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DI QUARTIERI VUOTI E SERVIZI PUBBLICI CARENTI…

Faccio parte della minoranza degli ‘smacchinati’ ovvero: dei non automuniti. Non sto qui a spiegare tutti i perchè e i percome, vi basti sapere che la mia patente pur restando nel portafoglio, una volta presa non è servita fondamentalmente a nulla. Ergo faccio parte di coloro che d’abitudine usano i mezzi pubblici.  Se vi dico che abito a Roma, suppongo possiate immaginare cosa ciò significhi. Significa – e non è la prima volta che succede – uscirsene ad esempio nel primo pomeriggio di una bella domenica mattina per andarsene al cinema… e tornarsene a casa, dopo aver aspettato i mezzi un quarto d’ora buono. Attenzione: non ho detto ‘IL’ mezzo, ho detto ‘I’ mezzi: perché alla fermata dove prendo l’auto io, passano ben quattro linee, ognuna delle quali in questo caso era utile allo scopo (tanto poi avrei dovuto cambiare, per prendere il famoso Tram 8, la cui notorietà ha talvolta oltrepassato i confini cittadini). Sono romano, so come vanno le cose; tuttavia quando mi trovo in queste situazioni allucinanti non posso fare a meno di andare fuori di testa, inveendo contro Alemanno e chi l’ha preceduto: il disastro dei mezzi pubblici a Roma è cominciato almeno 20 anni fa, ai tempi di Rutelli, ed  è proseguito allegramente con Veltroni, Alemanno diciamo che ci sta mettendo del suo, con la ciliegina sulla torta dell’aumento del prezzo del biglietto…  Non ci si abitua mai, a questa situazione. Uno potrebbe anche dire: hai voluto la bicicletta, adesso pedala, ma è un fatto che il sistema del trasporto pubblico a Roma fa schifo; se a una fermata, dove passano 4 linee, in un quarto d’ora non si vede l’ombra di un autobus, c’è qualcosa che non va, e non mi si venga a dire che  ‘è domenica’: questa storia per cui a Roma di domenica il servizio è ridotto è una delle tante prese per i fondelli ai cittadini, visto che di domenica che gente che prende i mezzi è pieno, e vi garantisco che ho visto fermate sovrafollate in attesa di un autobus… Evidentemente però Alemanno e chi l’ha preceduto i mezzi pubblici non li prendono da un pò… Alle spalle però c’è anche un altro problema: il quartiere dove vivo è il Portuense. Intendiamoci, non è un brutto quartiere: ha le sue aree verdi, ospedali a un tiro di schioppo, raramente finisce sulle prime pagine per episodi di criminalità: un quartiere ‘popolare’, ma abitato anche da professionisti. Non ci si potrebbe lamentare, se non fosse che non esistono luoghi di aggregazione, se si escludono le aree verdi di cui sopra, e quale struttura per ragazzini: non cè un cinema, non c’è un teatro (avevano provato ad aprirne uno, di quelli dedicati a produzioni di nicchia, è rapidamente fallito), non un impianto sportivo né un posto dove poter andare ascoltare la musica, non una biblioteca e non parliamo di musei, o luoghi deputati all’arte … nulla, eccezion fatta per un centro anziani,  un paio di teatrini parrocchiali, e qualche sala scommesse / slot. Per il resto, nulla di nulla. Il punto è questo: che in un quartiere (peraltro discretamente popolato) come questo ci dovrebbero essere anche impianti di questo tipo: chi la sera, o nel fine settimana, volesse andare a svagarsi, non dovrebbe essere sempre costretto a usare la macchina (che magari usa tutti i santi giorni per andare e tornare dal lavoro) o affidarsi a un trasporto pubblico i cui standard probabilmente non raggiungono quelli di tante capitali del Terzo Mondo. Insomma, mancano i luoghi di aggregazione e quando si vuole ‘evadere’, spesso non se ne ha la possibilità: se ci fosse un trasporto pubblico efficiente, anche tanti di coloro che hanno la macchina ne usufruirebbero, perché magari nel fine settimana a uno piace pure ‘essere trasportato’, anziché stressarsi ai semafori… Certi servizi ci sono ovunque, non serve andare all’estero, credo che a Firenze, Bologna, Torino, Milano, Palermo, Napoli, Bari, la situazione sia diversa… A Roma, no… il risultato? Il risultato è che il cittadino alla fine è costretto a starsene a casa, davanti al televisore,  o  a uscire per andare a giocarsi i soldi sulle partite o alle slot machine… BENVENUTI NELLA CAPITALE D’ITALIA.

LA NEVE A ROMA…

…tanto bello vederla cadere e imbiancare tetti e monumenti, quanto meno piacevole doverla spalare: abitando all’ultimo piano, me se n’è ammassata un bel pò in terrazzo; avrei potuto lasciarla lì, ma non mi sono fidato di eventuali ‘gelate’, così ieri pomeriggio mi sono armato di secchi e paletta, e sono riuscito a eliminarne la gran parte. Esperienza personale a parte, vorrei fare qualche considerazione su quello che è successo.
Che Roma abbia fatto una figuraccia, è abbastanza assodato, soprattutto a livello nazionale, con i cittadini settentrionali a riderci appresso per quella che può bollarsi come minimo come ‘scarsa previdenza’.
Che qualcosa sia andato storto, appare sicuro, e non mi riferisco a quella percentuale di caos che in una città dove non nevica mai è ampiamente prevedibile e accettabile: mi riferisco invece alle conseguenze più ‘drammatiche’ (gente bloccata per ore sul Grande Raccordo Anulare), o comiche, come le pale per spazzare distribuite in piazza.
Qualcosa nella ‘catena di comando’ deve essere andato storto. Il sindaco Alemanno ha sicuramente delle colpe, se non dirette, almeno indirette: il suo scaricare la colpa sulla Protezione Civile appare mettere in mostra un nervo scoperto.
La questione dei millimetri di pioggia che si trasformano in centimetri di neve appare ridicola, i casi sono due: o alla Protezione Civile non hanno pensato a informare di quella ‘traduzione”, o al Comune di Roma manca gente competente che sappia che un conto sono i millimetri di pioggia, un conto i centimetri di neve.
Il duetto visto oggi pomeriggio dalla Annunziata ribadisce le posizioni: secondo Alemanno la Protezione Civile non è stata abbastanza chiara nell’illustrare i rischi, secondo Gabrielli il Comune di Roma e gli altri enti coinvolti non hanno colto la gravità.
Il problema secondo me è che un sindaco non può affidare tutto a ciò che gli dice la Protezione Civile: che a Roma sarebbe nevicato era dato praticamente per sicuro dalla stragrande maggioranza delle previsioni metereologiche degli ultimi giorni (a proposito: mi chiedo quanti automobilisti siano stati tanto previdenti da mettere le catene nel portabagagli per ogni evenienza: è lo stesso discorso del sindaco, non si può affidare la propria esistenza agli altri, sarebbe il caso di usare autonomamente il cervello, ogni tanto…); allora, a prescindere da ciò che dica la Protezione Civile, se io sono un sindaco e in certe situazioni ho una responsabilità, prendo comunque dei provvedimenti a prescindere: se non altro, tengo pronti a entrare in azione in qualsiasi momento gli spazzaneve per liberare il Raccordo e le arterie stradali più importanti, e faccio spargere il sale prima, poi se nevica, bene, sennò, sono stato comunque previdente; e, aggiungerei, cerco di fare in modo che i mezzi pubblici siano anch’essi dotati di catene e funzionino a dovere (ieri, il giorno dopo la nevicata, mi risulta che di auto ne girassero ben pochi). Non si può pendere dai comunicati della Protezione Civile: sarebbe il caso, ogni tanto, di accendere il cervello e agire per cavoli propri (il sindaco ne ha il potere); non è una questione di chissà quale livello tecnico, sarebbe bastato un pò di buon senso. Cosa della quale evidentemente il sindaco di Roma non è granché dotato.

P.S. In tutto questo casino sollevato su Alemanno, ci si sta dimenticando di quell’altro genio di Moretti, l’A.D. di Ferrovie dello Stato:  i casi di passeggeri restati per ore bloccati sui treni sono allucinanti, ma  naturalmente si giustificherà il tutto con ‘l’eccezionalità delle condizioni’…