GIANCARLO FRIGIERI, “TROPPO TARDI” (NEW MODEL LABEL / CONTRORECORDS)

La poetica della sconfitta, variamente declinata: accettazione quasi fatalista, occasione per mettere un punto e ricominciare da capo, annegamento in un mare di rimpianti…

“Troppo tardi” diviene così un titolo che della questione sembra guardare più le luci delle ombre, anche se affrontati con le migliori intenzioni i fallimenti delle vite di ognuno portano con se un qualcosa di ineluttabile, una componente di perdita che non si potrà recuperare.

Viene da chiedersi se e quanto ci sia di autobiografico in questo disco di Giancarlo Frigieri: di certo non è uno che si arrende, considerando che è ormai giunto al settimo lavoro rimanendo sostanzialmente sconosciuto al cosiddetto ‘grande pubblico’; molto più probabilmente, del ‘grande pubblico’ non gli importa un granché e quindi il cantautore di Sassuolo non vive il suo restare nelle ‘retrovie’ come una sconfitta… più probabilmente come una fiera affermazione di indipendenza.

Il campionario è abbastanza ampio: fallimenti sentimentali, quelli di chi mira sempre troppo in alto rischiando puntualmente di cadere, i sogni della gioventù più o meno abbandonati lungo la strada…

Frigieri sceglie di affidare gli otto pezzi presenti (una quarantina di minuti la durata complessiva) al solo abbinamento di voce e chitarra, sebbene ricorrendo ad una certa varietà di soluzione, grazie ad un’ampia versatilità stilistica e all’uso di qualche effetto.

Si passa così da una sabbiosità noise a una dimensione più raccolta, tipicamente cantautorale, da qualche ammiccamento pop (pur se non troppo sfacciato) a citazioni da musica colta.

Il risultato è un lavoro reso un po’ slegato dalla variazione continua di umori e stili, una consistenza frastagliata e ‘interrotta’ che si ritrova anche nei testi, spesso fondati sul susseguirsi e sovrapporsi di immagini, riflessioni, pensieri quasi un flusso di coscienza.

Un lavoro per certi aspetti gradevole, ma che forse trova un limite in una mancanza di ‘corpo’ e di ‘struttura’, nel complesso e a tratti anche nei singoli pezzi.

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3 responses to this post.

  1. E nel mentre di cosa vive il cantautore!?
    Sherabuonasera

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  2. Il cantautore lavora in ceramica. Che è un mestiere parecchio più sicuro che fare il cantautore, dice lui.

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