SPIRYT, “SPIRYT” (SEAHORSE RECORDINGS

Il francese (del sud) Jean-Luc Courchet riprende l’attività musicale dopo uno iato di ben 15 anni, alle spalle quasi un decennio di carriera nei No Answer (tra anni ’80 e ’90) e poi da solo fino ai primi anni 2000.

Disco interamente strumentale, in cui dominano atmosfere goticheggianti e ascendenze medievali, tra suggestioni da cattedrale e paesaggi incontaminati.

Incombe, e non potrebbe essere altrimenti, la presenza dei Dead Can Dance, a campeggiare su un panorama di riferimento che può includere tutta la scena storica scena gothic, o ‘dark’.

La scelta di dedicarsi ai soli strumenti non può che ricondurre a suggestioni da colonna sonora cinematografica, in 14 composizioni fortemente giocate sul lavoro percussivo, più o meno sintetico, sul quale si innestano fini tessiture di synth.

Le atmosfere avvolgono e coinvolgono, anche se in alcuni frangenti si ha l’impressione di trovarsi di fronte a composizioni per certi versi appena ‘abbozzate’, che con l’inserimento di qualche suono in più (archi soprattutto, ma anche qualche fiato) avrebbero potuto avere uno sviluppo più compiuto.

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