CONTRO L’EUROPA PER UNA NUOVA EUROPA

Per una volta, ha ragione Renzi: quello che si giocherà nelle urne domenica è un derby; non però, come dice il Presidente del Consiglio, tra la ‘speranza’ e la ‘rabbia’, ma tra lo status quo e il cambiamento.

E’ sotto gli occhi di tutti che l’Europa così com’è non funziona: quasi tutte le decisioni prese dall’adozione dell’euro in poi sono state sbagliate. L’Europa è già nata male oltre 50 anni fa, fondata più sulle ragioni economiche che su quelle culturali e sociali, ma negli ultimi 15 – 20 anni abbiamo assistito al totale sfacelo.

Un’Europa priva di identità, con istituzioni deboli, in cui quando arriva il momento delle decisioni tutto si riduce a scontri e prove di forza tra Stati; un’Europa che invece di essere costituita da Nazioni ‘prime tra pari’, vive puntualmente all’insegna della ‘legge del più forte’, in base alla quale alcuni Stati si comportano né più né meno che come bulli dalle tendenze anche un filo dittatoriali, pretendendo che tutti si accodino alle proprie convinzioni (il modo in cui la Germania ha letteralmente umiliato la Grecia è stato squallido e miserevole).

Un’Europa che si è data una ‘moneta unica’ in modo surrettizio e frettoloso, senza nulla chiedere ai cittadini, della quale ha beneficiato soprattutto la Germania, senza che ci fossero istituzioni bancarie e finanziarie, normative fiscali (e aggiungiamoci quelle in tema di lavoro) comuni e strutture politiche funzionanti; un’Europa che conta praticamente nulla sullo scacchiere internazionale, procedendo puntualmente in ordine sparso, in cui le singole nazioni tendono a fregarsi a vicenda (come nel caso libico) e comunque priva dei più elementari principi di solidarietà al proprio interno: quando ci sono benefici, li si deve mettere in comune, se però c’è qualche problema, ogni Stato deve fare da se.

Un’Europa in cui la ‘solidarietà’ viene tirata fuori quasi solo per mettere dei paletti alle produzioni locali, con aberrazioni come le quote latte et similia, aprendo le porte a  prodotti di dubbia provenienza.

Un’Europa in cui, con la scusa della ‘tutela dei risparmiatori’ si sono dati soldi a palate alle banche, risorse delle quali l’economia reale ha visto ben poco, ma che permettono ai banchieri di continuare a giocare al casinò.

Questo è il risultato del grande ‘sogno europeo’ oggi, 2014. La soluzione non è la fine dell’Europa: lo ‘stare insieme’ è ormai motivato da ragioni di mera sopravvivenza di fronte ai ‘colossi’ americano, russo, cinese e più in avanti brasiliano, indiano e chissà quanti altri ancora; è però necessario un cambiamento radicale di prospettiva; perché questo avvenga però, indispensabile non lasciare il volante nelle mani dei responsabili, quelli che ci hanno portato dove siamo ora.

I colpevoli sono naturalmente i due blocchi che da sempre ‘gestiscono’ le questioni europee: il PPE e il PSE, con l’aggiunta dei ‘centristi’di ALDE transfughi dei due gruppi. Loro i colpevoli, loro devono subire le conseguenze; il PPE su tutti, con la sua gestione dell’UE degli ultimi anni, a ruota seguito dal PSE che non può fare certo finta di essere appena sceso da Marte. Non possono dire: ci siamo sbagliati, faremo meglio la prossima volta; qui siamo di fronte a decine di migliaia di cittadini greci mandati sul lastrico, e milioni di disoccupati in giro per l’Europa; se la ragione dello ‘stare insieme’ era proprio quella di rendersi ‘indipendenti da ciò che succedeva oltreoceano, beh, l’obbiettivo è miseramente fallito: la crisi finanziaria USA si è immediatamente trasmessa all’Europa, trasformandosi rapidamente in crisi reale; e adesso hanno il coraggio di venirci a dire che bisogna rivotare per loro?

Votare, o rivotate, quei partiti che a livello nazionale si riconoscono in quei tre gruppi, significa voler continuare ad avere l’Europa che abbiamo avuto fino ad oggi: un Europa fatta di bulli e di vittime predestinate, di solidarietà nulla, di coltellate alle spalle, di conventicole sovranazionali prive di qualsiasi legittimazione democratica (le stesse che hanno imposto Monti alla Presidenza del Consiglio e che applaudirono l’elezione di Letta); se l’Europa così com’è vi va bene, benissimo: continuate a votare PPE, PSE, ALDE (ovvero in Italia: Forza Italia, NCD, PD e centristi assortiti), credete pure che la musica possa cambiare solo con facce diverse, ma con lo stesso background politico e culturale.

Se invece pensate che l’Europa debba cambiare, votate altro; mi spingo a dire che non è manco importante chi votiate: ognuno ha le sue idee; io voterò M5S (ne condivido in buona parte il programma, che contiene misure comprensibili e di buon senso: l’unico programma fondato peraltro su punti precisi, mentre quelli degli altri si fondano su dichiarazioni di intenti piuttosto generiche); da romano non potrei mai votare Lega; Fratelli d’Italia non mi convince perché è fatto di gente che per anni è stata pappa e ciccia con Berlusconi; la Lista Tsipras è troppo basata sulle ‘figurine’ – come scrivevo qualche giorno fa – per attirarmi; ma non c’è dubbio che oggi si debba mandare un segnale. Certo, alle brutte PPE, PSE e ALDE faranno una grossa coalizione, magari con Verhofstadt alla guida della Commissione, è molto probabile, ma è essenziale lanciare un segnale: tale almeno da fargliela fare sotto, a coloro che ci hanno portato dove siamo.

Ci vuole un forte segnale di cambiamento: altrimenti, a votare sempre gli stessi, si darà loro l’impressione di essere nel giusto e le cose continueranno ad andare come sono andate finora: un’Europa con istituzioni finte in cui alla fine continua a valere la legge del più forte e dove gli Stati – bulli si permettono di umiliare i più deboli e dove il benessere di pochi si fonda sulla povertà di tanti.  Cambiare è possibile: certo sarà un percorso lungo, ma da qualche parte bisogna pur cominciare; non votare chi ci ha portato dove siamo ora, sarebbe un buon inizio.

 

18 responses to this post.

  1. Ottimo ragionare. Se nn avessi scritto ieri quella mia scemenza questo è un post da ribbbloggare. Oh yes

    shera

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  2. Però non capisco… senza l’Euro l’economia italiana come sarebbe uscita dalla crisi ? Con la lira debole?

    La Grecia… ma quanti miliardi di debiti aveva (ed ha), grazie ad una folle spesa pubblica assolutamente ingiustificata ?

    La tanto decantata sovranità perduta essenzialmente è la sovranità di fare continui debiti, spendere e spandere soldi pubblici…

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    • @Ipitagorici: io dico solo che per una cosa importante come la moneta, forse si sarebbe dovuto fare un referendum; secondo di poi: la moneta unica doveva arrivare alla fine, non all’inizio; se si vuole fare un discorso unico, il debito pubblico va messo in comune e coperto in comune…. è molto facile tirare in ballo la ‘solidarietà’ se si parla di benefici e lasciare ognuno al suo destino quando si parla dei lati negativi…

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      • Sul fatto di fare, a suo tempo, un referendum mi trovi d’accordo, però non aver fatto il referendum e voler uscire dall’Euro sono problemi che stanno su piani differenti, a mio avviso.

        Personalmente ritengo che l’Italia abbia avuto soprattutto benefici dall’Euro, se avessimo avuto la Lira in occasione di questa crisi sarebbe stata quasi una Repubblica di Weimar…

  3. Un’Europa in cui la ‘solidarietà’ viene tirata fuori quasi solo per mettere dei paletti alle produzioni locali, con aberrazioni come le quote latte et similia, aprendo le porte a prodotti di dubbia provenienza.

    e l’italia dovrebbe potrebbe viverci con le sue meravigliose e uniche produzioni locali..

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  4. Posted by luigi on 24 Mag 2014 at 07:15

    ognuno è libero di votare come crede, a me interessa solo che non salgano sui tetti a Bruxelles, e non invadano i banchi del governo: abbiamo già una pessima fama, non peggioriamo le cose..

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  5. 1. sull’Europa “nata solo sull’economia” ti ho già risposto in passato e non condivido questa idea: l’Europa ha una lunga storia di comunanza culturale e la scelta economica è stata un precisa scelta funzionale.
    Solo che è mancato il passo successivo, ma questo non è “nascere male”.

    2. Non è vero, per nulla, che dell’Euro abbia beneficiato soprattutto la Germania: in questo post riporto alcune considerazioni http://discutibili.com/2014/05/21/perche-uscire-dalleuropa-eo-dalleuro/ ma basti dire che a) le nostre importanzioni sono costate meno (vedere la pres. confindustria Veneto a SkyTG24); b) il debito pubblico è costato meno, perché stabilizzato su una valuta forte; c) l’idea che una valuta debole favorisca le esportazioni è una presa in giro (perché è concorrenza al ribasso, solo sul prezzo e non sulla qualità)

    3.quanto al programma M5S, magari preciso, era per metà insignificante per l’Europa (che c’entra il governo italiano?), per metà irrealizzabile (referndum sull’Euro e fiscal compact). Da aggiungere il dato che un gruppo di 17 persone sole al Parlamento Europeo è insignificante e inutile.

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    • @M5S è stata l’unica forza politica ad aver presentato un programma sintetico; il programma di Renzi? Datemi il voto, ci penso io…. Sull’insignificanza, non ti seguo: secondo questo ragionamento alle elezioni si sarebbe dovuto presentare solo il PD… Avete vinto, stravinto, dominato: Redpozstaisereno i prossimi vent’anni sono vostri.

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      • No, scusa, sull’insignificanza mi son spiegato male: nel PE occorre raggrupparsi per “famiglie” politiche, perché -com’è logico- i partiti nazionali da soli contano nulla. Solo questo volevo dire.
        Il programma del PD c’era eccome: era il programma comune del PSE, ampiamente reperibile anche on-line.

        Sui prossimi vent’anni, sono pronto a scommettere con te: ammesso che vinciamo le prossime elezioni, non arriveremo mai a queste percentuali.

      • Il tuo discorso lo comprendo, ma mi pare analogo a quello del cosiddetto ‘voto utile’; la questione del collocamento, per dire, riguarda anche Ukip che ha vinto in Gran Bretagna; la baracca la continueranno a dirigere PPE, PSE e forse ALDE e perfino Tsipras non sembra destinato ad avere ‘sto peso; detto questo, resto dell’idea che ci fosse bisogno di un ‘segnale’ e che questo ci sia stato, anche se non nelle dimensioni volute…

      • l’UKIP è parte di una famiglia politica nell’EP. Quindi no, non ci sta.
        Idem Tsipras.
        E Idem la Le Pen.

      • sono comunque condannati all’inconsistenza, basta guardare i numeri…

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