RIFORMA, “CIAO CARISSIMO” (AUTOPRODOTTO / LIBELLULA MUSIC)

Il titolo, del disco e della title track che lo apre, fa riferimento a certe formule di saluto tanto gentili quanto false, simbolo dell’ipocrisia che caratterizza le relazioni interpersonali in certi ambienti… parte da qui, il trio dei Riforma, per il loro esordio sulla lunga distanza, alla fine di varie vicissitudini che li hanno portati dalla natia Grosseto a Milano dove è stato realizzato il disco, per lo più in presa diretta, rispondendo a una necessità di immediatezza, urgenza di comunicare suoni e idee con meno filtri possibili, comune a molti esordienti.

I Riforma tra l’altro proprio esordienti non sono, dato che girano da oltre una decina d’anni e alle spalle hanno perfino un precedente disco d’esordio, mai pubblicato, dal quale ai tempi vennero estrapolati un paio di singoli.

Formazione essenziale: tre + due collaboratori esterni per un lavoro all’insegna di un pop / rock abbastanza ‘generico’ per quanto comunque gradevole, lievi abrasioni indie, vaghi ardimenti hard rock, spore new wave sparsi lungo lo snodarsi degli otto brani presenti, interamente attraversati da una certa vena cantautorale.

Luca Berti intona con personalità (mantenendo una certa compostezza umorale, senza mai cedere troppo alle emozioni), testi che, ad eccezione della title track, sembrano più improntati all’interiorità che non allo sguardo sul mondo circostante; ci sono certo, alcuni episodi dedicati alle immancabili traversie sentimentali, ma la cifra del disco è quella della riflessione, del fermarsi a fare i conti con sé stessi, tirando le somme.

Quando i meno sembrano superare i più, l’insoddisfazione si fa strada e si ha la tentazione di fare un passo di lato rispetto allo scorrere degli eventi, ma si conclude che in fondo tutto è in gran parte frutto delle proprie scelte e che cambiare percorso è più che altro una questione di volontà.

“Ciao Carissimo” è un disco d’esordio di una band che ha già un bel pezzo di strada alle spalle, e che quindi non risente delle incertezze tipiche di tanti primi dischi; tuttavia, tra le righe, si avverte forse la necessità di marcare ulteriormente la propria impronta stilistica.

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2 responses to this post.

  1. Mi sono esercitata a dire Ciao carissimo oppure carissima in mille modi e tutti mi suonano falsi …forse per questo è una formula di saluto che non ho mai usato?

    Sheralloraciaocarissimissimo

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  2. Ps nn ho fb dunque nn posso accedere

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