposata con un famoso regista e madre di una bambina.
Nel frattempo Andrea Bottini, braccio destro del politico, non sa che pesci pigliare, tra l’incertezza sul destino di Olivieri e la consapevolezza che gli ‘squali’ del partito sono pronti a fargli le scarpe… senonché, la moglie dello scomparso azzarda una soluzione: coinvolgere il suo fratello gemello, valente filosofo con lo pseudonimo di Giovanni Ernani… ma da poco dimesso da un manicomio…
Il resto della storia si scrive da solo, con il ‘sostituto’ a mietere successi e ‘l’originale’ a cercare un nuovo equilibrio, fino a un finale enigmatico, con il costante accompagnamento dell’Overture de La forza del destino di Verdi a dare al tutto un alone di ineluttabilità.

Politica e cinema: un binomio che in Italia ha avuto numerosi predecessori, ma che quando è stato volto in commedia, raramente è riuscito a evadere da una comicità di ‘pancia’ o dalla farsa. Roberto Andò riesce a evitare ogni luogo comune e ogni caduta di stile, confezionando un film divertente, senza scadere nella volgarità, che lascia spazio alla riflessione senza diventare pedante. Un film se si vuole poco ‘italiano’, ma in cui si respira l’aria di altre scuole cinematografiche: c’è la commedia sofisticata ‘alla francese’, rievocata a cominciare dall’ambientazione di una delle due vicende parallele che si alternano nel corso della storia; c’è la migliore commedia americana incentrata sul ‘doppio’ (viene in vagamente in mente Dave – Presidente per un giorno); e c’è, forse, anche un filo della vena surreale che caratterizzava “Oltre il giardino”.

Al centro, un Toni Servillo che monopolizza la scena grazie all’abile destreggiarsi trai due personaggi, sebbene rischi di gigioneggiare un pò troppo in alcuni frangenti dell’interpretazione del filosofo genialoide, rendendo in modo efficace il personaggio del politico, tra volontà di fuga e di vita normale e consapevolezza dei doveri impostigli dal suo ruolo; convincono Valeria Bruni Tedeschi nella parte dell’amore di gioventù e Michela Cescon nel ruolo della moglie che trova forse nel sostituto la promessa di un nuovo amore, di un contatto umano più ‘vero’ rispetto al marito ‘ufficiale’. Valerio Mastandrea, nei panni dello stretto collaboratore di Olivieri che si trova a dover gestire il problematico gemello, come al solito cerca di cavarsi d’impaccio alla meglio, dando la solita idea di quello che è capitato su un set cinematografico più o meno per caso (o per sbaglio). Spicca invece in una piccola parte il novantatreenne Gianrico Tedeschi, noto soprattutto agli amanti del teatro, una carriera lunga oltre sessant’anni (la generazione dei nati a cavallo trai ’60 e i ’70 lo ricorderà forse come protagonista delle pubblicità delle caramelle Sperlari).

Viva la libertà è un film divertente e godibile, che stimola più di una riflessione sulle parole, la comunicazione, il linguaggio dei politici, non lesinando frecciate a un sistema in cui spesso si perde l’obbiettivo di fondo: offrire alle persone dei ‘principi’, degli ‘ideali’ in cui sperare e, giocoforza, vincere le elezioni… il tutto ovviamente con un senso particolare data la fase che siamo vivendo in Italia…