QUALCHE CONSIDERAZIONE SUL CASO CANCELLIERI

Dunque oggi avremo questo voto di sfiducia, che ovviamente verrà respinto al mittente: comportamento coerente da parte M5S che da sempre fa della trasparenza dei comportamenti una bandiera, altrettanto coerente da parte delle altre opposizioni, che in questo modo ottengono visibilità; coerenza anche da parte del PDL, da sempre garantista;  il PD, mi spiace dirlo, mostra ancora una volta una disarmante discrasia tra dichiarazioni e comportamenti.

Non dico che avrebbero dovuto votare la mozione Cinquestelle, capisco i motivi di immagine alla base della scelta; il problema nasce quando i tre principali candidati alla segreteria, Renzi, Cuperlo e Civati, esprimono un giorno si e l’altro pure giudizi di ‘opportunità’ rispetto alle dimissioni del Ministro della Giustizia e poi quando viene il momento si ritirano in buon ordine, con l’eccezione di Civati che quanto meno ha avuto il buon gusto di proporre coerentemente una mozione PD; poi però succede che arriva Enrico Letta, che impone lo stop: teniamoci il Ministro per carità: quindi, contrordine, compagni!!! La Cancellieri non la vuole nessuno, ma ce la teniamo.

Entrando nel merito, io sottolineerei due punti.
Primo: il caso Cancellieri nasce da una delle tante storture del sistema giudiziario italiano, ovvero il ricorso esasperato alla carcerazione preventiva, alla base peraltro del sovraffollamento delle carceri. Non è questione di ricchi o poveri, è questione che la gente in carcere in attesa di giudizio proprio non ci dovrebbe andare… ma siamo in Italia, ed evidentemente i magistrati trovano più comodo e rapido sbattere in galera migliaia di persone senza che ci sia nemmeno stato uno straccio di processo. Io non conosco Giulia Ligresti: mi rifiuto però di credere che in Italia, nel 2013 non esistano strumenti per tenere una persona chiusa in casa ed impedirle di ripetere il reato, scappare o inquinare le prove. Evidentemente però per poter procedere a ciò serve metterci un pò di testa e di tempo, ed evidentemente in Italia ciò viene ritenuto troppo faticoso.  Altrove la ricca Ligresti in carcere non ci sarebbe mai entrata, come non ci sarebbe entrata la maggior parte dei poveracci attualmente in attesa di giudizio.

Il secondo e più importante punto, è il risvolto etico e morale della vicenda… ora, io credo di non essere l’unico ad essermi rotto le scatole di come vanno le cose in Italia: ogni volta, esce fuori che ‘tutti sono amici di tutti’;  bisogna sempre concludere che ci siamo noi, i comuni cittadini e loro, i politici, gli amministratori locali e nazionali, i governanti, gli imprenditori e i finanzieri. Non conosco la Ministra Cancellieri, da quello che leggo ha fatto bene ovunque è andata… però; però esce fuori che è amica dei Ligresti e che il figlio ha lavorato con loro. Sempre la stessa storia, alla fine, sempre lo stesso trito, consunto, noioso ed irritante copione, sempre la solita cricca, gli amici degli amici, le parentele, le contiguità, etc… e alla fine si scopre che la Ministra, amica di famiglia di vecchia data dei Ligresti, si è mossa per far scarcerare la rampolla di famiglia. Procedura regolare? Diamo atto della aderenza alle leggi e alla buona fede. Tuttavia non si può sottolineare come ci si trovi per l’ennesima volta alla solita zona grigia, ai rapporti preferenziali, agli ammanicamenti, alle combriccole, a un ‘mondo’ politico-finanziario in cui tutti conoscono tutti e se possibile si danno una mano.

Attendiamo a gloria di avere un Ministro, un qualsiasi Ministro, che abbia come frequentazioni il bar sotto casa e non le dorate case dei magnati della finanza. Dateci, per favore, un Governo di persone comuni.

6 responses to this post.

  1. Sai, noi qui a Roma diciamo ‘Il più pulito c’ha la rogna’ e tutti sono daxtutto e pontificano ovunque. Poco fa sentivo in macchina Formigoni, sempre lì. Riciccia Bossi nella Lega, Scajola e il suo ‘a mia insaputa’ hanno fatto storia. Berlusconi e la maggioranza del Parlamento votarono affermando che una sgualdrinella minorenne conosciuta in tutta Milano fosse la nipote ( almeno ai tempi dell’accadimento dei fatti) di un capo di Stato… Silvio Berlusconi, cittadino italiano, esponente politico, ex presidente del consiglio, condannato in terzo grado cancella un partito e ne fonda un altro e blatera ai quattro venti. E viene anche ascoltato.
    l’Italia non ha più limiti, non sa quali siano più.
    Ma ti posso assicurare che la mia esperienza passata con l’alta dirigenza del Pci era ben alt(r)a.
    La Cancellieri? se rimane al suo posto è un insulto per tutti quei detenuti senza santi in paradiso e che versano come la ricca Ligresti in condizioni di salute precarie (precarie??? lei?)
    Scusami la mia prolissaggine. Piove.

    sherachepaurastanottecolmaltempoxoresenzaluce

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  2. guarda che forme di carcerazione preventiva ante-processo esistono ovunque (pensa alla “cauzione” -bail- in America: lì si esce solo se si hanno abbastanza soldi…).
    certo, concordo che in Italia l’uso sia esagerato.
    ma non saltiamo all’opposta conclusione che sia un’istituto unico solo del nostro paese.

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  3. Il ricorso alla misura è esagerato, molti “deboli” (e vorrei vedere… visto come sono le nostre carceri) confessano subito se vanno in carcere. Però non è un modo ammissibile di condurre le indagini.

    La Cancellieri doveva dimettersi, la Idem, per molto molto meno, è stata costretta…

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