ISAAC, “SIBILO” EP

Secondo EP per Isaac, ovvero Marco Prestanicola, romano, studi da tecnico del suono, un’ammirazione dichiarata per James Blake e Bon Iver, riferimenti che si affiancano a progetti come Apparat e Applefish, oltre a, in ambito televisivo, “Lost” o “BoJack Horseman”.

Cinque brani dal mood malinconico, a tratti dolente (si parla, tra l’altro, di solitudine o di occasioni perse nei rapporti con persone importa), per un lavoro dominato da una vocalità costantemente filtrata da effetti (ogni tanto giova ricordare che l’elettronica non serve solo a camuffare certi evidenti limiti), che si staglia su tappeti costruiti da synth e ulteriori strumenti elettronici.

L’esito è la costruzione di una sorta di ‘altrove’ da cui arrivano le parole, spesso quasi sussurri, di Isaac, una dimensione onirica, a tratti siderale, suggestioni che sullo sfondo evocano quasi l’effetto di una risacca.

Jeff Buckley per un verso e Thom Yorke in un altro finiscono per essere le coordinate abbastanza immediate di un lavoro che fonde indie ed elettronica in modo abbastanza efficace, in cui il fluire dei cinque pezzi, privo di sostanziali ‘cesure’ dà l’idea di trovarsi a una sola, lunga composizione.

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