RELATIVITY

Uno spettacolo teatrale dedicato alla Teoria della Relatività è un’idea originale e anche discretamente stuzzicante, dato che a dirla tutta fare incontrare scienza e letteratura è impresa discretamente ardua (per quanto già tentata in precedenza, a cominciare dalla Vita di Galileo di Brecht), perché a dirla tutta in genere i due mondi tendono a guardarsi discretamente in cagnesco…

In questo a caso a cimentarsi nell’impresa, portando in scena lo spettacolo scritto e diretto da Lorenzo Cognatti, sono i ragazzi del Teatro della Bottega, realtà che dà qualche anno cerca di offrire un luogo di aggregazione culturale a una zona di Roma – quella del Portuense – che soffre da anni di una cronina mancanza di strutture di questo tipo: per intenderci, l’unico cinema che avevamo a disposizione è chiuso e in stato di abbandono da anni.

Il tema non è facilissimo, anzi: a dirla tutta piuttosto complicato, poiché richiede all’uomo ‘comune’ un discreto sforzo di ‘astrazione’ e, come viene più volte sottolineato nel corso dello spettacolo, di fantasia e immaginazione; ,on si tratta certo di uno spettacolo con intenti pedagocici ed educativi: per quello basta recarsi nella più vicina libreria, se si è mossi da un’adeguata curiosità: il tentativo appare in realtà proprio quello di incuriosire lo spettatore, magari spingendo coloro frequentano meno certi temi ad approfondirli.

Così, un’esile traccia narrativa ci porta da Galileo ad Einstein passando per Newton, raccontandoci di uomini che, non accontendandosi delle verità imposte dall’Accademia (o dalla religione), scorgono delle falle in ciò che viene considerato come un dato acquisito, usando la propria immaginazione per escogitare nuove soluzioni.
I cambi di scena, il mostrare avvenimenti che si svolgono in contemporanea, induce lo spettatore a familiarizzare col concetto di “Relatività”, il cambio di prospettiva sui fatti in base all’osservatore.
Ampio ricorso a situazioni comiche, ma a farla veramente da padrone sono le musiche, da Rimskij Korsakov ai Pink Floyd, all’immancabile omaggio al Bowie di Space Oddity, passando per una manciata di brani storici della canzone italiana, coi testi rivisitati per l’occasione in chiave filosofico / scientifica; il tutto condito con alcuni momenti di danza e con una parentesi ‘metateatrale’, con i quattro attori (tre ragazzi e una ragazza) in scena che spesso e volentieri cercano, trovandolo, il contatto e il dialogo diretto col pubblico.

Durante l’ora e un quarto di durata si ride spesso e volentieri, ci si lascia trasportare dalle musiche e suggestionare dai momenti di danza, senza dimenticare che in fondo al di là dei gusti, è importante sostenere iniziative come questa, che cercano di tenere vivo un quartiere che, per quanto lontano dal degrado di certe periferie estreme, sotto il profilo culturale rischia spesso il letargo totale.

 

Relativity va in scena fino all’8 maggio nei fine settimana: il sabato alle 21.00, la domenica alle 18.30.

Il Teatro della Bottega è in via Leopoldo Ruspoli 87, al Portuense.

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3 responses to this post.

  1. La tua recensione mi sembra molto interessante e penso che domani a mente libera mi informerò meglio intendo sulla durata della programmazione.
    Buon…giorno.

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