LO STRANIERO, “FALLI A PEZZI!” (AUTOPRODOTTO / LIBELLULA MUSIC)

Il titolo è un’esortazione, forse detta fra sé e sé: i dieci pezzi che compongono il terzo disco de Lo Straniero nelle parole della band riprendono e concludono una trilogia dedicata alla ‘fuga’.
Non è un caso che il pezzo di apertura, ‘Milano Sanremo’ rievochi la classica del ciclismo, sport in cui la ‘fuga’ (verso la vittoria) è uno dei momenti topici.
Eppure i protagonisti del disco con le loro storie, i loro momenti soprattutto, sono tutt’altro che agonisti, tanto meno vincenti.
“Falli a pezzi!” è piuttosto un disco dedicato agli ‘irrisolti’: gente che non sa, non può o non vuole trovare una ‘strada’ e che sogna, appunto, fughe da Milano al mare sanremese, dove nessuno sa chi siano o cosa facciano.
L’affetto, che fa capolino di tanto, può essere un luogo di protezione, ma non risolve
Persone che alla fine non hanno forse trovato un’identità, finendo a volte per farsi travolgere dagli eventi.
Indie – elettronica con sfioramenti hip hop, e quindi si va a lambire il trip hop, episodicamente a sconfinare sul dancefloor, con qualche vaga somiglianza con l’elettroclash che andava di moda ormai un po’ di tempo fa.
Vengono in mente i mai dimenticati (almeno da me), Ustmamò, anche per la voce intrisa di dolcezza di Federica Addari, componente femminile di un doppio cantato femminile – maschile.
Un disco da ascoltare in riva al mare, circondati da futile allegria, mentre non si sa che fare della propria vita.

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