FALLEN “NO LOVE IS SORROW” (AOSMOSIS RECORDS)

Nuovo lavoro per Fallen, progetto portato avanti dall’artista precedentemente fattosi conoscere come The Child of A Creek.

Sei le composizioni presenti, come di consueto strumentali, formula più o meno invariata rispetto ai precedenti lavori dello stesso compositore: ci si addentra in territori al crocevia tra un filone che mescola rarefazioni ambienti e ripetizioni dai caratteri minimalisti con l’intensità di certe ispirazioni gotiche, in un insieme sonoro che affonda le proprie radici nella lezione impressionista.

Prevalgono le atmosfere dilatate, a tratti liquide, frutto di una strumentazione variegata in cui trovano spazio tappeti sintetiche, chitarre e batterie passate attraverso processi elettronici, la concretezza ‘materiale’ del pianoforte, l’afflato rasserenante, ma più spesso malinconico, dell’oboe, spezie dal lontano oriente apportate dai suoni del santoor o del koto.

Il titolo non lascia molto spazio all’immaginazione: le atmosfere sono dominate da un velo di malinconia che talvolta diviene un più pesante drappo; i titoli dei singoli brani vanno riportano suggestioni di sguardi verso l’infinito (Eyes like windows), sprazzi di luce (Shimmering), l’incontro tra elegia e carnalità (Soft Skin, Eternal Verses), fino al finale di un New Beginning che alla fine sembra comunque aprire la speranza alla fine di un percorso travagliato.

Un lavoro che come i precedenti ondeggia tra la difficoltà di una formula sonora che per la sua natura sperimentale richiede all’ascoltatore meno ‘pratico’ di tali territori uno ‘sforzo intellettuale’ in più, e la forza delle suggestioni che alla fine consentono più o meno a chiunque di lasciarsi andare.

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5 responses to this post.

  1. No l’idea di sforzi intellettuali mi è proprio difficile.
    Ma vorrei chiederti tutti questi autoprodotti hanno davvero un senso non sono un po’ come quelli che pagano per farsi pubblicare un libro cioè lasciano il tempo che trovano?
    E soprattutto pensavo con la possibilità di avere un canale YouTube perché farlo?
    Sherabuonagiornatadiparesole

    Rispondi

    • Beh, il principio è abbastanza diverso, perché poi fondamentalmente il disco te lo suoni e te lo ‘costruisci’ tu: poi puoi appoggiarti a qualcuno per la promozione e la possibile distribuzione ‘fisica’, o scegliere di restare sulle piattaforme specializzate come Soundcloud o Bandcamp; l’autoproduzione è – ‘investimento su sé stessi’, non paghi qualcuno e hai il totale controllo della tua opera…

      Rispondi

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