NA ISNA, “UN DIO FURIOSO” (AUTOPRODOTTO / LIBELLULA MUSIC)

Na Isna A leggere le note di accompagnamento dell’esordio dei modenesi Na Isna (il nome deriva da quello del frontman, originario della Guinea Bisseau), si ha l’impressione che il ‘dio furioso’ del titolo non sia solo la natura, che esercita la sua potenza attraverso la furia degli elementi, ma qualcosa di più articolato, il complesso di situazioni che ci si trova ad affrontare giorno dopo giorno.

Il ‘dio furioso’ è, insomma, l’esistenza stessa, che mette le persone davanti a difficoltà continue, dal proprio personale vissuto, ai ‘massimi sistemi’.

I rapporti interpersonali, quelli con sé stessi e col mondo che ci circonda: ogni momento è una lotta per non soccombere, abbattere dal rimorso, dai rimpianti, dalle occasioni perse, o dal senso di impotenza davanti a ciò che succede nel mondo, alla forza della ‘Storia’ che quando troppo presto dimenticata ripresenta puntualmente il conto, spazzando via troppe amnesie ‘di comodo’, come sta venendo col fenomeno epocale delle migrazioni.

Concetto di fondo per espresso in dieci pezzi nel corso del quale la scrittura dei Na Isna trae ispirazione dai versi Rimbaud, Dylan Thomas (in due occasioni), Andrea Zanzotto, cercando nel resto del disco la strada per dare forma compiuta alla propria vena cantautorale.

Il quintetto modenese ricorre ad un campionario sonoro in equilibrio tra folk dai contorni intimisti e raccolti e – più spesso – una più accesa vena indie, all’insegna di sonorità scabre, a tratti caratterizzate da una ruvidità che sfiora il noise, affidandosi talvolta a muri sonori in crescendo, sostenuti da un campionario strumentale che a fianco della chitarre predominanti accosta fiati, archi, synth, componenti elettroniche, anche grazie al contributo di un paio di musicisti ospiti.

“Un dio furioso” appare un esordio riuscito, il lavoro di una band alla ricerca della chiusura del proprio cerchio stilistico, dell’equilibrio tra le varie componenti della propria proposta, della realizzazione compiuta delle proprie potenzialità.

Chi è curioso, può ascoltare su Soundcloud.

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