G-FAST, “GO TO M.A.R.S.” (LA FABBRICA / AUDIOGLOBE)

Si chiama Gianluca Fasterni, si fa chiamare G-Fast: dopo l’esordio, targato 2010, che lo vedeva armato, oltre che della sua voce, di una sola tre corde e di un pedal board, il cantautore milanese ritorna con un lavoro in cui, smessi almeno in parte i panni del ‘factotum’, si è fatto affiancare da Simone “Slim” Scifoni, ad occuparsi di batteria e percussioni, con aggiunta di wurlitzer, per dare maggiore sostanza alla componente ritmica dei propri brani.

“Go to M.A.R.S.” del tutto privi di ‘pretese’ che si fanno apprezzare nel loro essere semplici e diretti, senza inutili orpelli. Un rockaccio grezzo, ruvido e dalla consistenza sabbiosa, risultato di un mix riuscito di blues, suggestioni southern, ardori hard rock e trasandatezze garage, sabbiosità stoner, come se una coppia di biker dell’Alabama si fermasse a metà strada trai Black Rebel Motorcycle Club e i Motorhead.

Chitarre che fischiano, accompagnate da una sezione ritmica che dà maggiore peso e solidità al tutto, accompagnano un cantato dall’indole ostile e a tratti oscura, con brani dominati da una sgargiante solarità sulla quale però aleggia costantemente qualche ombra, come quelle di certi avvoltoi che sorvolano il deserto.

Senza dimenticare che, nonostante l’ampio spazio dato ai suoni, “Go to M.A.R.S.” è pur sempre il disco di un cantante – autore, che imbastisce testi che vanno dalle classiche fughe dall’esistente, come nellta title – track a immaginari dialoghi ‘sciamanici’ dall’atmosfera onirica, fino a più consuete affermazioni del ‘se’ rispetto ad una società omologante o agli immancabili episodi votati ai sentimenti.

Al di là di qualche limite (a cominciare forse da una sottile monotonia che si fa largo in particolare verso gli ultimi dei dieci brani presenti), “Go to M.A.R.S” è un disco che si lascia apprezzare, nel suo essere comunque ‘diverso’ da certi filoni ‘dominanti’ (come certo indie rock o il nuovo cantautorato) della musica ‘altra’ di casa nostra: uno di quei dischi dei quali ogni tanto c’è bisogno, per provare che in Italia si è capaci anche di suonare anche altro.

Pubblicità

5 responses to this post.

  1. Qualcosa su yt? Metterò ld cuffie al parco. Che dici? Bonne dimanche 🙂

    Rispondi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: