STATO BRADO, “COSA ADESSO SIAMO” (NEW MODEL LABEL)

Seconda prova sulla lunga distanza per i livornesi Stato Brado, che raggiungono il traguardo a circa quattro anni dall’esordio, avendo nel frattempo pubblicato un EP.

“Cosa adesso siamo”: un ‘punto della situazione’, si potrebbe dire, affidato alla galleria dei protagonisti dei dieci brani presenti, spesso – anche se non sempre – fotografati in momenti particolari della propria esistenza: c’è chi è allergico alle responsabilità e sogna una fuga ‘definitiva’; chi quella fuga l’ha tentata, non avendo il coraggio di portarla fino in fondo e se ne sta tornando a casa, con più dubbi di prima; il chiamato alle armi che decide di opporsi a un destino già scritto.

Chi di spezzare le catene di un’esistenza apparentemente ‘normale’ non ha saputo immaginarlo, fino ad arrivare al ‘punto di rottura’ che l’ha portato nella cronaca nera dei giornali; lo scommettitore incallito che a uscire dalla sua situazione non ci pensa nemmeno, alla continua ricerca dell’emozione della vittoria.

Aleggia un’atmosfera di rimpianto, il filo conduttore di un tempo che passa senza fare sconti, al quale può resistere solo chi sa prendere realmente in mano le redini della propria esistenza; ma di fronte al quale l’uomo comune il più delle volte desiste. Un’amarezza che trova il suo compimento nel brano finale: l’attesa di una ‘svolta’ che non arriva mai che porta a perdere di vista le vere occasioni che capitano lungo il cammino, apparentemente trascurabili.

Gli Stato Brado sfruttano la loro consistenza ‘bandistica’ – sono in sette – per dare vita a un lavoro che se nelle parole induce a una riflessione agra, nei suoni spesso e volentieri si colora di toni luminosi e sgargianti, mentre il cantato volge spesso e volentieri il tutto verso l’ironia, il sarcasmo: non è un caso se nel lavoro trova spazio anche una dedica a Ivan Graziani, uno che del continuo contrasto tra la riflessione e lo sguardo ironico ha fatto un’arte.

Folk semiacustico e tradizione popolare, momenti di raccoglimento cantautorale e accenni da marching band jazzistica nel lavoro di un gruppo già rodato che fa pensare, con un sorriso.

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