NAPOLITANO: TUTTO NORMALE… O NO?

Lo scoop del giornalista Alan Friedman, ripreso dal Corriere della Sera, in pratica ci ha detto che il Presidente della Repubblica aveva messo in cantiere una sorta di ‘piano B’ nel caso che le cose per l’Italia si fossero veramente messe male, ‘preallertando’ Mario Monti. Sotto un certo punto di vista si potrebbe parlare addirittura di un Napolitano ‘previdente’; in molti hanno parlato di ‘segreto di Pulcinella’, ma come tutti i ‘segreti di Pulcinella’, una cosa è dire: ‘lo sapevano tutti’, altro è averne le prove; è chiaro che il Presidente della Repubblica può ‘convocare’ chi vuole, pure Rocco Siffredi, per dire… se però l’incontro ‘informale’ viene ‘formalizzato’ dal fatto di essere reso noto pubblicamente, non ci si può lamentare delle conseguenze: il motto ‘a chi tocca, nun s’engrugna’, è valido per tutti, anche per il Presidente della Repubblica.

Che una volta resa pubblica, la questione avrebbe suscitato il solito ‘casino’, era ampiamente prevedibile: chapeau a Friedman, che così venderà vagonate di libri, complimenti al ‘Corriere’ per aver colto al volo l’occasione. I titoli dei giornali più faziosi, dal “giù le mani da Napolitano” alle roboanti richieste di dimissioni sembrano abbastanza ridicoli entrambi, tuttavia, avrei qualche remora anche a far passare tutto come se nulla fosse: credo che tutta la questione vada vista non nel fatto in se (Napolitano convoca Monti per avvertirlo che nel caso, a dover ‘salvare la baracca’ – con i fenomenali risultati che sappiamo, aggiungerei io – sarà chiamato lui), ma in prospettiva.

C’è uno snodo, nella storia degli ultimi due anni e mezzo, che è veramente il punto nevralgico, la svolta che se le cose fossero andate diversamente, porta veramente a dirsi che oggi tutto sarebbe diverso. Quando a fine 2011 Berlusconi cede, Napolitano non ci pensa due volte e chiama Monti: l’idea di andare ad elezioni, di lasciare la parola alla volontà popolare in un momento così critico, apparentemente non lo sfiora neppure. Eppure, quella soluzione, la più logica, la più democratica, la più naturale, la più ‘normale’ è stata quella adottata in qualsiasi altro Paese: cito solo la Spagna e addirittura la Grecia, che nel 2012 è andata a votare per ben due volte, con la Nazione al collasso, molto peggio dell’Italia…  Evidentemente, però, gli italiani sono cretini e non possono andare a votare. Sottolineo: a fine 2011 il PD è a bomba nei sondaggi, Berlusconi è ai minimi, il MoVimento Cinque Stelle è ben lungi dall’esplodere; se si vota, il PD va al Governo; ma votare non si può, perché gli italiani sono cretini e ci vuole Monti.Il PD di fronte ai desiderata di Napolitano cala le braghe e dà l’ok a Monti. Risultato: Monti massacra gli italiani, i redditi crollano, la disoccupazione peggiora, la recessione galoppa e quando finalmente si vota, il PD se la prende in saccoccia, Berlusconi si è ripreso e il MoVimento Cinque Stelle esplode… quello che poi è successo dopo, e che ci ha portato qui, non credo serva ricordarlo…

Considerando quegli avvenimenti, la ‘convocazione’ di Monti da parte di Napolitano in piena estate acquisisce una rilevanza ancora maggiore, perché ci dice che la soluzione – Monti, poi effettivamente adottata, non è stata un frutto della situazione di emergenza, ma era stata progettata da mesi. Qui non si tratta di complotti contro Berlusconi, non si tratta nemmeno di fare della dietrologia (anche se il tutto dà l’idea che Napolitano in qualche modo ‘sapesse’ che le cose stavano per peggiorare e  di molto). Il problema qui, ribadisco, è che fin dall’inizio, Napolitano non aveva alcuna intenzione di far sfociare una possibile crisi in un sano, regolare, democratico, processo elettorale; fin dall’inizio, Napolitano riteneva che la situazione dovesse essere risolta a monte, nei Palazzi, e non a valle nelle urne. Qui non si tratta di complotti contro qualcuno (paradossalmente, più che Berlusconi, ad essere realmente danneggiato da tutta la situazione è stato il PD), si tratta del modo in cui si concepisce la volontà popolare e il metodo democratico. Qui si tratta di sottolineare che ovunque si sia verificata una situazione del genere si è ricorso al voto popolare e democratico. Non in Italia, perché gli italiani sono cretini e incapaci di scegliere qualcosa di meglio di un grigio burocrate, professore universitario, frequentatore delle ‘segrete stanze’ della finanza internazionale, che nulla sa della vita quotidiana delle persone.

Il momento – chiave è stato quello: affidare il Governo a Monti ha voluto dire togliere al PD la possibilità di andare finalmente al Governo da solo, dare  a Berlusconi la possibilità dell’ennesima rinascita, fare si che il MoVimento Cinque Stelle diventasse il terzo incomodo; per evitare tutto questo, sarebbe bastato andare alle urne, ma gli italiani sono cretini e alle urne non ci possono andare, e adesso sappiamo anche che tutto il progetto era in campo da mesi.

Alla lune di tutto questo, la ‘convocazione’ di Monti da parte di Napolitano nella piena estate del 2011 non può più essere lasciata passare come ‘una cosa normale’ e a dire il vero suscita anche qualche dubbio, perché insomma, un conto è preparare il ‘piano B’, un altro il fatto che questo ‘piano B’, apparentemente escluda fin da subito la possibilità di andare al voto.

Il problema è tutto qui: se e sottolineo se,  un ‘complotto’ c’è stato, è a danno della volontà popolare; se qualcuno deve ritenersi offeso, questi sono i milioni di potenziali elettori italiani, trattati da cretini incapaci di prendere una decisione, i quali piuttosto ‘meritavano’ di ritrovarsi governati da Monti, con i risultati che ben conosciamo.

10 responses to this post.

  1. il ragionamento sarebbe tutto giusto e perfetto se dimentichiamo il fatto che le elezioni, molto probabilmente, avrebbero condotto il paese al default.
    ora, puoi anche dire che non abbiamo la controprova (vogliamo rischiare?) e che in Grecia e Spagna non è stato così. Ma il paragone non regge: intanto la Grecia aveva già negoziato pacchetti di aiuti e tagli vincolanti e la Spagna era in una situazione ben diversa quando andò a votare….

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    • @Red, appunto, non abbiamo la controprova… elezioni e default? Non credo, perché la mia impressione è che dalle elezioni sarebbe uscito un quadro politico abbastanza definito, e ai famosi ‘mercati’ interessa innanzitutto questo: la stabilità; poi può anche essere che l’esito sarebbe stato più ambiguo, non abbiamo la certezza, però non so, a me il fatto che tutto fosse mezzo pronto con svariati mesi di anticipo un pò mi dà fastidio…

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  2. Posted by fulvio on 11 febbraio 2014 at 15:10

    Ultimamente seguo poco le vicende del Palazzo e dei suoi figuri,ma su di una cosa sono in pieno accordo con te,gli italiani, elettoralmente, sono dei cretini,creduloni e di memoria corta,altrimenti due terzi dell’elettorato non darebbe la propria preferenza ad un vecchio puttaniere pregiudicato e ad un comico che come linea politica predica l’insulto.
    Ciao,fulvio

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    • @Fulvio: non intendevo dire che gli italiani sono cretini, intendo dire che nei ‘Palazzi’ si pensa che lo siano; non sono per niente d’accordo con te: gli italiani non sono cretini se votano Berlusconi o Grillo (poi vorrei capire: quelli votano PD o Sel? Tutti geni?); dobbiamo domandarci i motivi e soprattutto perché scelgono loro e non altri… di analisi ne sono state fatte tante, ma definire cretino chi non vota dalla propria parte mi pare un pò semplicistico… e le cose sono sempre complicate…

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  3. E intanto forse mentre scrivi e stato ritenuta senza fondamenta la richiesta di stato di accusa del Presidente Napolitano. Tanto rumore per nulla (di fatto).
    Penso che ormai da tre anni l’Italia viva in un caos politico totale motivato dalla costante preoccupazione che le elezioni ci avrebbero portato al default.
    Noi cittadini, quei pochi che ancora votano, certo, siamo stati presi per i fondelli e a dire il vero io mi ci sento. Nessuno dei provvedimenti salvifici messi in atto sta impedendo lo sgretolamente economico e politico.
    Credo sia indispensabile andare al voto. Indispensabile una qualsiasi legge eletterale che dia ad una maggioranza coesa la facoltà di governare.
    Temo tuttavia – come dimostrato dal carbio di bandiera di Casini – che i partitini andranno ad allocarsi a dx o a sx continueranno ad essere l’ago della bilancina e noi saremo i ‘pirla’ al centro.

    sheranonsfiduciatamasenzafiducia

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    • @Shera: concordo e aggiungo che se si continuano a fare leggi elettorali che prevedono le coalizioni, i ‘partitini’ avranno sempre spazio per rompere le scatole; per conto mio, anche se credo sia una pia illusione, mi auguro elezioni quanto prima, anche perché un semestre europeo con Letta che parla mentre Renzi critica ci farebbe fare una figuraccia…

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      • Però daje ch’è bello viver la nostra politica sempre in un continua…un po’ brividoso.
        Che se saranno detti il trioNap-Renzi-Letta?

        sgerasiridegiocoforzatura

  4. rocco siffredi prese uno o due voti come pres della repubblica nelle votazioni.. ; )

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  5. Posted by luigi on 13 febbraio 2014 at 08:09

    Friedman è un furbo…tutta sta manfrina che non frega niente a nessuno, puri di vendere il suo libro.
    quanto a Napolitano, prima o poi, come Berlusconi, se ne andrà in ospizio…

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