R.I.P. NELSON MANDELA (1928 – 2013)

Quando muore un ‘gigante’ del genere di parole da dire ne restano già poche: il grosso del ‘lavoro’ lo hanno già svolto le redazioni dei giornali, pochi clic nella cartella dei ‘coccodrilli’ tenuti pronti all’uso… Si corre il rischio di essere banali e comunque, banalmente, chi è vissuto in un Paese ‘civile’ (per quanto disastrato) come l’Italia non può nemmeno lontanamente capire cosa sia stato il Sudafrica dell’Apartheid e chi sia stato Mandela… Quando Mandela venne scarcerato, a farmi impressione fu la sua assoluta ‘normalità’: un signore che aveva già superato la mezza età, coi capelli brizzolati, che camminava lentamente tra due ali di folla tenuta a stento a freno dai responsabili della sicurezza… Non aveva, per dire, l’aria ‘ascetica’ di un Gandhi (almeno con l’immagine che ne ho io, vista tante volte nei documentari), tanto meno le pose e i gesti ‘plateali’ di un Castro… e forse la vicenda di Mandela ci dice proprio che in fondo chiunque è in grado di abbracciare un ideale, fino ad accettarne tutte le conseguenze. I sudafricani a ragione non stanno piangendo Mandela, ne stanno celebrando con canti e balli l’opera e la vita; una vita che per una volta non è scontato definire straordinaria, una vita lunga in qui Mandela ha combattuto, sofferto, pagato per ciò in cui credeva ma durante la quale  – ed è privilegio di pochi – ha potuto vedere vinta la lunga battaglia, provare l’immensa soddisfazione di poter dire ‘ce l’abbiamo fatta’. Mandela entrerà così nel ristretto novero di coloro destinati ad essere ricordati – in positivo – per le opere, le parole, il bene fatto: è questo è forse il miglior riconoscimento alla sua lunga e straordinaria vita.

4 responses to this post.

  1. ‘Non posso realmente immaginare la mia vita senza l’esempio di Nelson Mandela e per tutta la vita farò il possibile per imparare da lui’ ha detto il primo Presidente nero nella storia americana
    Mi rifiuto di credere che questo suo primo riconoscimento fosse pronto nel cassetto (coccodrillo) della sua scrivania. Muore un grande che ha partecipato alla stesura della Storia. Dunque di lui resta TUTTO l’esempio e il coraggio perchè il cammino dei diritti è ancora lungo.

    sherabuonafinesettimana

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