FUSARO, “DI QUEL CHE C’È NON MANCA NIENTE” (LIBELLULA MUSIC / VERTIGO)

Fabrizio Fusaro, cantautore poco più che ventenne originario della provincia torinese, si è già fatto conoscere e apprezzare da qualche anno, arrivando ora al traguardo del primo disco.

“Di quel che c’è non manca niente” era un modo di dire del nonno del cantautore: scelta non casuale, dato che tutto il disco è intriso di una ‘famigliarità’, dell’affetto per persone e luoghi del passato dell’artista, dell’infanzia un po’ più frequentemente, ma non solo.

C’è tutto un immaginario costruito sulla vicenda biografica dell’artista: il nonno appare tra le righe una figura importante (non solo per il titolo: uno dei brani è stato ricavato da certi suoi ritagli di giornale), ma c’è spazio per una dedica al fratello sull’onda dei ricordi d’infanzia e tutta la dimensione domestica, anche rappresentata dalla stessa casa come luogo fisico acquisisce un peso specifio decisivo lungo i nove pezzi presenti; non mancano parentesi dedicate alle relazioni sentimentali, forse (ipotizzo) viste come un percorso lungo il quale costruire una nuova ‘casa’, un nuovo luogo degli affetti.

Il tutto è proposto in uno stile comune a quello di molto giovane cantautorato degli ultimi tempi (con tutti i debiti distinguo, il rappresentante più noto del filone attualmente è forse Diodato): c’è l’amore per le parole, la scelta delle immagini, delle allegorie (non scontato il ricorso in un paio di episodi a metafore sportive che in Italia possono rischiano sempre di essere un’arma a doppio taglio, in genere evitate dai cantautori ‘seri’), in un disco dominato da un’atmosfera un po’ plumbea, a tratti quasi dolente, sul filo della nostalgia, il cantato costantemente dimesso.

Un lavoro intimo, raccolto, nel segno dell’essenzialità dei suoni, con voce e chitarra con synth percussioni e sonorità ‘d’ambiente’ a fare da sostegno, con discrezione.

Viene forse da pensare che un tantino di ‘vivacità’ in più non avrebbe guastato, ma il disco risulta comunque solido e forte comunque di una sua coerenza di carattere e umore.

4 responses to this post.

  1. Ma in bocca al lupo!

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  2. Mi dispiace sembrare polemica, ma forse un po’ più… come dire… ritmo. Boh forse non è il mio genere quindi non riesco ad apprezzare… 😑😑😑

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