FILIPPO DR. PANICO, “TU SEI PAZZA” (FRIVOLA RECORDS)

Filippo Dr. Panico L’attitudine priva di filtri, un filo sgangherata, spesso e volentieri dissonante del punk che incontra le canzoni italiane da radio commerciale.

Filippo Dr. Panico nasce in Basilicata, respira musica fin da bambino (il padre organizzava concerti di musica classica e colleziona strumenti), durante la prima giovinezza si butta sul punk, si trasferisce a Roma dove nel corso delle ore passate a lavorare in una pizzeria d’asporto, assume – più o meno volontariamente – corpose dosi delle classiche hit radiofoniche italiane.

Un primo disco, “So’ ragazzi”, registrato praticamente solo in casa e ora – a tre anni circa di distanza – il secondo lavoro, registrato per lo più in presa diretta presso lo studio Hombre Lobo, all’interno del celeberrimo centro sociale capitolino Brancaleone.

Dieci brani che, appunto, finiscono per essere una sorta di versione punk della radiofonia tricolore: canzoni d’amore – tra fughe e ritorni, complicazioni, insicurezze, incomprensioni e traversie assortite – all’insegna di emozioni che, alla compostezza tipica di certi cantanti, preferiscono lo sbraitare dietro al microfono; sentimenti filtrati attraverso uno sguardo ironico, sardonico, spesso corrosivo. La proverbiale accuratezza degli arrangiamenti sostituita dallo sferragliare delle chitarre, arricchite talvolta dall’uso dei fiati; ritmi sostenuti ma non troppo, talvolta in levare, un incedere zoppicante, una veste sonora un filo trasandata, che però alla fine – proprio come nella migliore tradizione tricolore – non perde mai di vista il lato melodico della faccenda. Disinvoltura vagamente alcolica, incurante delle conseguenze.

L’esito è un disco strano, vagamente disorientante: Filippo Dr.Panico scherza ma non troppo, prendendo continuamente di mira la ‘tradizione’: da Massimo Ranieri a Luca Carboni, da Venditti a Cocciante, in quello che alla fine si trasforma in un omaggio (volontario?) a quella canzone che, pur non avendo ricevuto il bollino di ‘d’autore’, ha finito in fondo per far parte a pieno titolo del patrimonio sonoro nostrano.

In una terra parallela, insomma, le canzoni di Filippo Dr. Panico entrerebbero di diritto nelle heavy rotation di quelle radio che fanno da sottofondo alla spesa, ai trasferimenti in auto, alle faccende di casa… se solo in Italia non ci fosse questa fissazione per la forma e gli arrangiamenti fin troppo leccati; per chi ha un palato meno ‘plastificato’, le canzoni di Filippo Dr. Panico costituiscono un’efficace alternativa di accompagnamento quotidiano.

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3 responses to this post.

  1. Accidenti mi hai fatto un complimento non da poco!!!
    Sherasenzacuoriaggiunti

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