MANGARAMA, “ALIENO” (LIBELLULA DISCHI /AUDIOGLOBE)

Ogni disco di esordio, in fondo, ancora prima che un punto di partenza è un punto di arrivo, l’esito di un processo di formazione, di una gavetta, di una prima parte di percorso; il momento in cui tutto forse finisce di essere solo un divertimento e in cui, si capisce di aver fatto sul serio.

“Alieno”, per i quattro ragazzi provenienti dalla provincia di Asti che si sono dati il nome di Mangarama, rappresenta tutto questo: il culmine di una vicenda cominciata nei primi anni 2000, cominciata come per tanti con i brani altrui (in questo caso quelli di Radiohead e Pink Floyd su tutti), passata attraverso un demo, un singolo e finalmente giunta a compimento con il primo full length, autoprodotto.

Come il titolo suggerisce, il file rouge dei nove pezzi presenti è il senso di ‘alterità’, la sensazione di sentirsi ‘fuori posto’: c’è l’ingenuo, pronto a subire le conseguenze del suo essere meno cinico degli altri e la rassegnazione di chi accetta il mondo così com’è, destinato al caos; c’è il pesce rosso che osserva il nostro mondo al di là del vetro, nella sua bolla, che trova una corrispondenza in coloro che vivono come sotto una campana di vetro, calata dall’esterno o autoimposta; c’è la frustrazione  di chi si sente ‘diverso’ quando si ritrova  sconfitto o fallisce nel raggiungimento di un obbiettivo.
In mezzo, c’è spazio per uno sguardo inquieto e disincantato della realtà, tra la caccia improbabili cacce all’uomo e ritratti di venditori di sogni per i quali il prezzo da pagare può essere molto alto…

La band piemontese dà forma sonora a questi concetti con un pop-rock impastato di elettronica, nel quale i riferimenti della band risultano alla fine abbastanza scoperti: evidente soprattutto l’influenza dei Radiohead, quelli magari meno sperimentali, sia in certe parentesi dilatate che nella grana del cantato, spesso all’insegna di una certa malinconia; per il resto, i Mangarama sembrano far riferimento alla classica scena indie-italiana, confezionando un classico disco che cerca l’equilibrio tra brani dall’attitudine più radio-friendly ed episodi all’insegna di qualche tentativo di sperimentazione in più.

Un punto di arrivo o un punto di partenza, che ci mostra una band a tratti ancora troppo legata ai propri punti di riferimento, ma che appare avere ancora margini di miglioramento.

Per chi vuole,  il disco è ascoltabile qui.

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2 responses to this post.

  1. se fosse Aliena sarebbe proprio dedicatami. Non sopporto, oggi, troppe cose.

    sheramenomalechestaxfinireoggi

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