FUMETTAZIONI – 3

Terzo appuntamento con le letture disegnate più recenti.

UACK! 24

Uack! cambia formula: da mensile passa a bimestrale e, non più dedicato alla sola opera omnia di Carl Barks, si apre ad altri autori: il nuovo sottotitolo fa infatti genericamente riferimento a Paperopoli.
L’Uomo dei Paperi continua comunque a farla da padrone, ma in questo caso il vero gioiello è Sua Maestà de’ Paperoni, interamente firmata da Don Rosa, in cui il nostro finisce per rendere la collina su cui sorge il deposito un vero e proprio Stato indipendente – una monarchia, ovviamente – con tutte le conseguenze del caso. Voto: 7,5

 

SHADE THE CHANGING MAN VOL.9: LA VITA E’ BREVE

Shade all’Inferno per ‘recuperare’ il suo defunto amore… e in seguito a fare i conti con un figlio che cresce, invecchia e trapassa nel giro di qualche giorno.
La serie scritta da Peter Milligan in pieni anni ’90 si sarebbe dovuta in realtà chiudere col numero 50, pubblicato nel precedente volume di questa serie di ristampe; tuttavia il successo raggiunto spinse l’editore prima e lo scrittore poi a proseguire: il livello continua ad essere elevatissimo, le situazioni del tutto deliranti (e non poteva essere altrimenti, per una serie che faceva della ‘follia’ il suo perno centrale), i disegni, curati da Paul Jenkins e Mark Bukingham, efficacissimi nell’accompagnare i contenuti.
Voto: 8

 

THE BOYS 41

Le cose cominciano ad andare veloci. Decisamente, veloci: la corsa verso il finale è cominciata e non potrà arrestarsi che dopo il confronto finale coi ‘super’; è il momento quindi di sistemare le ultime questioni in sospeso, mentre è chiaro che qualcuno finora si è mosso nell’ombra per rendere inevitabile lo scontro e trarre vantaggio dalla distruzione reciproca dei combattenti. Voto: 7

 

CAPITAN AMERICA: A CHE PREZZO LA GLORIA?

Uscita recentemente nella collana Marvel Best Seller, questa miniserie vede Steve Rogers prendere decisamente la scena rispetto alla sua controparte in costume: gangster e belle ragazze in pericolo per una storia scritta dall’ottimo mestierante Bruce Jones e disegnata con tratto gradevolmente retrò da Steve Rude, già maestro della sci-fi fumettistica col suo Nexus. Voto: 7

 

 

THE WALKING DEAD 41

Una nuova, inquietante, minaccia all’orizzonte (per gli appassionati della serie tv: il fumetto la precede di parecchio, con storie e personaggi sono sviluppati in modo in buona parte diverso), ma soprattutto, la continua ricerca di una disperata ‘normalità quotidiana’: le parole di Robert Kirkman e i disegni a firma Charlie Adlard e Stefano Gaudiano ci dicono che i protagonisti di The Walking Dead vorrebbero vivere facendo finta che nulla sia cambiato, che nonostante il ritorno a una sorta di Medio Evo, e la minaccia costante degli zombie, sia possibile vivere ‘come prima’. Desiderio che si scontra con la realtà di un mondo dove, volenti o nolenti, la violenza è diventata un elemento fondante. Persone comuni, i protagonisti di TWD non possono più esserlo: se nel ‘mondo di prima’ le convenzione sociali imponevano la tolleranza, la sopportazione, il controllo dei propri istinti, in quello del ‘dopo’, per quanto si faccia finta che non sia così, certe regole sono venute meno e il ‘mors tua, vita mea’, letteralmente, diventa alla fine l’unica regola fondante di una società in cui l’imperativo è sopravvivere. Voto: 7,5

 

LA VEDOVA NERA 10

Si conclude la ‘maxiserie’ (20 numeri) firmata da Nathan Edmondson (storia) e Phil Noto (disegni) dedicata alla superspia della Marvel: quella che poteva essere poco più che un’appendice si trasforma forse nel momento più crudo e crudele dell’intera serie: ancora una volta un episodio del passato della Vedova, forse il più definitivo, che dà tutta la dimensione della disperata necessità della protagonista di espiare tutte le nefandezze compiute in passato, tema portante della serie. Voto: 7,5

 

SECRET WARS 7

Dopo un paio di numeri di nulla assoluto o quasi, stavolta finalmente succede qualcosa: in sintesi, cominciano le mazzate, con un tutti contro tutti che avvia il rush finale della miniserie; il problema è che mentre fino a qualche tempo fa le miniserie principali di questi megaeventi potevano essere lette e godute tranquillamente a sé, negli ultimi casi capire cosa sta succedendo senza aver letto ciò che è successo contemporaneamente su almeno un’altra mezza dozzina di testate comincia ad essere difficoltoso: mossa ‘paraventa’ per costringere il pubblico a comprare decine di albi per poter seguire degnamente l’evento… Voto: 6
In appendice uno scontro tra Silver Surfer e il Maestro (versione futuribile di Hulk) – Voto: 6 – e un’altra breve storia dedicata ad una versione aggiornata di Milly la Modella, personaggio proveniente dalla preistoria della Marvel. Voto: 6.

 

AGE OF ULTRON VS MARVEL ZOMBIE 4

Numero conclusivo per una delle miniserie ‘di contorno’ al megaevento Marvel Secret Wars. Una grande occasione persa, al momento la pietra tombale sull’idea dei supereroi in salsa non morta, qui privati di tutto il loro potenziale orrorifico e ridotti a poco più che macchiette. La scrittura di James Robinson totalmente priva di inventiva, i disegni di Steve Pugh nulla più che ordinari.
Voto: 5

AFinale anche per l’altra miniserie che ha occupato l’albo, dedicata alla cacciatrice del soprannaturale Elsa Bloodstone, anch’essa alle prese con orde di morti viventi; Simon Spurrier fa sfociare in uno psicodramma famigliare figlia – padre trito e ritrito, ma almeno gli si deve dare atto di aver cercato, nel corso dei quattro numeri, di dire qualcosa di più sulla protagonista. Un passo indietro invece per i disegni di Kew Walker, in questo quarto numero decisamente frettolosi. Voto: 6

 

GLI INCREDIBILI X-MEN 310

Giungono a conclusione le tre miniserie e serie ospitate finora, tutte più o meno legate al megaevento Secret Wars.
In Anni di un futuro passato, la scrittrice Marguerite Bennett appare evidentemente costretta dalle necessità editoriali a tagliare corto, senza poter sviluppare pienamente una storia già di per sé non originale, corredata dai disegni non entusiasmanti di Mike Norton. Voto: 5,5

I disegni, almeno dotati di un filo di originalità, sono l’unico motivo di soddisafazione legato a E come Extinzione, che per il resto è accomunata alla miniserie precedente dal fatto di essere poco più che una variazione sul tema, un divertissement fine a sé stesso.
Voto: 6

Diverso il discorso per la serie dedicata a Magneto, che giunge a conclusione col ventesimo numero qui pubblicato: forse la migliore pubblicazione Marvel degli ultimi due anni: Cullen Bunn è riuscito a mantenere a buoni livelli la sua scrittura per la maggior parte della durata – eccezionali i primi 10 – 12 numeri – anche se in seguito si è avvertita forse un po’ di stanchezza; gli ultimi 4 numeri, col protagonista impegnato ad affrontare la catastrofe incombente su tutto l’universo Marvel, sono stati ovviamente una scelta obbligata, che Bunn ha comunque saputo gestire meglio di altri, specie nell’ultimo e ‘definitivo’ numero.
Voto all’intera serie: 7,5

 

FABLES: FELICI E CONTENTI

Tutte le storie, per poter essere definite tali, devono finire: anzi, è proprio la parola ‘fine’ a rendere una tale una storia, non importa quando arrivi, l’importante è che arrivi.
Certo, la parola ‘fine’ lascia sempre un po’ di amarezza, di tristezza, dovuta all’abbandono dei personaggi che si sono seguiti.
“Fables” è giunto alla conclusione: 150 numeri, al ritmo di uno al mese, fanno quasi 13 anni di vita, che per il mondo dei fumetti costituiscono una durata degna di nota, in effetti.
Tanto più che “Fables” non è stato certo un fumetto ‘mainstream’, pur avendo raccolto lungo la strada schiere di appassionati; il principio, se vogliamo un ‘uovo di colombo’: i personaggi delle fiabe nel mondo reale… se qualcuno pensa a “Once upon a time” certo ci azzecca, se non fosse che Fables è cominciata ad uscire nel 2002, una buona decina d’anni prima della serie che – pur sviluppandolo in modo decisamente diverso – ne ha ripreso le basi.
Tredici anni sono un periodo discretamente lungo anche nella vita di un essere umano: se facciamo due conti e con un po’ di ottimismo, equivalgono a circa 1/7 di un’esistenza…
In Italia ha avuto varie vicissitudini, causate dal sorgere e tramontare di varie case editrici, ma fortunatamente sono riuscito ad accumulare tutti e 150 i numeri… almeno credo, forse me ne è sfuggito qualcuno, ma su 150 un piccolo ‘buco’ ci può stare…
Bill Willingham ha avuto un’idea geniale, ma la bravura vera è stata quella di riuscire a portarla avanti per quasi 13 anni con rari cali di tensione; Marc Buckingham, uno dei migliori disegnatori degli ultimi venticinque anni, ha guidato un team eccellente che ha garantito un livello elevato anche dal punto divista grafico, regalando una serie che, almeno per quanto mi riguarda, rientra direttamente nel mio Olimpo fumettistico personale.
Fables è finita. Viva Fables.
Voto (stavolta a tutti i 150 numeri): 9

 

Annunci

5 responses to this post.

  1. Posted by Luigi on 3 maggio 2016 at 07:06

    io sono fermo a TEX WILLER e ZAGOR…fai un pò te….
    off topic
    se domenica battiamo il Napoli, sai che regalo vi facciamo???

    Rispondi

  2. Posted by Luigi on 4 maggio 2016 at 07:14

    ci ha vinto l’Udinese col Napoli..e poi a voi basta che pareggi, e siete secondi…secondo me non perdiamo domenica…

    Rispondi

  3. Sono quasi imperdonabile ma non dimentica.
    Chi si stanca di volere, vuole
    sheràbientot

    Rispondi

  4. ops ‘chi si stanca di volere ecc era nella memoria 😦

    Rispondi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: