Archive for the ‘Varie’ Category

BUON COMPLEANNO, ROMA

Nonostante tutto… in 2766 anni nei ha viste tante, di cose,  e anche di molto peggiori di quelle che stanno succedendo adesso… e tu sei sempre lì, a guardare tutto  con un sguardo perplesso e probabilmente ironico…

NATI!!!

Si sono schiuse le quattro uova deposte da Aria, con la collaborazione del suo compagno Vento, la coppia di falchi pellegrini che ormai da tanti anni nidifica puntualmente sul tetto della Facoltà di Economia dell’Università La Sapienza. 😀

Qui, news e webcam

http://www.birdcam.it/index.php?act=cam&cam=1

 

HABEMUS BERGOGLIO

Un nome ignorato puntualmente dai media, tanto da essere accolto con un silenzio tra il perplesso e il deluso da parte della Piazza; ma poi a ben vedere l’ultima volta era stato il secondo più votato dopo Ratzinger, e c’è chi suggerisce che avesse addirittura fatto un passo indietro,  chiedendo di non farsi votare.

Non è un italiano come Scola, ma ha il cognome italiano;  non è un europeo, ma nemmeno uno statunitense; non è un Papa ‘di frontiera’, africano  o asiatico, ma viene da un continente pieno di problemi, ma profondamente cattolico.

Non è un francescano come O’Malley, ma si è comunque dato nome Francesco; non è un giovane, e questo è forse il dato che lascia più perplessi: non si capisce bene se si sia voluto scegliere un Papa ‘di esperienza’, che conosce certi ‘meccanismi’ e sa dove intervenire senza sconvolgere tutto, anziché un giovane battagliero, e se piuttosto la scelta di un ‘nome consolidato’ sia il risultato di un compromesso, di un virare verso un altro nome in mancanza di accordo tra gli eventuali vari schieramenti all’interno del Conclave.

Si è presentato in maniera timida, discreta, dando quasi l’impressione di scusarsi: ha chiesto al ‘popolo’ di pregare per lui, ed ha abbassato il capo di fronte alla folla, quasi in un atto di sottomissione di fronte al gregge.

Di lui si dice che giri abitualmente a piedi o sui mezzi pubblici, è risaputo sia tifoso della squadra del San Lorenzo e a poche ore dall’elezione gli piovono già accuse di collusione con la dittatura argentina.

In tutti i casi, una grande sorpresa… o forse no: a ben vedere il suo nome ce l’avevamo tutti davanti agli occhi, abbiamo preferito farci affascinare da altre personalità.

In tutti i casi, il fatto che abbia scelto come nome Francesco, primo Papa a usare questo nome (e primo gesuita a diventare capo della Chiesa cattolica), è fortemente simbolico e programmatico: è un impegno enorme e un carico gravosissimo, perché è la promessa  e la speranza di una Chiesa che guardi con maggiore insistenza agli ultimi, se necessario spogliandosi di ogni inutile orpello: e se pensiamo a tutti gli intrighi, le trame, gli scandali degli ultimi tempi, è un compito improbo: gli auguro con tutto il cuore di riuscirlo ad adempiere…

CONCLAVE

C’è di buono che adesso per qualche giorno le questioni politiche passeranno in secondo piano e tutta l’attenzione si sposterà sul famoso ‘comignolo’ della Cappella Sistina, sul Conclave, sull’elezione del Papa e sulle sue prime parole.

A ben vedere, in un mondo in perenne evoluzione, il Conclave è uno dei pochi ‘riti’ che rimasti praticamente uguali a sé stessi, e questo è in una certa misura rassicurante:  ho sempre pensato che chi si definisce ‘progressista’, paradossalmente sappia apprezzare certi ‘punti fermi’ molto più dei cosiddetti ‘conservatori’, forse perché l’attitudine di questi ultimi a non cambiare mai nulla, a lasciare sempre tutto così com’è alla fine si traduce non tanto nel ‘rispetto delle tradizioni’, quanto in un’abitudinarietà fine a sé stessa… Una società che sia volta al ‘progresso’ è sicuramente auspicabile, ma credo che debbano restare delle ‘travi di sostegno’: per questo il Conclave, nella sua plurisecolare immutabilità, mi affascina; sembrerò fissato (è un mio pallino, lo ammetto), ma vivaddio la lenta salmodia intonata dai cardinali lungo il loro percorso verso la Sistina, non è ancora stata ‘contaminata’, dall’accompagnamento di qualche chitarra strimpellata alla come viene… Pensateci: le scene che vedremo domani, la processione dei cardinali, l’extra omnes, etc… fanno parte di un ‘rito’ che si ripete più o meno sempre allo stesso modo da secoli: è quasi come aprire una porta sul passato (vabbè, sta battuta sa molto di Alberto Angela…).  Forse dipende dal fatto che in fondo per la mia generazione il Conclave è qualcosa che si è visto poco: insomma, nel 1978, il famoso ‘anno dei tre Papi e dei due Conclavi’ io avevo quattro anni, ricordo poco o nulla… Lo stesso discorso dal balcone di Wojtyla lo ricordo per averlo visto decine di volte negli anni successivi, dell’evento in sé non conservo nulla… Poi, il pontificato ‘gigante’ di Giovani Paolo II e otto anni fa, il primo vero Conclave, con tutto il suo fascino… e domani, eccone un altro: quindi concedetemelo, non è che la preparazione del Conclave per me sia qualcosa di abituale… e poi pensateci: nel 2013, il pensiero della Capella Sistina rinserrata e del non sapere nulla di che cosa succede là dentro… ha un suo indubbio fascino, che infatti ha stimolato tanti registi, per lo più intenti a disegnare trame più o meno oscure, con l’eccezione di Moretti che nel suo “Habemus Papam” dipingeva la situazione in maniera molto più ‘umana’.

Sia come sia, ci siamo: a breve avremo il nuovo Papa; dubito già domani nel pomeriggio, sono molto più possibilista sulla mattinata di mercoledì; in tutti i casi, mi stupirei se si andasse oltre due – tre giorni: la ‘mossa’ di Ratzinger ha avuto tra le sue conseguenze quella di far ragionare fin da subito i cardinali sul suo successore; tutto stavolta è stato molto più riflessivo, ponderato, privo di quella sorta di ‘urgenza’, abbastanza consueta quando il Papa, più o meno improvvisamente, viene a mancare.

Finite le riflessioni ‘serie’, anche io mi butto volentieri nel divertente ‘gioco dei pronostici’, nel classico mescolarsi di ‘sacro e profano’, tipico di tutte queste situazioni… Come già è stato più volte osservato, il prossimo Papa dovrebbe essere sufficientemente ‘giovane’ da avere le forze per condurre saldamente le redini della Chiesa;  i cardinali europei e non italiani a quanto pare non vedrebbero di buon occhio un Papa di casa nostra (il più gettonato è l’arcivescovo di Milano Scola) , visti tutto quanto è venuto alla luce negli ultimi tempi: lotte intestine, trame oscure e affari non troppo trasparenti che sembrano tutti legati da lotte tra ‘sfere d’influenza’ di casa nostra; gli italiani da parte loro,  forse non gradirebbero il terzo Papa consecutivo europeo (si fa il nome di Christoph Schonborn, arcivescovo di Vienna) ma non Italiano: ecco allora l’ipotesi affascinante del ‘Papa da un altro continente’: si sono fatti più volte i nomi di Cardinali del NordAmericani: il canadese Ouellet e il newyorkese Dolan sono stai i primi; suggestiva e a suo modo rivoluzionaria l’ipotesi di Sean O’Malley, arcivescovo di Boston; uno che va in giro più col saio francescano che con la livrea vescovile; un Papa francescano sarebbe una vera rivoluzione, una rottura col passato, forse troppo netta. Il vero nome forte d’oltreoceano è quello di Odilo Pedro Scherer, brasiliano e arcivescovo di San Paolo.  Nessuno ha per il momento citato il messicano Francisco Robles Ortega, che potrebbe essere un’ottima via di mezzo ‘geografica’.

Come al solito, c’è poi la fascinazione del ‘Papa nero’: nel Continente africano il maggior indiziato è il ghanese Peter Turkson; la vera sorpresa però potrebbe essere un Papa asiatico: in questo caso, andrebbe citato almeno l’arcivescovo di Manila Luis Antonio Tagle, mentre la sorpresa nella sorpresa potrebbe arrivare nella persona dell’indiano  Baselios Cleemis Thottunkal.

L’elezione sembra comunque caratterizzata da una discreta incertezza: i problemi da risolvere sono tanti e non sembra esserci un punto di riferimento ‘forte’ come a suo tempo fu Ratzinger…  in ogni caso… BUON CONCLAVE A TUTTI.

ARIA E VENTO: PRIMO UOVO!!!

Ci siamo: come ormai puntualmente accade dal 2005, anche quest’annoi falchi pellegrini Aria e Vento sono tornati a nidificare sul tetto della Facoltà di Economia della Sapienza… e oggi Aria ha deposto il primo uovo!!

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ANNIVERSARI

WP mi segnala l’anniversario del mio blog: un anno che sto qui, dunque, sebbene il mio ‘compleanno da blogger’  – il settimo – è caduto a inizio novembre. Sei anni su Splinder, uno su WP. Non nascondo che ogni tanto ho nostalgia di Splinder; lì c’era l’impressione di essere più in un ‘mondo di blogger’, su WP molto appare più freddo, algido, ‘professionale’… Certe ‘consuetudini’, certe ‘conoscenze’ allacciate nella precedente esperienza si sono conservate anche qui; nuove se ne sono aggiunte, c’è sempre un bel feedback insomma. WP ha tante potenzialità (la maggior parte non le uso, qui, pur usando la stessa piattaforma per altre attività), ti permette di seguire meglio i blog che ti interessano, di incrociare  e replicare i commenti… Eppure, l’impressione di fondo di un qualcosa di ‘freddino’ , resta, probabilmente perché WP non nasce certo come una piattaforma un pò ‘cazzeggiona’ come era Splinder, qui obbiettivi e pretese sono di ben altra scala. Senz’altro, hai la possibilità di essere letto da più gente, è un pò come essere passati da una strada provinciale a un’autostrada… Vabbè, andiamo avanti…

UNA SETTIMANA…

Strano: vengo qui, e mi accorgo che è una settimana che non aggiorno… non che sia la prima volta che succede, ma quando accade la cosa mi urta sempre un pò: credo non basti ‘avere un blog’: credo bisogni aggiornarlo, ‘prendersene cura’, insomma… ovviamente compatibilimente con impegni più seri, ma non è che abbia avuto tutto ‘sto gran da fare. Ci sarebbe anche stato di che parlare: la vittoria del Cinque Stelle in Sicilia, l’uragano negli U.S.A., le presidenziali americane in dirittura d’arrivo… Eppure non ho sentito il bisogno di scrivere su nulla di tutto questo, come se il fatto di averne sentito tanto parlare mi avesse in fondo tolto gli argomenti.  Nel frattempo, si avvicina il ‘fatidico’ primo compleanno del mio blog su WP, che si aggiunge ai cinque passati su Splinder…. Vabè, a domani con la consueta serie di recensioni musicali…

L’INCREDIBILE VOLO DELL’ICARO AL CONTRARIO

Sono rimasto affascinato, ieri, seguendo i preparativi per il ‘lancio’ di Dominique Baumgartner: un’interminabile ascesa fino all’inimmaginabile quota di 39.000 e poi il volo, giù, durato appena otto minuti. Otto minuti per percorrere, a una velocità che ha superato quella del suono, una distanza pari a varie volte l’altezza dell’Everest: pensate, 39.000 metri: c’è quasi da non credere perfino che sulla nostra testa abbiamo tanto spazio. Preparazione, esperienza, sangue freddo e quel tanto di incoscienza che in fondo spinge il genere umano a guardarsi attorno, superare i propri limiti, arrivare dove mai nessuno è giunto prima. Un’impresa forse troppo frettolosamente archiviata nel novero delle imprese ‘estreme’, eppure un’impresa che forse avrà bisogno di parecchio tempo per venire superata. Per svariati millenni, il sogno dell’uomo è stato quello di salire sul nel cielo; poi, in un battito di ciglia, siamo passati direttamente dai primi aerei allo sbarco sulla Luna. L’impresa ora diventa il contrario: andare su, su, su e poi gettarsi giù, giù, giù, a capofitto. Credo se ne sia parlato troppo poco e troppo superficialmente: è un’impresa che resterà: il ‘tuffo’ più lungo della storia, fatto da un ‘Icaro al contrario’ che, invece di salire su verso il sole, aveva come obbiettivo quello di raggiungere più in fretta possibile la ‘madre’ terra.

SCUSATE, MA… E I MARO’?

…e i marò? Ve li ricordate, vero? Si, i due soldati italiani al centro di quella intricata vicenda che in India li vede accusati di aver ucciso alcuni pescatori… ve lo ricordate, tutto il casino che venne sollevato riguardo alla vicenda, le manifestazioni, i ‘ridateci i nostri marò’, le magliette con scritto ‘liberate i nostri leoni’, le raccolte di firme, la chiamata al boicottaggio dei prodotti o dei ristoranti indiani… Da qualche tempo, silenzio… Ennesima prova della schizofrenia assoluta dell’informazione, che prima mette certi ‘casi’ in prima pagina e in apertura dei notiziari, li segue per un pò e poi li abbandona, riducendoli a cinque righe o a due parole… I ‘nostri marò’: due – tre mesi fa sembrava questione di vita o di morte, oggi il silenzio totale… Leggo su Internet che a breve comincerà il processo, che qualche prova misteriosamente ‘scompare’: forse questo servirà a far tornare in auge il caso: staremo a vedere, ma il caso è più che mai emblematico, di cosa sia l’informazione oggi…

BUONA PASQUA

A tutti: passatevi serenamente ‘ste giornate… riposatevi e non stressatevi…