CESSATA ATTIVITA’

Credo che ognuno abbia quella che definisce la ‘sua’ edicola; magari più d’una, se la vita l’ha portato a cambiare quartiere o città; ma ognuno ha la ‘sua’, quella dove va tutti i giorni a comprare il giornale…  La mia edicola ha chiuso, o meglio sta chiudendo. Già da qualche anno aveva appeso il cartello ‘cedesi attività’; a dire il vero per qualche mese un paio di anni fa insieme a un amico valutammo anche abbastanza seriamente l’opportunità di rilevarla, ma alla fine il rapporto trai guadagni e l’impegno (fare l’edicolante non equivale certo ad andare in fonderia, ma è comunque un mestiere discretamente ‘pesante’), ci dissuase… Evidentemente, come noi, ha dissuaso tutti gli altri, visto che ha quanto pare l’edicola non verrà rilevata da nessuno.

E così se ne va un altro piccolo pezzo di ‘vita’, dopo la pasticceria “Pinelli” (che all’edicola in questione stava praticamente di fronte), della quale ho parlato qualche tempo fa. Chiude l’edicola davanti cui passavo ogni volta che uscivo di casa, dalla quale compravo Topolino da ragazzino e presso la quale cominciai a comprare fumetti di supereroi, già un pò più grandicello… in cui ho comprato i cofanetti della Newton Compton, riviste musicali, dischi di jazz e libri di fantascienza… l’edicola che come tante altre ha cambiato progressivamente ‘identità’, rimpiendosi di tanto che coi giornali non aveva nulla a che fare…

Le edicole, del resto, credo siano destinate a scomparire: i giornali in Italia si leggono già poco, con l’avvento di Internet si preferisce sempre di più informarsi nel mare-magnum della rete… In molte cercano di sopravvivere con altro: giocattoli, libri, cd, dvd, ricariche telefoniche… In una qualche tempo fa ho visto vendute perfino le sigarette elettroniche. L’altro giorno sul Televideo leggevo di come negli ultimi anni il settore abbia registrato migliaia di chiusure… e forse di mezzo c’è anche il fatto che il gioco non vale più la candela, che quello del ‘giornalaio’ è un mestiere in un certo senso ‘ingrato’, che ti costringe ad alzarti ad orari antelucani e stare lì ora, anche annoiandoti per delle ore, spesso esposto al freddo invernale e alla canicola estiva… Pochi oggi sono disposti a fare un mestiere del genere, specie se poi il rischio è quello di dover chiudere per mancanza di vendite entro pochi anni. L’edicola si avvia forse ad essere l’ennesimo ‘oggetto’ che finisce relegato nel passato, come è successo ai televisori in bianco e nero, ai telefoni in bachelite, alle videocassette e alle cabine telefoniche… lascia un pò l’amaro in bocca, ma i tempi cambiano.

4 responses to this post.

  1. Gia…la ‘mia’ edicola ha chiuso a settembre perchè in effetti i giornali sono sempre più per amanti della carta stampata, per quel piacere di spulciare le notizie culturali, gli inserti chè diversamente la politica e gli avvenimenti arrivano in tempo reale.
    Anche io avevo fatto lo stesso tuo pensierino per mio figlio e un suo amico. Sono stato dissuasa dagli edicolanti stessi: 1,500 euro per quel ‘bussolotto, le entrate diminuite visibilmente negli ultimi anni non garantiscono un futuro.
    Brutta storia davvero.
    sheraciaoebuonacenasenzapiùpioggia 🙂

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  2. Forse l’unica possibilità di sopravvivenza è all’interno di negozi più grandi, tipo librerire o supermercati o tabaccherie…

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  3. già eravamo sempre ultimi nelle classifche dei quotidiani letti pro capite o dei libri..
    nessuno sentirà la mancanza dell’italia..
    e quei pochi che si informavano quotidianamente ora sono gli stessi che lo fanno direttamente in rete gratuitamente..

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