L’EUROPA E L’IMMIGRAZIONE

La mia sensazione è che di soluzioni realmente praticabili ce ne siano ben poche: continueremo, temo, ad assistere alla partenza sempre più frequente di barconi stracarichi di disperati, che sempre più spesso naufragheranno: le migliaia di morti diverranno, temo la norma.

Il problema di fondo è che come al solito c’è una differenza di attitudine e di ‘visione’ tra l’Europa del sud e quella del centro – nord: con una buona approssimazione, possiamo dire che la reale percezione del problema l’Italia la condivide con la Grecia, la Spagna, il Portogallo, la Francia, certo con diversità di dimensione e di problemi: l’Italia per esempio è la nazione che più di ogni altra è vicina alle coste africane e che per prima deve fare i conti coi naufragi dei barconi; la Grecia, per fare un esempio, deve affrontare il problema degli sbarchi dal Mediterraneo, ma anche l’immigrazione terrestre dal confine con la Turchia.

I Paesi dell’Europa centro-nord-orientale, invece, dell’immigrazione hanno ben poca percezione: certo, in Danimarca per esempio il fenomeno negli ultimi anni si è fatto abbastanza evidente, vista la piccola dimensione territoriale, ma in generale possiamo dire che quando si parla della ‘tragedia dell’immigrazione’, almeno come la intendiamo noi ‘euromeridionali’, gente come i tedeschi o gli olandesi non sanno proprio di cosa si parli: per loro è tutto più facile, basta controllare le frontiere terrestri; ancora migliore la situazione britannica, cui nel suo ‘splendido isolamento’ basta controllare l’Eurotunnel e gli aeroporti, in fondo.

Il punto è che purtroppo, l’impressione non è solo che quei Paesi non abbiano una percezione chiara del problema, ma che detta in parole povere, non gliene freghi un accidente. Credo sia il caso, ancora una volta, di sottolineare come quando qualcosa in Europa vada storto, c’è sempre di mezzo la Germania: non è cattiveria, né nazionalismo, né razzismo: è un dato di fatto che la Germania è stata in mezzo a due Guerre Mondiali, che lo sterminio degli ebrei è avvenuto in Germania, che in anni più recenti quando con poche risorse si poteva salvare la Grecia, questo non è avvenuto perché la Germania si è opposta, e sappiamo tutti com’è andata finire… e sull’immigrazione è la stessa storia: perché finora non si è riusciti a dare una soluzione realmente ‘europea’ alla questione dell’immigrazione, soprattutto quella dalle coste africane? Perché i tedeschi hanno fatto gli ‘gnorri’, hanno detto ‘si, si, poi vediamo’, hanno tergiversato e procrastinato… perché, in fondo, non gliene frega niente, pensano che in fondo la geografia è quella che è, e che il problema dei disperati africani che arrivano sui barconi è dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo: perché pensano, non so se a torto o a ragione, che se loro fossero al posto riuscirebbero a gestire il problema, perché lo sono tedeschi ‘sistematici’ e noi gli italiani, gli spagnoli, i greci a cui piace starsene al sole senza fare un ca**o… magari è anche così, ma a noi piace starcene al sole e godercelo, loro il sole non ce l’hanno e hanno sterminato gli ebrei.

Quindi, siccome in Europa non si muove foglia, che Germania (rappresentata dalla signora a cui però piace tanto venire in vacanza ad Ischia a da quell’altro in sedia a rotelle)  non voglia, siccome alla Germania dell’immigrazione dal Mediterraneo non gliene frega un ca**o, il problema dovremo risolverlo noi… il ‘come’, è tutto da vedere; io credo che purtroppo l’unica strada sarà quella percorsa fin qui: cercare di accogliere alla meglio, rassegnandoci all’idea che arriveremo ad avere centinaia, se non migliaia di morti annegati al giorno; a un certo punto potranno succedere due cose:
1) la voce, forse, si diffonderà, e tanti di quei poveracci smetteranno di pensare che l’Europa sia il bengodi.
2) la situazione si farà talmente tesa e problematica dal punto di vista sociale, che i Paesi ‘di confine’, faranno saltare tutto, apriranno completamente le frontiere in uscita e ammasseranno gli immigrati ai confini con Austria, Germania e quanti altri facendo si che il problema diventi effettivamente di tutti.

L’alternativa a questo stato di cose è risolvere il problema alla radice: non con fantasiose soluzioni di ipotetici ‘blocchi navali’, evocate da Salvini, che dice sempre il ‘cosa’, ma non il ‘come’: bisognerebbe capire il ‘blocco navale’ in cosa consista: nel far tornare indietro i barconi? E come? O nell’affondarli, magari? E con quali soldi pattugliare migliaia di chilometri di coste africane? Forse con il lauto stipendio di Salvini che, pagato da parlamentare europeo (10 – 15.000 euro al mese) sta sempre a parlare della qualsiasi in Italia?

L’unica soluzione realistica sarebbe sbarcare in Libia e occuparne, militarmente e civilmente le coste, impedendo che migliaia di persone tentino la fortuna per mare rischiando la vita; fare si che in Libia prima e nei Paesi di provenienza dei disperati, si diffonda un benessere minimo che li dissuada dal partire; abbattere certi regimi sanguinari, come in Eritrea, stabilendo condizioni minime di cività… ma mi rendo conto che si tratta di utopie e pie illusioni… e allora, teniamoci l’immigrazione, agiamo per quanto possiamo, rassegnamoci ai morti… del resto l’uomo è per sua natura un ‘migrante’, questi fenomeni ci sono sempre stati e sempre ci saranno; il nostro è soprattutto l’errore di prospettiva di chi vive in una società sostanzialmente ‘stanziale’, ma il mondo e la storia umana alla fine di ‘stanziale’ hanno ben poco.

13 responses to this post.

  1. Ragionamenti ineccepibili salvo il fatto che i FUGGITIVI hanno toccato tutti con mano e sulla loro pelle e nei loro affetti la violenza e l orrore dei lori Paesi! Sanno nell era dei cellulari cosa accade ma continuano a fuggire da morte certa, pagando lautamente i loro Caronte, i più rimasti completamente soli unici rappresentanti della loro famiglia.
    Figli soldati, figlie sfruttate, abusate uccise .
    Chi di noi nn rientrerebbe di sua scelta la morte ?
    Sheradifaprestoafireioconlapelledeglialtri

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  2. Si in effetti la sensazione è quella…….che all’Europa nord non interessi il problema immigrazione.
    Ciao!

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  3. Ho finito ora di leggere Ilvo Diamanti, te lo suggerisco a completamento dei ‘nostri’, sarebbero tuoi maddai!, ragionamenti
    http://www.repubblica.it/cronaca/2015/04/20/news/dobbiamo_avere_pieta_di_noi-112376687/?ref=HRER2-1

    sheraciao.

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  4. In realtà la Germania (come la Francia) tuttora accoglie più migranti di noi, perché dopo l’arrivo, tantissimi cercano di trasferirsi lì, dove hanno già degli agganci.
    Inoltre, bisogna ricordare che fino all’introduzione del sistema di Dublio (ovvero: domanda di asilo nel primo paese di arrivo), la Germania accoglieva un numero ancora maggiore di migranti.

    La differenza vera, semmai, sta nel viaggio che questi migranti devono affrontare: è evidente che, per quanto difficile, un viaggio via terra non avrà mai i medesimi pericoli di uno via mare…

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    • @Red: quello che dici è vero… Io però ho l’impressione che loro comunque pensino all’insegna dell’ognuno risolva i suoi problemi, e come scrivi anche tu, il problema dei migranti che arrivano mia mare è di dimensioni ben diverse rispetto a quello dei flussi via terra…

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      • Certamente la scelta di adottare un sistema come quello di Dublino non favorisce la solidarietà.
        Diciamo che quando è stato pensato (anni ’90), aveva un senso anche per noi, perché l’immigrazione arrivava soprattutto dall’est.
        Oggi, senza dubbio, andrebbe ripensato.

  5. Posted by Luca on 20 aprile 2015 at 14:46

    Certo che non gliene frega un accidente, oltre alla distanza geografica c’è anche una questione psicologica ed antropologica, quelli del Nord Europa non sono popoli ipocriti, meticci, pieni di sensi di colpa, tarati dalla Controriforma come noi, cioè con la pesante presenza vaticana, ed inoltre non sono Paesi in cui è presente una parte politica che costruisce ipocriti business sui migranti (coop rosse ecc.) oppure una parte criminale che fa lo stesso gioco, da quelle parti è proprio inconcepibile tutto ciò. Premesso che anche per me l’Europa unita è una grande ipocrisia, vedi Grecia ecc,, in quelle Nazioni si entra solo se sei desiderato e c’è reale bisogno di te, non si illudono le persone solo per buonismo, persone che poi rimarranno deluse andando ad ingrossare le fila dei disperati che vediamo sulle nostre strade o, peggio, della criminalità. In quei paesi il cittadino viene tutelato in misura molto maggiore, qui invece pecora più pecora meno…

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  6. Posted by rO on 20 aprile 2015 at 20:51

    Il problema è europeo, non italiano, ok. A me tuttavia inorridisce pensare che due italiani su tre non riescano a comprendere la disgrazia e disperazione di chi spera in un futuro diverso in Europa. Anni fa sono andata in India (un esempio come in altro), dormendo in un hotel a 4 stelle, ok. Però ho bene ancora in testa la differenza tra la mia fortuna e chi non ne ha avuta per nascita. Ecco, io penso che a moltissima gente farebbe bene un po’ di India.

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  7. detta in breve, i poveri nn li vuole nessuno, se son neri ancor meno..

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  8. oggi 25 aprile, sabato, non è arrivato nulla. Anzi 26 aprile e domenica.
    sheralapelandroniteoppurefuoriporta?

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