FEDERICO CIMINI, “L’IMPORTANZA DI CHIAMARSI MICHELE” (MK RECORDS /AUDIOGLOBE)

Calabrese di nascita ma bolognese d’adozione (almeno sotto il profilo artistico), dopo la consueta ‘gavetta’, tra pubblicazioni di singoli (accompagnati da video) e attività live (anche all’estero), Federico Cimini giunge alla prima prova sulla lunga distanza.

Ispirato dall’incontro con una persona reale, “L’importanza di chiamarsi Michele” vede l’omonimo protagonista scappare all’estero, stufo di vivere in un luogo ‘immobile’, dove le speranze di cambiamento sono affidate a improbabili capipopolo o peggio a improbabili rivoluzioni affidate al chiacchiericcio dei social network. Oltreconfine però, le cose si rivelano non così diverse da come vanno in patria, e così il nostro protagonista torra nella sua terra natale, finendo, un pò per vero impeto ‘pacifista’, un pò spinto dalla necessità, per unirsi a una delle tante missioni ‘di pace’ in giro per il mondo…

Federico Cimini compone un concept album utilizzando la storia del protagonista come ‘pretesto’ per raccontare con ironia disincantata le contraddizioni del mondo ‘che gira intorno’, a partire naturalmente dal Bel Paese e dalla sua classe dirigente, ma prendendosela anche con ‘l’uomo comune’, che vittima delle circostanza, sembra non trovare altro modo di ‘ribellarsi’ se non affidando la propria frustrazione alla manciata di caratteri dei post sui social network, salvo poi tornare ad accomodarsi davanti alle rassicuranti immagini della televisione…

Sotto il profilo sonoro, il disco si muove partendo da sonorità pop-rock abbastanza ‘comuni’, colorando il tutto con una varietà di suggestioni che vanno dalle orchestrazioni da ‘banda di paese’ a sferzate chitarristiche dal sapore country / southern, che accompagnano con efficacia i testi, pur senza troppa originalità.

Il viaggio andata e ritorno, tra rabbia, speranza, illusione e delusione finisce comunque per convincere: un lavoro che, pur mancando di ‘cime’ esaltanti (il capitolo che si lascia apprezzare di più è forse Insieme a te, in cui il protagonista incontra e si congeda dal suo amore) risulta ugualmente privo di passaggi a vuoto, godendo di un suo equilibrio che alla fine lo rende efficace; per Federico Cimini un esordio apprezzabile, che lascia intatta la curiosità per gli ulteriori sviluppi del suo percorso artistico.

3 responses to this post.

  1. Posted by luigi on 22 settembre 2013 at 16:04

    ma dove li vai a beccare????
    p.s. maggica Roma oggi!!!

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    • @Luigi: beh non sono io che li ‘becco’… mi vengono segnalati!!! 🙂 La Roma, si… sono contento, soddisfatto ma senza ‘esagerazioni’… e comunque pure il Torino è andato bene!! 🙂

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  2. passo.. : )

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