“PINELLI” HA CHIUSO

Che io ricordi, la Pasticceria Pinelli c’era da sempre… il ricordo più ‘antico’ che ne ho è di mia madre che in occasione di un mio compleanno, ordinò i gelati per la tutta la mia classe… facevo l’asilo, avrò avuto cinque anni… “Pinelli” era abbastanza conosciuto, nella zona… se non altro proprio grazie al suo essere un ‘negozio storico’ della zona, una pasticceria per la quale per svariati decenni è passato praticamente tutto il quartiere, visto poi che per anni è stata l’unica della zona… era la classica pasticceria dove la gente passava la domenica mattina, magari di ritorno dalla messa, dove si andavano puntualmente a comprare le torte per festeggiare compleanni ed altre ricorrenze; negli ultimi anni, ci sono passato soprattutto  la domenica pomeriggio, a comprare le paste,  con cui ‘condire’ la visione delle partite a casa di amici. Insomma, “Pinelli” faceva un po’ parte del ‘paesaggio’, per quello strano ‘fenomeno’, molto tipico delle periferie, dove mancando monumenti e luoghi di attrazione, sono i negozi ad assumere un’aria quasi monumentale… Quel luogo posto all’angolo di due strade, la vetrina, che più o meno ci passavi davanti ogni volta che uscivi di casa, l’occhio che anche involontariamente ti ci ‘cascava’, l’insegna blu… persino la carta, quella carta ‘solida’, leggermente ruvida, nella quale venivano incartati i dolci (anche la confezione vuole la sua parte) contribuivano a dare un’aria (mi rendo conto di esagerare) un filo ‘rituale’ al tutto.  In una quarantina d’anni di esistenza, Pinelli ha cambiato almeno un paio di gestioni, vi ci sono avvicendate varie commesse, ma meno che in altri casi, è restata comunque un ‘punto fisso’. Col tempo, nella mia zona quasi tutti gli esercizi commerciali hanno cambiato più volte gestione, o destinazione… dagli anni ’00 in poi chiusure ed aperture si sono fatte più frequenti, hanno chiuso sia l’alimentari che la macelleria dove quand’ero ragazzino mia madre mi mandava per qualche commissione , soffocati dall’invasione, sempre più prepotente, della ‘grande distribuzione’… “Pinelli” ha chiuso perché fondamentalmente faceva solo pasticceria: quella dei gelati fu una breve parentesi, surclassato da un gelataio aperto a due passi che poi col tempo è diventato esso stesso un ‘monumento’ della zona; ma soprattutto, “Pinelli” è stato progressivamente ‘estromesso’ dai numerosi bar aperti nel raggio di poche decine di metri, ognuno dei quali poi offre le sue brave torte, dolci, e quant’altro… è chiaro che se tu fai solo paste e ti ritrovi a poca distanza chi le paste le vende come ‘complemento’ alla colazione o al caffè, beh… i problemi aumentano… E così in maniera improvvisa, quasi in punta di piedi, da un giorno all’altro niente più insegna, vetrine e scaffali vuoti, un senso di abbandono che a vederlo ti mette tristezza, perché diciamocelo, vedere quelle belle sfilze di torte in vetrina a volte contribuiva pure a migliorarti l’umore… Chiude un luogo che ‘c’era da sempre’, e in fondo per quanto alla fine si tratti solo di un negozio, la cosa ti lascia un filo di amaro in bocca… specie pensando al fatto che già è stato avvistato il ‘solito’ cinese a prendere le misure, e che quindi quella che in fondo era una ‘bottega storica’ del quartiere, forse si trasformerà nell’ennesima vendita di pattume a buon mercato, nuova tappa di quella che nella mia zona sta assumendo i contorni di un’autentica ‘colonizzazione’, nei confronti della quale forse sarebbe il caso di agire per tempo, prima di ritrovarsi a vivere senza accorgersene in un quartiere cinese, in una città cinese, in una nazione cinese, dominata dalla cultura aberrante del ‘lavora finché non crepi’. Auguri a tutti.

6 responses to this post.

  1. Non ci sono mai stata ma la ‘produzione’ è giunta spesso a me tramite amici che abitano sulla Tuscolana.
    Capisco i tuoi sentimenti ed è qui che io dico che parla come mia nonna quando passeggiando per rOMA,in centro, mi elencava già 30 anni fa quanti dei suoi negozi di riferimento avevano chiuso per lasciare posto a banche e grandi negozi di abbigliamento come la Pasticceria Aragno a via del Corso dove mi portava bambina a prendere paste o gelato 😉

    sherachedomenicabestialmentecalda

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  2. la mia pasticceria a milano quella dove vado fin da bimba è Galli che dal 1912 delizia i milanesi con i suoi esclusivi marroni e fondenti, esclusivi x sapore e x il prezzo.. ; ) ma così buoni che te lo dimentichi, in un negozio di altri tempi che spero chiuda mai…
    il mio gelataio invece Grasso purtroppo ha chiuso tempo fa anche lì un gelato d’altri tempi creme frutta e sorbeti di qualità, nessun gusto puffo o similari che x quei pochi clienti che lo sapevano riservava sul retro crema e ciocolato speciali solo a richiesta e che ai tavolini servivano le coppe sempre con i cucchiaini d’argento.. quanti ricordi qst tuo bellissimo post..

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  3. ho riletto mi sono accorta di aver usato -che- anche x i prossimi 10 comm. ops… sarà il caldo : )

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