IL VENTENNIO RENZIANO

Ladies & gentlemen, oggi 26.5.2014, prende ufficialmente il via il ventennio renziano: habemus papam, dunque, e a pensarci non poteva che andare così.

Agli italiani pensare non piace: vent’anni di Mussolini, quaranta di Andreotti, altri venti di Berlusconi provano come di fronte alla ‘fatica del ragionamento’ gli italiani preferiscano l’idea del ‘salvatore della patria’, dell’uomo ‘forte’, di quello cui affidare i propri destini, salvo poi prendersela con lui, piuttosto che con loro stessi, se le cose vanno male: tutti antifascisti, nessuno che votasse DC, Berlusconi “chi, io? Mai!!”; Renzi seguirà probabilmente lo stesso copione…

Il PD ai confini del 41 per cento va oltre le più rosee – o nefaste – previsioni, a prescindere da come la si pensi; ma qui il PD c’entra poco: il successo è tutto di Renzi, che ha usato il partito né più né meno che come strumento di ascesa al potere e raggiungimento delle proprie ambizioni personali.

Diciamo che per certi versi è la fine della prima fase, l’ascesa al potere: per Mussolini fu violenta, ma avvallata alla fine dalla maggior parte del popolo, per Andreotti e la DC fu per forza di inerzia,  fondata sul paura per il ‘pericolo’ comunista; per Berlusconi fu sfavillante, la promessa di un ricco di fare ricchi tutti; per Renzi sembra dettata da una sorta di senso di ‘ultima spiaggia’, all’insegna del ‘proviamo pure questo’, potenziata ovviamente dall’iniziativa degli 80 euro.

Ora viene la seconda fase, la gestione del potere: Mussolini vi riuscì con una dittatura, Andreotti puntando sulla voglia di ‘normalità’ degli italiani dopo la guerra, Berlusconi usando il marketing e consolidando un potere fatto di finanza e affari; vedremo quale strada prenderà Renzi. Gli italiani sembrano aver imparato poco dal passato: arriva il ‘salvatore’ e ci si buttano dietro a pesce… c’è da sperare che almeno il loro limite di sopportazione si sia abbassato, che non siano più disposti, come in passato, a dare continue nuove occasioni al loro nuovo idolo, dopo i suoi fallimenti. L’impressione è che comunque Renzi ce lo dovremo tenere per vent’anni; vista la giovane età e i progressi della medicina, forse anche per quaranta.

L’unico lato positivo immediato di tutta questa faccenda è che i famosi ‘mercati’ di fronte in un’Europa in cui più o meno tutti i ‘grandi’ hanno difficoltà (la Gran Bretagna con gli antieuropeisti, la Francia con il Front National; perfino la Germania con una Merkel che comincia a mostrare qualche accenno di cedimento), si trovano di fronte ad un’Italia finalmente ‘stabile’: le borse apprezzeranno e i tassi sul debito caleranno, liberando risorse: starà a Renzi cogliere l’occasione, fondando magari il proprio successo su risultati effettivi; c’è da augurarselo per tutti, anche se per la maggior parte degli italiani questo 2014 non porterà benefici degni di nota, anzi per molti si risolverà nel consueto aumento delle tasse cui ormai siamo abituati da anni.

Per il resto, il risultato europeo è una delusione: il PPE per l’ennesima volta primo partito è la dimostrazione che i cittadini europei non hanno capito nulla delle ragioni della crisi; gli unici forse ad aver mostrato un filo di raziocinio sono i greci, i francesi e i britannici, seguiti dagli spagnoli e dai danesi; l’avanzamento delle forze portatrici del cambiamento c’è stato, ma non  tale da depotenziare lo strapotere di PPE, PSE ed ALDE; c’è almeno da sperare che comunque il segnale sia stato colto e che nel prossimo quinquennio siano portate avanti politiche un filo meno ottuse; difficile comunque, pensando che a questo punto la Commissione potrebbe essere guidata dal conservatore Junker o da Shultz, che per quanto socialista, sempre tedesco è, con tutto quello che ciò comporta.

All’appello manca proprio l’Italia, dove purtroppo il fascino dell’uomo forte ha spento, o comunque affievolito, il vento del cambiamento: M5S cede, pagando gli errori ‘di gioventù’ e di inesperienza del primo anno di Parlamento, cui va aggiunto il linciaggio mediatico subito dal MoVimento; l’impressione è che il risultato sarebbe stato anche peggiore senza la campagna elettorale. Peggio gli altri partiti distanti dai ‘blocchi’ europei tradizionali: fuori dal Parlamento UE Fratelli d’Italia, mentre la Lista Tsipras grida immotivatamente al miracolo con un misero 4 per cento e spicci; si salva giusto la Lega, che pare aver ritrovato il feeling smarrito con il tessuto locale.

Tornando ad M5S, molti voti tornano agli ‘ovili’ di riferimento, si chiamino essi ‘sinistra’ o Lega; altri, delusi, cedono alle lusinghe di Renzi; alla fine forse, questo 21 per cento rappresenta un dato più veritiero, molto più vicino allo zoccolo duro del MoVimento; inutile comunque cercare motivi di soddisfazione: M5S ha perso e adesso, ancora di più che dopo il risultato dello scorso anno, dovrà dimostrare di che pasta è fatto e soprattutto se vuole veramente assumersi per gli anni a venire il peso di essere l’unica opposizione di peso allo strapotere renziano; altrimenti, temo che tutto finirà in occasione delle prossime elezioni (più vicine di quanto si creda), finendo per essere stato solo un bel sogno.

13 responses to this post.

  1. Intanto mi pare ingiusto il giudizio “sempre tedesco è” su Schulz. Che è un tedesco ben diverso dalla Merkel.

    Non condivido poi quanto scrivi su M5S: ha sbagliato campagna elettorale, dai diciamocelo. E probabilmente ha sbagliato anche nell’ultimo anno in Parlamento.

    Quanto a PD & Renzi: intanto non sono voti “solo di Renzi”: sono voti del PD e per il PD (altrimenti tante preferenze non si spiegherebbero), perché il PD è un partito strutturato e tutti hanno fatto campagna elettorale, incluso Letta. Renzi da solo avrebbe fatto bene, ma non così.
    Renzi è sicuramente carismatico, ma bollarlo come “uomo solo al comando” è troppo semplicistico ed omette la complessità e la ricchezza del PD. Che non è partito da “uomo solo”, né come Berlusconi, né come Grillo.
    Poi, su Renzi, questi voti sono voti per le riforme. Quindi andrei molto cauto nell’annunciare “ventenni”: se Renzi e il PD non faranno le riforme, i voti se ne andranno con un soffio di vento e torneremo ad un magro 20%. La volatilità è estrema e lo si è visto in tutte le ultime elezioni, italiane e europee.

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    • @Redpoz: ma lascia proprio perdere: non è che se vince Berlusconi, è perché il popolo è scemo a va appresso al pifferaio, e se vince Renzi è perché il popolo è diventato improvvisamente consapevole. Chiedi a un qualunque passante in che cosa consistano le famose ‘riforme’: ti risponderà, in modo approssimativo, solo sulla riduzione dei parlamentari. Il PD ha fatto il pieno di voti perché Renzi è simpatico, piace, parla un linguaggio comprensibile, è giovane e dà l’impressione di essere una persona con tanta voglia di fare, soprattutto lontana anni luce dal tradizionale grigiore del Pd… e queste sono qualità indubbiamente positive, anche se poco hanno a che fare coi fatti concreti; semmai la novità, almeno finora, è che il partito ha capito che bisognava puntare su di lui e non cominciare subito a cercare di toglierli la poltrona da sotto al sedere come successo a tutti prima di lui. Detto questo, la questione è semplice: Renzi e il PD continueranno a vincere se il Governo riuscirà non tanto a fare le riforme, ma a ridurre le tasse e creare occupazione; certo, le due cose sono collegate, ma chiedi a un qualunque italiano di scegliere tra il portafogli e la composizione del Senato o la legge elettorale e vediamo che ti risponde…

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      • Guarda che le “riforme” sono appunto il DDL fiscale, il DDL lavoro e il DDL sulla PA. Mica pensavo al Senato o alla legge elettorale.

        Quanto al paragone con Berlusconi, è giusto solo in parte: Berlusconi nel 1994 ha vinto anche sull’idea delle riforme, della “rivoluzione liberale”. Idea che oggi è incarnata, in modo diverso!, dal PD e da Renzi.
        Solo che Berlusconi ha fallito ed ha poi consolidato il suo consenso solo sulla paura. Ovviamente mi auguro questo non accada al PD.

  2. Posted by luigi on 27 maggio 2014 at 12:09

    20 anni non credo proprio…massimo due legislature….mica son tutti come Berlusconi o il tuo Grillo che aveva spergiurato che in caso di sconfitta lasciava, e invece ieri, da buon vecchio politico della prima repubblica, ha rilanciato?
    consolati: alla fine sono poi solo 11 milioni gli italiani che vogliono risorgere…l’altra trentina se ne frega, e magari spera che affondiamo…

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  3. @Luigi: su Grillo, vedremo: lui ha detto comunque che M5S proseguirà, e con parlamentari italiani e Ue e consiglieri comunali e regionali incarica non può essere atrimenti; detto questo, forse il problema di una minore ‘invasività’ di Grillo in M5S si pone; vedremo anche Renzi: per il momento, sono trent’anni che colleziona incarichi; va anche aggiunto che ha spesso smentito le sue affermazioni (vedi Letta, presidenza del Consiglio ed elezioni); detto questo, ti contesto che in Italia solo chi vota PD voglia risorgere: tutti vogliono che le proprie condizioni migliorino, la differenza è nel ‘come’; per il momento, ad esempio, le ricette del PD non hanno migliorato né le condizioni dei pensionati, né quelle dei sottopagati, né quelle dei precari; aspettiamo con pazienza che Renzi si ricordi pure di loro. L’unica conseguenza positiva della vittoria del PD è l’andamento delle borse e il calo degli interessi sul debito: se il processo proseguirà, forse ci saranno soldi a disposizione anche per chi prende 300 euro al mese, oltre che per chi ne prende 1.500.

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  4. Posted by luigi on 28 maggio 2014 at 07:10

    L’unica conseguenza positiva della vittoria del PD è l’andamento delle borse e il calo degli interessi sul debito

    …e ti pare poco? e cosa mi dici dei dati ISTAT sulla fiducia degli italiani? e sugli investitori esteri? certo siamo ancora in recessione, ma se non si comincia a instillare fiducia nei cittadini, nei mercati, in Europa, da qui non se ne esce…
    sul fatto che tutti vogliano che le condizioni migliorino ho dei seri dubbi…c’è chi ha fatto campagna elettorale solo sul pessimismo e sulla speranza che il Paese affondi…
    nessuno degli 11 milioni ha dato mandato a vita a Renzi, ma gli ha regalato un bonus da spendere bene..aspettiamo e speriamo..

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    • … i dati ISTAT si basano su quali dati e qual’è il metodo scientifico per calcolare la fiducia di noi italiani?

      I dati dei consumi di energia elettrica sono, loro, oggettivi ed inequivocabili. Mensilmente sono pubblicati da Terna sul proprio sito. Così si scopre che: a gennaio il consumo di energia elettrica ha segnato un bel -4%; a febbraio un -4%; a marzo -3,7 e ad aprile un bel -2,9%.

      L’Istat può discettare sulla fiducia ritrovata di noi italiani, i dati di Terna dicono l’esatto contrario. A te la scelta: pillola blu o pillola rossa.

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      • @Camoscio: condivido in gran parte; gli unici dubbi sono sull’attuale ‘strategia’: in una fase in cui credo sia necessaria sopratutto tranquillità, sono state generate polemiche a non finire con la questione Farage e oggi è uscita la questione – brogli, che insomma in Italia è periodicamente tirata in ballo da perdenti… piuttosto sarebbe meglio insistere sulla novità di M5S che porta anche in Europa gente nuova, rispetto ad esempio ad un PD che ha portato al Parlamento UE un massa di riciclati…

      • … Crimson: guarda, qualunque cosa dica o faccia il M5S è di “default” sottoposto ad un trattamento mediatico mai visto. Certo, tirare fuori la storiella dei brogli … rende il compito ancora più semplice a chi ha come obiettivo primario screditare il secondo partito d’Italia. Adesso ci si è messo pure il Fatto Quotidiano.

        L’obiettivo primario è, comunque, rendere innocuo il gruppo di europarlamentari del Movimento. Basta demonizzare chiunque si proponga di confrontarsi con Grillo per creare un gruppo. La posta in gioco è il mantenimento degli attuali equilibri politici.

        Insistere sulle novità in Europa? Sì, sarebbe ottima cosa, ma attraverso quali canali di informazione questo avverrebbe? Dubito assai che i quotidiani o i vari TG si prenderebbero la briga di farlo.

  5. Posted by fulvio on 28 maggio 2014 at 12:36

    Moltissimi hanno votato Renzi,anch’io,ma nonostante le gravi colpe politiche ho votato anche per il PD.
    Ho votato per il PD,anche, perché non avevo alternative.
    Ex Comunista e antiberlusconiano della prima ora,e contrario al vergognoso comico urlante e insultante che “Vincerà poi” non avevo alternative,ma oggi sono convinto che con l’aiuto di tanti,il buon Matteo, potrà fare molto per nostra disastrata Patria.
    Ciao,f.

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  6. i soliti italiani che come x dc, fi e oggi pd di renzi, nessuno dice che li vota, x’ se ne vergognano profondamene ad ammetterlo, e poi nel segreto dell’urna..

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  7. Smilepie, non mi pare che gli elettori del PD si vergognano di votare PD… Anzi, lo sbandieravano ad ogni sconfitta… quindi…

    Sul Movimento… ma agli elettori convinti non passa per la testa che moltissimi italiani NON sono d’accordo con l’uscita dall’Euro, l’antieuropeismo e affini ? Si potrebbe semplicemente spiegare così la sconfitta (o meglio, il ridimensionato delle esagerate aspettative, perché comunque hanno preso sempre milioni di voti)…

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  8. … M5S: il “luogocomunismo” ha operato bene e in profondità nella gente. Il mantra “urlano sempre, insultano sempre e comunque non hanno fatto niente” è difficile da smentire, non perché veritiero ma perché falso e sviante. Circa la presunta inattività dei parlamentari pentastellati, basta andare sul sito della Camera o del Senato e scorrere i resoconti stenografici per capire quanto sia una critica pretestuosa.

    Risultato alle europee: posto che raffrontare il risultato delle europee con le politiche del 2013 è esercizio non proprio esemplare per onestà intellettuale, il M5S rientra comunque nel suo “range operativo”. Questi oscilla tra un minimo del 18\19% e un massimo del 25\26%. Come dici, il 21% costituisce lo zoccolo duro.

    Il quotidiano britannico “The indipendent”, parlando del possibile accordo Farage-Grillo, definisce il Movimento come il secondo partito d’Italia. Da noi, invece, tutti a fare le pulci a Grillo omettendo di parlare della scoppola presa da Berlusconi. Perché 6 milioni di voti in meno rispetto alle europee del 2009 sono una batosta bella e buona. Di questo, però, non vi è traccia.

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