AA.VV., “SOTTO IL CIELO DI FRED – UN TRIBUTO A FRED BUSCAGLIONE” (PREMIO BUSCAGLIONE /LIBELLULA MUSIC / AUDIOGLOBE)

Nato nel 2010, il Premio Buscaglione, “Sotto il cielo di Fred” punta a valorizzare le band emergenti, omaggiando allo stesso tempo il cantautore torinese.

La pubblicazione di un cd – tributo era uno degli obbiettivi degli organizzatori fin dalle prime edizioni: meta finalmente raggiunta, grazie al contributo di dodici rappresentanti del cantautorato dei giorni nostri.

L’interesse di questa compilation risiede nell’essere una fotografia di buona parte di ciò che meglio ha da offrire la scena musicale italiana degli anni ’10 del ventunesimo secolo, dai Perturbazione a Paolo Benvegnù, da Dente a Lo Stato Sociale, da Brunori Sas, a Il Pan del Diavolo, e l’elenco potrebbe proseguire… certo, forse non ci sono proprio tutti – tutti (personalmente, sarei stato curioso di vedere alle prese col caro vecchio Fred gente come Il Teatro degli Orrori, per dirne uno), ma comunque il piatto, come si dice in questi casi, è ottimo e abbondante.

I partecipanti hanno rispettato il materiale di partenza, mettendoci del loro: senza dilungarsi troppo ad elencare i caratteri di ognuno, sarebbe sufficiente citare la versione quasi anni’40 di ‘Juke Box’ presentata dai Sweet Life Society, i ritmi quasi reggaeggianti con cui Lo Stato Sociale ha tradotto ‘Teresa’, gli accenti mariachi con cui gli Etruski from Lakota hanno costellato ‘Porfirio’; si fanno ricordare la lettura carica di nostalgia che Paolo Benvegnù ha dato di ‘Love in Portofino’ e soprattutto il brano più famoso dell’intera discografia di Buscaglione, ‘Eri piccola così’, qui eseguita da Bugo con la sua solita attitudine all’insegna di un disincanto quasi annoiato.

Quando il materiale di partenza è di livello e gli esecutori sono di valore, il risultato non può essere che soddisfacente… al di là degli esiti, l’importanza di “Sotto il cielo di Fred” sta proprio nell’omaggiare un artista fin troppo spesso dimenticato, almeno quando si tratta di elencare i grandi della canzone italiana: forse per il suo essere stato un ‘irregolare’ (sorte condivisa con altri ‘non allineati’, si pensi ad esempio a Ivan Graziani, o Enzo Jannacci) una sorta di ‘unicum’, per il suo costante ricorso all’ironia, talvolta allo sberleffo, per quanto amari, che lo ha distanziato dalla ‘norma’ del cantautore italiano tutto volto ad un’introspezione, spesso cupa.

“Sotto il cielo di Fred” per certi versi finisce quindi per fare in un certo senso ‘giustizia’: e per questo lo si può quasi definire un disco ‘Necessario’.

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4 responses to this post.

  1. Ivan Graziani forse ma Jannacci dimenticato! Interessante il video, Buscaglione vita breve chissà come avrebbe proseguito .
    Sheradiamotuttiunpunto?

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  2. E pensare che io con Fred ci sono praticamente cresciuta. A mia nonna piaceva cantare e sapeva praticamente tutte le sue canzoni a memoria. Se qualcuno mi avesse chiesto chi fosse Fred Buscaglione, non avrei saputo rispondere, poi i ricordi sono affiorati e mi sono resa conto solo dopo che era il suo cantante preferito. Grazie a lei canticchiavo le sue canzoni sin da quando ero piccola 🙂

    …fra parentesi… visto che è stato citato… stesso destino per “Ho visto un re”, tuttora una delle mie canzoni preferite. L’ho amata prima ancora di sapere chi la cantasse. Si, lo ammetto, ho un rapporto molto strano con la musica, non ci fare caso mi raccomando 😀

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